Gli USA, nonostante la dura crisi che ha colpito il settore facendo registrare nel periodo gennaio/settembre 2009 un calo del 22,8% (fonte SMI su dati Istat), rimangono il primo mercato extra-europeo di sbocco per le aziende che operano nel settore della moda maschile, con una quota di mercato pari al 6,5%. Proprio per questo motivo ICE e Pitti Immagine hanno deciso di sostenere questo fondamentale mercato invitando a Firenze in occasione di Pitti Uomo una delegazione composta da 17 tra i più prestigiosi retailer statunitensi indipendenti. Un settore quest'ultimo che pare soffrire meno dei colossi rappresentati dai department store e i cui rappresentanti spesso sono più attenti e alla continua ricerca di nuove soluzioni e proposte che vengono dal nostro paese. Il segmento dei retailer indipendenti rappresenta il 65% dell'intero giro d'affari della moda negli Usa e può contare su una capillarità territoriale e sulla capacità dei singoli imprenditori di essere dei veri e propri ambasciatori del Made in Italy. La delegazione presente a Pitti è composta dai seguenti retailer: A.Taghi (Houston, TX), Circa 2000 Fine Menswear (Piano, TX), Edward Archer (Southampton, NY), F.Camalo (Lafayette, LA), Genty Ltd. (Wichita, KS), Godfrey's (Columbus, OH), Hadleigh's (Dallas, TX), Levy's Inc. (Nashville, TN), Lindsay Odom Ltd. (High Point, NC), M.Penner (Houston, TX), Michael Duru Clothiers (Shrewsbury, NJ), Mitchell's (Westport, CT), Peter Elliot Men's (New York, NY), Pockets Menswear (Dallas, TX), The Clotherie (Phoenix, AZ), The Red Barn Apparel (Rochester, NY) e The Man's Shop (Arlington, TX). L'operazione messa in atto da Pitti ed ICE fa parte di un ampio progetto che mira a contribuire al rilancio del comparto moda sul territorio statunitense che ha visto il Ministero dello Sviluppo Economico stanziare per il periodo ottobre 2009-Aprile 2010 un budget pari a 3,5 milioni di dollari.