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Edizione numero cinque per My Own Show

MODAONLINE - Torna in questa settimana della moda, con la sua quinta edizione, un nuovo appuntamento con My Own Show, presentato oggi giovedì 24 febbraio in via Bezzecca a Milano. Il progetto avviato da Ied ha permesso anche questa volta a dei giovani talenti di mettere in mostra la propria creatività, collaborando con le principali realtà del settore moda. "Grazie a questo progetto i ragazzi hanno la possibilità di avvicinarsi alle aziende, come Valentino che ci sostiene dalle prime edizioni o Aeffe - ha spiegato a Modaonline Sara Azzone, direttrice dello Ied moda lab di Milano -. Per i ragazzi è un'opportunità inestimabile, che permette loro di fare un confronto reale con delle imprese note a livello internazionale. In seguito a My Own Show gli studenti possono poi decidere se portare avanti la propria collezione o lavorare per altri. Le aziende, pur supportando i ragazzi, non si occupano del progetto a 360° ma sono gli stessi partecipanti a realizzare il marketing, lo styling e la comunicazione, mettendosi davvero in gioco. Questa iniziativa è destinata a crescere, e nelle prossime edizioni potrebbero essere inseriti i corsi di gioielli e marketing, andando così ad offrire ai nostri studenti delle ulteriori opportunità". I giovani partecipanti, sostenuti da Aeffe, Falber-Moschillo e Valentino Fashion Group, sono Raphael Vincente Rosa (Ied San Paolo) per l'abbigliamento uomo con il progetto "Street Smart Skater", gli accessori di Heui Kyung Kim (Ied Roma) che presenta la linea "New Homeless", la menzione speciale della giuria "Hoosier", realizzato dal gruppo formato da Giuliano Gregnanin, Luca Palazzo e Serena Civiero che hanno seguito la creazione di un marchio in tutti i suoi aspetti e le collezioni di abbigliamento donna "Raiz" di Moises Nieto (Ied Madrid) e "Still Life" di Adelaide Begalli (Ied Milano): "La collezione nasce da alcune mie riflessioni personali su varie fasi che vive il corpo - ha spiegato la giovane designer a Modaonline - come l'attesa, il silenzio, il decadimento, l'involucro e la memoria. Alcuni accorgimenti sartoriali come la manica scesa che simula l'abbandono o le destrutturazioni che ricordano una gravidanza, la palette appositamente ispirata al corpo e la scelta di particolari tessuti, mi hanno permesso di lavorare sui capi in modo che emanassero certe sensazioni. E proprio dai tessuti partirà il mio percorso dopo lo Ied; in parallelo allo sviluppo delle mie collezioni infatti, mi occuperò a Nagoya in Giappone della realizzazione di tappezzerie per gli interni delle auto Toyota".

Chiara Zappacenere

Thursday, February 24, 2011