L'azienda leader nel segmento bambino di Asolo (TV), che stima di chiudere il 2009 mettendo a segno un incremento a doppia cifra sul 2008, si è presentata a Pitti Bimbo con un'immagine rinnovata e con un nuovo accordo con Chalhoub Group che le consentirà di sviluppare il business nell'intera area Medio Orientale
Il Gufo si è presentato al consueto appuntamento con Pitti Bimbo forte non solo di un prodotto sempre più ampio ed articolato, ma anche di un accordo di distribuzione recentemente siglato con Chalhoub Group, realtà con sede a Dubai e con piattaforme di sviluppo in Kuwait, in Arabia Saudita, in Egitto, in Qatar, a Bahrein, Libano e in Siria, relativo alla distribuzione del brand di abbigliamento bambini di Asolo (TV) in tutti i Paesi del Golfo. "Siamo molto felici ed orgogliosi che un gruppo delle dimensioni di Chalhoub, con il quale abbiamo siglato un accordo quinquennale, abbia deciso di seguire lo sviluppo del nostro business nell'area Medio Orientale - spiega Guido Chiavelli, Amministratore Delegato di Il Gufo, Modaonline -. Il nostro obiettivo, nella prima fase, è quello di entrare nei migliori department store dell'area per poi, ma solo in una secondo tempo, ipotizzare anche opening di negozi monomarca. Con loro che, per quanto concerne il settore del bambino rappresentano nell'area solo noi e CWF, abbiamo già programmato una serie di eventi che contribuiranno a promuovere l'ingresso delle nostre collezioni sul mercato". Il nuovo accordo spinge, quindi, l'azienda di Asolo a far crescere le attuali quote di export che, a fine 2008, rappresentavano il 35% del fatturato aziendale assestato a quota 16 milioni di euro. "La nostra strategia per l'anno in corso che stimiamo di chiudere con un fatturato di 18 milioni di euro, in crescita del 17% su quello del 2008, si basa da un lato sulla ristrutturazione globale della nostra rete distributiva estera, che oltre all'accordo in Middle East ci ha già visto cambiare partner distributivo in Svizzera, e dall'altro su una politica di riduzione dei punti vendita nel mercato domestico a fronte di una maggior penetrazione all'interno di quelli che dimostrano di credere nel nostro prodotto. In una fase di mercato come quella attuale riteniamo che, per chi come noi oltre a fornire un ottimo prodotto garantisce collezioni capaci di avere un buon sell-out e un ottimo servizio al cliente, sia importante concentrare gli sforzi fornendo sempre maggiori servizi alla fascia più alta del mercato". L'attuale numero dei punti vendita assestato su 350 doors in Italia alle quali vanno sommate altre 350 all'estero all'interno delle quali transitano 280.000 capi a stagione equamente suddivisi tra maschio e femmina, è destinato, quindi, a diminuire anche se non in maniera determinante. "La nostra storica e costante attenzione al cliente (negoziante) rappresenta oggi più che mai un elemento di serenità per una categoria che più di tutte si trova ad affrontare in prima persona la crisi mondiale. Dal nostro punto di vista siamo disposti a credere in chi crede in noi e siamo convinti che una politica che mira a ridurre i fornitori aumentando i budget di quelli in cui scegliamo di rimanere sia assolutamente doverosa e costruttiva". Ma la nuova strategia distributiva non è l'unica novità per Il Gufo che ha scelto di rivedere in maniera drastica anche tutta la sua comunicazione. "Ogni tanto è necessario fermarsi e guardare indietro analizzando il cammino percorso - afferma Alessandra Chiavelli, Responsabile Immagine e Comunicazione di Il Gufo -. Facendo ciò ci siamo resi conto che ormai, quella che un tempo era una comunicazione all'avanguardia, era diventata uguale e a tutte le altre e allora abbiamo deciso di cambiare rotta virando verso un'immagine più sofisticata (foto) capace di trasmettere ai nostri consumatori il nuovo corso della nostra azienda e del nostro prodotto". Alla nuova campagna, all'interno della quale si nota di primo acchito un forte concetto di movimento, seguirà a breve un serrato piano di programmi vetrine di forte impatto attraverso le quali Il Gufo conta di trasmettere tanto al suo retail quanto alla sua clientela finale il concetto di rinnovamento che vede coinvolte tutte le diverse parti dell'azienda. "Il concetto che desideriamo trasmettere è quello di un Gufo un po' nuovo. Classico sì, ma con tocchi di grande modernità".