COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY
BAMBINO
Estero e nuove tecnologie guidano la crescita futura di Il Gufo

Tradizione ed innovazione viaggiano sotto braccio in casa Il Gufo. Se da un lato l'azienda di Asolo, che ha archiviato il 2009 con un fatturato di 18 milioni di euro, in crescita dell'8% sul 2008 e che stima un 2010 in ulteriore progressione del 10% , punta su un prodotto sempre più legato alla tradizione dall'altro esplora le opportunità offerte dai new media e dal mobile marketing. All'orizzonte anche uno shop on line

Prosegue senza sosta il percorso di crescita di Il Gufo, marchio di abbigliamento per bambini di Asolo (TV) che affonda le radici nel 1980, che dopo aver pienamente coperto il mercato italiano punta ora sempre più sullo sviluppo delle principali piazze estere di riferimento. "Sul mercato interno, ove siamo presenti in circa 350 punti vendita numero che riteniamo perfetto per la nostra tipologia di prodotto, facciamo solo dei piccoli tuning - spiega Guido Chiavelli, Amministratore Delegato di Il Gufo, a Modaonline - concentrando, invece, i nostri sforzi sulla crescita del nostro business su due aree estere ben definite: i paesi del Middle East e quelli dell'Ex Unione Sovietica. In quest'ultima area abbiamo in atto importanti piani di sviluppo nati dopo il nostro approdo a Mosca segnato da un grandissimo successo e contiamo, già nell'anno in corso, di espandere in maniera significativa, anche se comunque selettiva, la nostra presenza sia in Russia che in alcuni paesi ad essa limitrofi". Piani chiari, quindi, che oltre allo sviluppo di nuove aree puntano anche al consolidamento di quelle in cui il brand è già presente prime fra tutte quella europea e quella statunitense. "In questa fase stiamo attuando un piano di riqualificazione di alcune situazioni in seguito ai bruschi cambiamenti avvenuti su alcuni mercati. Abbiamo, ad esempio, cambiato il nostro partner in Grecia poiché crediamo che sia assolutamente necessario, in momenti come quelli attuali, prestare ancor maggiore attenzione ai singoli casi trovando, all'occorrenza, nuovi partner capaci di adattarsi alle nuove situazioni di mercato". Una strategia vincente che ha permesso ad Il Gufo di chiudere il difficilissimo 2009 a quota 18 milioni di euro mettendo a segno un incremento di fatturato pari all'8% e di stimare un ulteriore crescita del 10% per l'anno in corso. "La nostra è stata, sin dall'inizio, una storia fatta di piccoli passi e soprattutto una storia che ha sempre puntato a vestire i bambini da bambini. Il Gufo è un marchio, conosciuto e riconosciuto, ma non una griffe. Ciò, ovviamente, nella prospettiva di andare ad affrontare mercati esteri, ci costringe a fare enormi sforzi ed enormi investimenti per consolidare la presenza del nostro marchio, non trainato da linee adulto, sui mercati in cui andiamo ad operare. Non intendiamo, quindi, snaturarci per conquistare quote di mercato, ma vogliamo portare avanti la strategia che ci ha permesso di diventare ciò che siamo diventati in Italia ossia il punto di riferimento per quei clienti che non cercano le griffe, ma un prodotto curato nei minimi dettagli e soprattutto capace di trasferire sui capi la cultura del saper fare e della qualità tipicamente italiana. Fortunatamente le aree oltre confine in cui operiamo vedono il mercato diviso equamente tra chi cerca griffe e chi cerca prodotto, a noi basta entrare nell'area che ci è più consona". Gli investimenti sono, quindi, fortemente concentrati sulla comunicazione (nella foto uno scatto della campagna A/I 2010/2011) che diventa sempre più internazionale e raffinata e che esplora i new media senza, però, tralasciare i media tradizionali. Ma ciò non significa che l'azienda non continui ad investire nella cura del servizio che crescendo il business richiede sempre maggiore attenzione e nello sviluppo del prodotto che vede nella fascia 2-6 anni concentrato il core business assoluto. "Stiamo pensando di ampliare sia il segmento del neonato, che per ora rappresenta per noi una nicchia di altissimo livello, che quello degli accessori che stanno diventando sempre più un business a sé stante e che ci vengono richiesti in numero sempre crescente dai nostri clienti". Ma il 2010 è anche l'anno dell'inizio del fase due di Il Gufo sul retail. "Possiamo affermare che oggi siamo pronti per affrontare una nuova sfida rappresentata dallo sviluppo del retail diretto. Dopo una prima fase, assolutamente spontanea, durante la quale abbiamo tastato il terreno con i nostri 9 monomarca al mondo, che hanno fornito alla nostra azienda un bagaglio di informazioni preziosissime siamo ora pronti per innescare la fase due. Stiamo creando una struttura retail che sia in grado di supportare il nostro piano di sviluppo perché crediamo che sia fondamentale gettare buone fondamenta per poi poter costruire bei palazzi. Il nostro obiettivo è quello di aprire una serie di negozi monomarca solo ed esclusivamente in piazze di altissimo livello e i nostri primi obiettivi sono New York, Londra e Parigi. Non abbiamo fretta perché, prima di ogni altra cosa, vogliamo trovare location adatte alle nostre esigenze e capaci di fornire una visibilità di alto livello al nostro marchio". E se questi sono i piani di sviluppo tradizionali l'età di Guido ed Alessandra Chiavelli, esponenti della seconda generazione in azienda, porta ad identificare nel web un ulteriore potenziale da sfruttare. "Stiamo facendo dei seri approfondimenti sul mobile marketing - spiega Alessandra Chiavelli , Responsabile Immagine e Comunicazione di Il Gufo - legati al crescente utilizzo degli smart phone. Queste nove piattaforme ci vedono impegnati nello studio di nuove tipologie di comunicazione, molto più snelle di quelle a cui siamo abituati. La tecnologia apre un mondo di soluzioni senza confini che in parte abbiamo già iniziato ad utilizzare e che continueremo a cavalcare sempre più nel futuro. D'altronde siamo stati tra le prime aziende a credere nella potenzialità di Internet utilizzando la rete come mezzo di comunicazione e di advertising ed abbiamo allo studio un progetto che in tempi brevi ci consentirà di approdare sul web anche con un nostro shop on line".

Cristina Mello-Grand
venerdì 9 luglio 2010