Prosegue il trend di crescita dell'azienda di Asolo che mette a segno un 2009 in progressione e guarda al futuro con estremo ottimismo. La crescita al di là delle aspettative sul mercato interno, con una penetrazione media quasi raddoppiata nei punti vendita, consente all'azienda di spingere la crescita dei mercati esteri che per il 2010 sarà focalizzata su Middle e Far Est. Con un occhio attento allo sviluppo del business in Cina ed India
Il Gufo, marchio di abbigliamento per bambini di Asolo (TV), prosegue il suo percorso di crescita senza alcuno strappo causato dalla crisi economica che ha colpito l'intero globo nell'arco del 2009. "Anche per il 2009 confermiamo il nostro trend di crescita mettendo a segno un fatturato ancora una volta in incremento. Il nostro è un percorso di continuità che affonda le radici nella storia della nostra azienda (fondata nel 1980, ndr) da sempre concentrata nella realizzazione di un abbigliamento che mira a vestire i bambini da bambini". Con queste parole Alessandra Chiavelli, Responsabile Immagine e Comunicazione di Il Gufo, illustra a Modaonline in maniera chiara e decisa la situazione attuale che, nonostante il difficile momento congiunturale non mostra alcuna battuta d'arresto. "Nell'arco del 2009 grandissime soddisfazioni ci sono arrivate, inaspettatamente, dal mercato interno che è cresciuto al di sopra delle nostre aspettative a conferma del fatto che, anche in moment difficili, chi lavora bene e propone un prodotto coerente è, comunque premiato dal mercato. I dettaglianti oggi sono molto attenti al sell out dei marchi e ciò gioca a nostro vantaggio poiché grazie ad un tasso è superiore al 95%, siamo visti da chi opera sul retail come una realtà su cui puntare. Il nostro obiettivo oggi è quello di migliorare ulteriormente le già ottime performance (l'ordine medio dei nostri prodotti è raddoppiato) che otteniamo all'interno della selezionata rete di punti vendita (circa 350) in cui siamo presenti puntando su una sempre maggiore penetrazione all'interno di essi". Una sicurezza, quindi, sostenuta non solo dalle ottime performance di vendita, ma anche da un servizio sempre più attento alle esigenze del retail. "Curiamo moltissimo il nostro rapporto con i negozianti cercando di fornire loro tutto il supporto possibile a partire da un efficientissimo customer care a consegne post vendita gestite da personale altamente qualificato. Abbiamo lavorato moltissimo anche sullo sviluppo delle collezioni che, oggi, ruotano attorno ad un cerchio di abbinabilità molto facile da gestire". E proprio a livello di collezioni, pur restando ancora leggermente sbilanciata verso l'universo femminile, che genera circa il 60% del turnover globale, l'azienda punta ad un deciso sviluppo del segmento maschile (nella foto un'immagine della sfilata A/I 2010/2011 a Pitti Bimbo) all'interno del quale vede ampie possibilità di crescita. "Il mondo del bambino è meno inflazionato di quello della bimba e, proprio per questo motivo, abbiamo scelto, anche su suggerimento dei nostri clienti, di allargare il nostro raggio d'azione. Il nostro core resta l'abbigliamento da 1 a 8 anni poiché salendo d'età ci si va a scontare con la fortissima concorrenza di chi opera nel mondo dei teen-ager e scendendo verso il neonato con le molte proposte della fascia medio-bassa. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di posizionare il nostro prodotto di quest'ultima fascia all'interno di una nicchia di mercato di altissimo livello". Una strategia ben precisa, quindi, che consente all'azienda veneta, i cui prodotti sono presenti in 750 punti vendita nel mondo di proseguire il suo processo di crescita sia sul mercato interno che sulle principali piazze estere di riferimento all'interno delle quali viene, attualmente, generato il 35/40% del fatturato totale. "Il nostro obiettivo è quello di far salire la quota di export almeno al 50% e, proprio per questo stiamo investendo in maniera decisa sullo sviluppo di alcuni mercati strategici primi fra tutti quelli del Middle e del Far East. Per quanto concerne l'area Medio Orientale nell'anno in corso dovremmo iniziare a vedere i primi frutti della partnership che abbiamo stretto con Chalhoub Group relativa alla diffusione del nostro brand in tutta l'area del Golfo". Ma la di là di crescere nelle aree in cui il brand è già presente nel futuro di Il Gufo c'è anche una ulteriore espansione sulle piazze emergenti rappresentate da India e Cina. "E' inutile negare che siamo interessati ad approcciare questi mercati a livello distributivo, ma, dato che siamo prudenti di natura, ci muoveremo solo ed esclusivamente se riusciremo a trovare dei partner locali capaci di garantire al nostro prodotto il giusto posizionamento sul mercato".