Dopo aver messo a segno una crescita dell'8% nell'arco del 2011 Il Gufo si concentra, nell'anno in corso, a sviluppare il suo retail diretto sul mercato interno con due importanti aperture, di cui la prima a Roma. Ma non mancherà una crescita anche virtuale che passa attraverso i social media per supportare e sviluppare l'e-store da poco lanciato
Dopo aver archiviato un 2011 a 24 milioni di euro, in crescita del 8%, in maniera omogenea tra Italia ed estero, sul 2010 Il Gufo guarda al futuro con un moderato ottimismo. “Siamo coscienti che quello che stiamo vivendo è un momento molto delicato – spiega Guido Chiavelli, amministratore delegato del brand di Asolo (TV) a Modaonline -, ma siamo sereni grazie all'ottimo lavoro che abbiamo svolto sino ad oggi. Le scelte che abbiamo operato ci hanno dato e ci stanno dando ragione e, aver investito molto nel rapporto con i nostri clienti, con i quali non abbiamo mai forzato le situazioni lasciando crescere il business in maniera naturale, oggi ci sta premiando. Il nostro obiettivo è sicuramente quello di crescere, ma sempre e solo in maniera sana”. E proprio tale filosofia guida i piani di sviluppo datati 2012 che puntano soprattutto sulla crescita del retail diretto. “Oggi gli investimenti sul retail diretto stanno diventando sempre più strategici e, se nel 2011 abbiamo raggiunto l'obiettivo di aprire uno store a New York che ci sta fornendo soddisfazioni al di sopra delle nostre aspettative, nell'arco dell'anno in corso accenderemo due nuove insegne in Italia. La prima a febbraio a Roma in via del Babuino e la seconda, nel secondo semestre dell'anno, in un'altra importante città. Per preparare la strada ad un 2013 che ci vedrà tornare ad agire sui mercati internazionali con l'obiettivo di approdare nelle due piazze strategiche di Londra e Parigi”. Idee chiare, quindi, alle quali si affianca un altrettanto chiaro piano di sviluppo relativo all'ampliamento della presenza del marchio, attraverso corner e shop-in-shop, all'interno dei department store più importanti al mondo. “Oltre confine stiamo portando avanti una strategia che ci vede lavorare a stretto contatto con i nostri distributori locali con i quali studiamo attentamente l'evolvere dei mercati identificando le aree in cui andare ad ampliare la nostra presenza. Nei prossimi mesi, ad esempio, apriremo uno strategico corner da Hankyu ad Osaka”. Un percorso, quello dello sviluppo dei mercato esteri, che oggi generano circa il 30% del turnover globale, che viene portato avanti dall'azienda con estrema cautela e senza alcuna forzatura. “La natura stessa del nostro prodotto, sofisticato e da capire, e soprattutto non spinto da un marchio dell'adulto capace di fare da apripista, rende più lenta la nostra crescita oltre confine rispetto a quella che continuiamo a registrare sul mercato interno. Alcune aree come quelle dell'Est Europa e della Russia, così come quelle medio orientali, nelle quali stiamo studiano insieme al nostro partner locale Gruppo Chalhoub piani di crescita, e una parte dell'Europa ci stanno fornendo ottime performance. Nei mercati emergenti, Cina in testa, la strada è più lunga e complessa e, seguendo la nostra filosofia, non intendiamo forzarla evitando, così, errori che su mercati complessi come questi rischiano di essere fatali. Attualmente in Cina siamo presenti con alcuni clienti e la nostra strategia è quella di operare attraverso più partner locali con cui crescere in maniera sana e controllata e soprattutto, in questa fase, mirare ad un aumento della nostra brand awarness. Sicuramente in questa tipologia di paesi la strada da percorrere è quella del retail monomarca, scelta obbligata in luoghi in cui non esiste un network di retailers al nostro livello”. Per quanto riguarda il prodotto la scelta di Il Gufo è quella di rimanere concentrati sulla propria housebrand e di proseguire il rapporto di collaborazione stilistica e produttiva iniziato la scorsa stagione, con Lanvin. “Crediamo che Il Gufo possa avere ancora ampi margini di crescita ed i risultati ci danno ragione. Proprio per questo motivo non abbiamo intenzione di cambiare nulla nel nostro modello di business che è e rimane concentrato sullo sviluppo del nostro marchio. La collaborazione con Lanvin prosegue benissimo e continua a fornirci ottime soddisfazioni, ma per ora resta la sola digressione che intendiamo concederci”. Concentrazione, quindi, pare essere la parola d'ordine in casa Il Gufo per l'anno in corso affiancata ad una spinta decisa della comunicazione virtuale il cui obiettivo è quello di sostenere lo sviluppo dell'e-store, lanciato dall'azienda lo scorso settembre. “Il motivo primario dell'apertura del nostro negozio virtuale è stato quello di riuscire ad arrivare in alcuni mercati esteri ove la nostra distribuzione non è, almeno attualmente, particolarmente forte. Lo store è partito molto bene con picchi di vendite, assolutamente inaspettate, in aree come il Giappone ed i Paesi Scandinavi. Ora la crescita è fisiologica e nell'arco dell'anno in corso, la sosterremo attraverso la reazione di community sempre più numerose ed interattive. Intendiamo portare avanti lo sviluppo delle nostre piattaforme già attive sui social media (Twitter e Facebook in testa) alle quali, da fine febbraio, andrà anche ad aggiungersi un blog aziendale attraverso il quale intendiamo comunicare il concetto di qualità che sta dietro al nostro prodotto (nella foto una proposta per la P/E 2012) puntando anche sulla tracciabilità dell'intera filiera”.