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STRATEGIE
Io ipse idem. Il ritorno di Romeo Gigli

Con io ipse idem lo stilista Romeo Gigli torna sul mercato e lancia la sua nuova etichetta di abbigliamento. Coinvolti nel progetto Catherine Vautrin, ex AD di Emilio Pucci, l'industriale Luciano Donatelli e il socio finanziario IP Investimenti e Partecipazioni. Debutti in gennaio e marzo a Parigi, dove entro la metà del 2009 si attende la prima boutique

Nuova partenza per lo stilista Romeo Gigli che il 20 novembre ha annunciato alla stampa il lancio del suo nuovo marchio Io ipse idem. Un progetto per il quale il designer ha radunato un team di partner eccellenti quanto il prodotto verso il quale si proietta: Catherine Vautrin, ex AD di Emilio Pucci, in veste di CEO del progetto, mentre Luciano Donatelli seguirà il supporto industriale; e il ruolo di finanziatore va infine alla torinese IP Investimenti e Partecipazioni guidata da Michele Denegri.
I quattro attori, che insieme alla moglie di Gigli, Laura Aragno, rappresentano i cinque soci della neo costituita Diwi Srl, hanno presentato ieri alla stampa il nuovo progetto nella sede italiana del marchio. Una struttura di circa 650 mq ospitata al 25 di via Lodovico il Moro a Milano, nella quale lo stilista ha organizzato uffici, showroom e sartoria interna per la prototipia.
Ma è a Parigi che il marchio guarderà per tutte le sue attività di rappresentanza, dalla presentazione delle collezioni all'apertura della prima boutique, concepita come luogo di comunicazione e scambio tra le arti, la moda, la cultura, attraverso tutti i linguaggi possibili. "Parigi ha una dimensione più sfaccettata, è un luogo dove i creativi possono raccontarsi in tanti modi e dove le collezioni sono guardate con grande attenzione, anche dalla stessa stampa italiana - ha spiegato lo stilista -. Ma quello a cui penso non è cimentarmi ancora nelle sfilate: non sono più necessarie trenta ragazze in fila che sgambettano, trovo che per raccontare la moda si possano trovare anche altre tipologie di rappresentazione".
Gennaio per la kermesse maschile e marzo per l'appuntamento con la moda donna sono le tappe già stabilite di un doppio debutto al quale Romeo Gigli ha voluto prepararsi molto attentamente. "Per prima cosa abbiamo realizzato una collezione zero che mi ha permesso di collaudare la struttura produttiva e la nostra sartoria interna. Una vera e propria collezione di circa 150 capi per la parte uomo e 180 modelli da donna, con la quale ho potuto testare l'applicazione delle mie forme: una opportunità fondamentale per il mio modo di concepire l'abito, che è primariamente forma. Ho reinventato la mia immagine lavorando su materia e colore e pure se quello che abbiamo oggi davanti agli occhi non andrà in vendita servirà anche a rappresentare e comunicare agli altri il senso che abbiamo voluto dare a questo progetto".
A Parigi andranno invece in scena le nuove proposte per la stagione A/I 09/10, realizzata da un pool di aziende, tra cui NovaSeta ed RPB, per le quali l'expertise di Luciano Donatelli (industriale con un passato da top manager nel Gruppo Zegna, già al fianco di Romeo Gigli per il marchio Rebecca Brown) garantisce livello di qualità e servizio. "Una collana di eccellenze - ha commentato Donatelli - che partono dalla maglieria ma si allargano alla sartoria, alle calzature, combinando un savoir faire incredibile e sempre strettamente Made in Italy. Questo sistema naturalmente lascerà spazio, e penso specialmente al settore maschile, ad ulteriori collaborazioni per linee molto specializzate". Primo obiettivo della distribuzione saranno nella fase di start up i clienti storici di Romeo Gigli, con i quali una struttura distributiva in via di definizione comincia a prendere i primi contatti sotto la guida del nuovo CEO. "Dal punto di vista qualitativo si tratta di un progetto dall'identità molto precisa, un prodotto curatissimo e davvero molto sofisticato - spiega Catherine Vautrin -. La struttura che abbiamo scelto di darci sarà essenzialmente snella e flessibile, con una distribuzione orientata ai grandi clienti italiani e internazionali: a partire dal Middle East, che ad oggi dimostra di reggere alla crisi economica, e poi verso i nuovi mercati dell'India e della Cina".
E se è ancora troppo presto per tracciare una mappa precisa della presenza sul mercato, è possibile comunque farsi un'idea del range di prezzi nel quale si muoverà la collezione: a livello retail si passerà, per la donna, dai 450/650 euro di una camicetta (1200 euro quella interamente in pizzo) ai circa 1200 euro di un tubino; dai 1000/1300 euro di una gonna a ruota in seta, agli 800/1200 euro di un cappotto. Mentre per l'uomo l'oscillazione di un abito sarà tra i 1200 euro del daywear ai 2500 delle proposte più ricercate. "La decisione di questo lancio è stata presa nella primavera scorsa, lontani dal cataclisma finanziario che si è poi scatenato su tutti i mercati - aggiunge Michele Denegri, AD della società finanziaria IP, alla sua prima esperienza nel segmento fashion -. Ma la crisi di ottobre non ha cambiato le nostre strategie, solo apportato piccoli aggiustamenti. Credo che momenti come questi siano anche momenti di grandi opportunità".

Silvia Sammarro
martedì 2 dicembre 2008