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PRODOTTO
“132 5. Issey Miyake”: una collezione di capi che porta alta la bandiera del riciclo

MODAONLINE - Al via oggi 2 febbraio fino al 5 agosto 2011 la mostra "Shiro Kurumata and Ettore Sottsass" al 21 21 Design Sight di Tokyo: un progetto nato da un'idea di Issey Miyake, fondatore dello spazio ospitante, che vede protagonisti sessanta lavori dell' amico Shiro Kuramata creati dal 1981 a oggi che analizzano la trasformazione del mondo e le questioni legate al materialismo e il commercio, oltre anche ad alcuni disegni inediti degli ultimi anni di vita di Ettore Sottsass trasformati in oggetti appositamente per questa occasione. L' esposizione si colloca nel percorso che Issey Miyake ha intrapreso, dopo aver affidato a partire dalla stagione primavera/estate 2000 la direzione delle sue collezioni a Naoki Takizawa, seguito poi da Dai Fujiwara dall' autunno/inverno 2007-08: Miyake infatti dal 2000 si dedica a vari progetti e all' approfondimento di ricerche che analizzano molti aspetti della vita moderna tramite l' abbigliamento. Avviando inoltre una collaborazione con l'architetto di fama mondiale Tadao Ando ha dato vita al 21_21 Design Sight nel centro di Tokyo, spazio dove ogni progetto è stata occasione per valutare il futuro dei nostri stili di vita e gli ha permesso, come lui stesso afferma," di prendere coscienza dell'importanza di comunicare l'elemento sociale delle nostre attività." E' infatti la dimensione sociale della produzione di vestiti che interessa al designer, in relazione anche ai problemi sempre più complessi che la società moderna deve affrontare, come il problema dell'ambiente e della diminuzione delle risorse, ma anche la questione urgente della formazione delle risorse umane che possano far fronte a queste questioni. Dopo la direzione della mostra "L'uomo del XXI secolo" presso il 21_21 Design Sight nel 2007, lo stilista ha sentito il bisogno di affrontare una problematica che lo riguarda molto da vicino, coinvolgendo il Giappone, il suo paese, come attestano le sue parole: "Il mio paese ha una storia di grandi talenti e conoscenze uniche nella produzione di beni, tuttavia questa richezza prima di tutto spirituale più che materiale, è in pericolo. Le circostanze moderne impediscono ai locali coinvolti nella produzione e alle risorse umane talentuose di mettere in opera le loro capacità. I designer non devono pensare in maniera egoista ma dovrebbero considerare il problema che già si pone ed affrontarlo in maniera completa. Non possiamo permetterci di osservare come semplici spettatori, come se questo non ci riguardasse. Vedo il design e la creazione,come mezzi per tornare ad un' epoca nella quale le persone e la società ritrovano il valore spirirtuale di quello che producono, la coscienza e la fierezza del loro contributo umano." Il punto culminante di questo suo pensiero si traduce infine in "132 5 Issey Miyake", un progetto frutto dell' opera del designer e, tra gli altri, anche di due suoi collaboratori, ovvero Manabu Kikuchi, ingegnere tessile, e Sachiko Yamamoto, ingegnere e modellista, le cui parole chiave sono "riciclo" e "rigenerazione". E' infatti insieme a loro e altre cinque persone che dal 2007 Miyake ha creato ‘Reality Lab.", un team di ricerca e sviluppo si fonda su un autentico lavoro di squadra al fine di esplorare e sperimentare lo sviluppo della creazione, con grande attenzione alle ricerche sui materiali. Tra le sue attività, l'esplorazione delle possibilità di concepimento più vicine possibile alla vita delle persone, e azioni che riprendano il potenziale della creazione in Giappone. In questa direzione, con "132 5 Issey Miyake" vengono infatti proposti vestiti e altri prodotti che utilizzano le caratteristiche delle fibre riciclate, frutto della continua collaborazione con lo scienziato informatico Jun Mitani, ricercatore che studia metodi matematici per creare strutture tridimensionali partendo dalle piegature di materiali piani, dal loro primo incontro nel 2008: si celebra così ‘la bellezza quando l'abito è piegato, l'eleganza quando è indossato e la grazia quando è usato', coniugando matematica e couture, in un tentativo di esplorare nuove relazioni tra il vestito e il corpo umano. Un software genera delle immagini 3D facendo roteare le forme piane in 2D attorno ad assi tridimensionali. Il nome del progetto reca un significato particolare: il numero "1" è il riferimento ad un unico pezzo di tessuto, il numero "3" si riferisce alla tridimensionalità, il "2" deriva dal fatto che un pezzo 3D di tessuto è piegato secondo una forma bidimensionale, ed infine il numero "5", successivo ad uno spazio vuoto, si riferisce alla dimensione temporale del vestito o, più nello specifico, alla metamorfosi delle forme piegate in vestiti quando indossati. Il numero "5" indica anche la speranza che il concetto espresso nel vestito prenderà nuove dimensioni, in un tentativo di approfondire la questione sul futuro dei materiali, delle risorse e della creazione, in una ricerca sul sistema di riciclaggio "Eco-Circle" per il recupero e riutilizzo dei materiali. I capi frutto del progetto "132 5 Issey Miyake" sono in vendita nei negozi Issey Miyake di New York, Parigi e Londra e nel primo monomarca a Tokyo.

mercoledì 2 febbraio 2011