Il nome e l'origine sono francesi, ma i sapori e i profumi delle sue specialità appartengono a tutto il Mediterraneo. Una prossimità che L'Occitane en Provence ha voluto sottolineare ospitando nella boutique milanese di via Solferino, per il circuito di eventi del FuoriSalone, le nuove proposte bagno in pietre naturali di Salvatori e Dornbracht (nella foto). "L'evento Wet Sensivity rappresenta l'ambientazione ottimale per annunciare il prossimo debutto della nostra prima SPA italiana, che entro il 2010 seguirà a Roma o a Milano lo spazio aperto a Parigi nell'ottobre del 2008 - spiega a Modaonline Silvia Azzali, Country Manager Italia di L'Occitane -. Si tratta di un progetto studiato e testato a lungo in Giappone, paese che vanta la più lunga tradizione nelle cure per il corpo, con un protocollo molto dettagliato: per esempio, riserviamo una stanza diversa ad ogni diverso ingrediente naturale, esaltando anche nell'approccio ai rituali di bellezza la filosofia che da sempre contraddistingue L'Occitane en Provence". Il marchio francese, fondato nel 1976 da Olivier Baussan con la missione di esaltare le proprietà degli ingredienti naturali e perseguire un modello di impresa eco-sostenibile, è distribuito oggi in 64 paesi del mondo attraverso oltre 1000 boutique monomarca, delle quali il 60% a conduzione diretta. "Una percentuale altissima rispetto alla generalità dei marchi, derivata dal fatto di essere già produttori e dall'aver fatto la scelta di seguire l'intero processo che porta le nostre referenze nelle case dei consumatori. L'unico fattore che possa garantire quell'alto livello di qualità per il quale è poi il consumatore a premiarci, anche in tempi difficili come quelli attuali". Una strategia cui si affiancano iniziative educative come la vendita di shopping di cotone biologico, il cui uso è sostenuto nel tempo dallo sconto praticato a quanti la portano con sé per gli acquisti successivi, e ancora progetti di commercio solidale, come quelli realizzati con le donne del Burkina Faso per i raccolti di karité. Con un 40% dell'intero giro d'affari sostenuto dall'Asia, l'Europa e gli Usa rappresentano rispettivamente il secondo ed il terzo mercato di sbocco per il marchio che al momento realizza in Italia un 5% del fatturato. "Ogni paese ha delle caratteristiche proprie e l'Italia si distingue per un territorio composto da regioni anche culturalmente molto differenti. Aprire un negozio a Milano non è lo stesso che aprirlo a Parma, mentre la Francia è quasi nettamente divisa tra Parigi e resto del paese. A questo si aggiunga, da un lato, la decisione di utilizzare inizialmente personale francese, tanto per i negozi che per il management, e dall'altro, la contemporanea ed inaspettata esplosione del mercato giapponese, nel 2001. Si è preferito quindi concentrarsi sullo sviluppo del paese asiatico e prendersi il tempo di organizzare compiutamente la struttura italiana". Alle otto boutique italiane dirette si aggiungeranno entro la fine dell'anno altre sei vetrine, delle quali la prima sarà inaugurata in maggio a Trieste. Mentre sul fronte dei punti vendita l'impegno è quello di affiancare alle 480 doors globali, tra profumeria selettiva e grandi magazzini di alto livello, anche il prezioso canale della farmacia, già coperto negli altri paesi. "L'Italia rappresenta un mercato strategico, di grandi prospettive. Basti pensare che, rispetto al 2007, nel 2008 l'apertura dei nuovi negozi ci ha fatto crescere del 150%, ma a negozi comparabili abbiamo comunque realizzato un +10% molto significativo. Che contiamo di confermare anche nel 2009, mentre dai nuovi opening ci aspettiamo incrementi di oltre il 200%".