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PRODOTTO
Lacoste: l’iconica polo L. 12. 12 omaggia il mondo dell’arte

MODAONLINE - Quest'anno Lacoste ha deciso di proporre la sua iconica polo in jersey di cotone a nido d'ape L.12.12 creata nel lontano 1927 in un modo del tutto particolare. Per farlo, ha infatti commissionato la riedizione della serie vacanziera da collezione del 2010 all'artista cinese Li Xiao Feng, che ha creato la ‘polo di porcellana' re-immaginandol'iconica polo come un'opera d'arte originale e creando uno stampato esclusivo da utilizzare in un'edizione limitata complementare di polo Lacoste da uomo e da donna. Dopo aver studiato la pittura murale, Li si è applicato alla scultura per esplorare un nuovo modo di ideare e di rappresentare i paesaggi cinesi. A sorpresa, ha deciso di lavorare nè con marmo nè con legno e neppure con vetro, ma con frammenti di porcellana. Ha comprato così dei cocci ricuperati da antichi scavi archeologici, alcuni risalenti alla dinastia Ming, li ha modellato e lucidato; con un trapano ha praticato un foro in ciascuno angolo, poi ha legato assieme i frammenti con un filo metallico argentato e a quel punto ha creato i suoi ‘paesaggi risistemati'. E' appropriato che questi pezzi poetici, forse meglio descritti come espressione di post-orientalismo, si trasformino di solito in capi d'abbigliamento, tra cui tradizionali abiti e giacche cinesi, nonchè cravatte da uomo e divise militari. Alla fine i capi si potranno pure indossare, anche se sicuramente si dimostreranno pesanti tanto quanto una qualsiasi armatura e perciò per infilarli e toglierli sarebbe necessario un notevole seguito di assistenti. Due le diverse polo realizzate dall'artista, in entrambi i casi, ha dovuto modificare I suoi usuali metodi di lavoro: per la polo stampata in edizione limitata, ha scelto frammenti di porcellana di colore bianco e blu, con motivi di loti e bimbi, risalenti al periodo Kangxi (1662-1772) della dinastia Qing (1644-1911). La scelta dei soggetti si rifà alla tradiozione iconoca cinese: il loto è una pianta che cresce dal fango sott'acqua, per poi emergere come fiore, simbolo di purezza e di rinascita, mentre i bimbi raffigurano la fertilità, perchè a quei tempi l'alto tasso di mortalità infantile portava le persone a decorare le porcellane con l'iconografia di neonati nella speranza che, così facendo, avrebbero avuto la fortuna di avere figli. Questo particolare tipo di ceramiche etniche rispecchiava il gusto imperiale dell'epoca e, visto che tecnicamente era più difficile dipingere le immagini in blu su un fondo bianco, veniva utilizzato esclusivamente dai ceti superiori. Li ha quindi modellato e lucidato i suoi cocci, poi anzichè forarli e collegarli con un filo metallico, li ha fotografati uno ad uno (251 frammenti in tutto per la polo da uomo, 304 per quella da donna), e li ha quindi posizionati uno ad uno su un modello digitale a grandezza naturale della polo nelle sue varie parti (davanti, retro, maniche), dando così vita al suo straordinario stampato. Dopodichè, ha scelto un tessuto a costine di color blu per il collo e le maniche della polo maschile, di color azzurro nel caso di quella femminile, e come tocco finale ha aggiunto un piccolo coccodrillo in bianco, il più raro nella famiglia del marchio. Disponibile in un'edizione limitata di 20.000 pezzi, la "Polo di Porcellana" si distingue inoltre per la confezione: un sacchetto di seta con il logo-sigillo ‘Li XiaoFeng Lacoste' stampato in rosso. La Cina proibisce l'esportazione di manufattti antichii, frammenti di porcellana inclusi, perciò per la sua opera d'arte Li ha deciso di usare frammenti nuovi affinchè la sua creazione potesse un giorno lasciare il paese. Per la seconda t-shirt si è ispirato alla prima parte della dinastia Ming (1368-1644) e ha dipinto su ciotole di porcellana l'immagine di uno studioso mentre contempla un paesaggio panoramico circondato dai ‘Quattro Gentiluomini' (come vengono chiamati nella pittura cinese classica), ovvero un'orchidea, un bambù, un crisentemo e un fior di prugna. L'artista ha scelto di abbinare al binomio squisitamente Ming di blu e bianco uno smalto vitreo rosso, dove il rosso rappresenta il sangue e la linfa vitale. Nella tradizione cinese la sposa indossa sempre un abito rosso, colore simbolo d'una gioia festosa. Sulle ciotole Li ha poi disegnato il marchio e il piccolo coccodrillo del marchio, nonchè una fenice, nella cultura cinese sinonimo di buona fortuna e di opportunità da cogliere. In aggiunta, ha pennellato sulle ciotole alcuni classici auguri cinesi di fortuna e felicità, assicurandosi che i caratteri fossero frammentati in modo da renderli non più evidenti sulla sculptura finale. La sua idea per la riedizione della tshirt Lacoste era esprimere l'unione tra antico e nuovo che eccheggia la società contemporanea cinese. Per creare il retro della polo di porcellana l'artista ha usato due file parallele di fondi spezzati a mezza luna delle ciotole, in modo che rappresentassero una pelle a rilievo tipo coccodrillo. Al centro della polo, Li ha rovesciato le lettere e il logo del brand, secondo la tradizione cinese di capovolgere i caratteri come strategia per la buona fortuna. Sono occorsi tre mesi in tutto per dipingere, cuocere, spezzettare, modellare, lucidare e infine legare assieme i 317 frammenti con cui è stata creata la polo di porcellana, che è finora il modello più esclusivo e più costoso da realizzare e che è stata svelata al pubblico il 25 giugno scorso al Musée des Arts et Métiers di Parigi, mentre in seguito il prossimo autunno sarà presentata a Pechino in occasione della prima mostra personale di Li Xiaofeng organizzata dalla galleria d'arte Red Gate.

mercoledì 21 luglio 2010