Crescita significativa del comparto abbigliamento; una nuova showroom milanese ed un deciso sviluppo del retail diretto che culminerà con l'opening del flagship di Milano sono solo alcuni dei progetti 2010 di Le Coq Sportif. La filiale italiana del brand d'oltralpe, archiviato un 2009 in crescita di oltre il 30%, si appresta a raggiungere nuovi ambiziosi obiettivi
Le Coq Sportif, azienda di bonnetterie sportive nata alla fine del 19esimo secolo a Romilly sur Seine, ha archiviato il 2009 mettendo a segno un incremento di oltre il 30% sul 2008. Un risultato che mette in evidenza la dinamicità e la crescita del brand soprattutto se si tiene conto che il 2008 si era già chiuso in maniera molto positiva (+45% sul 2007). "Le motivazioni che ci hanno portato a raggiungere gli ottimi risultati degli ultimi due anni sono molteplici - spiega Giorgio Trevisan, Country Manager Le Coq Sportif Italia, a Modaonline -. Sicuramente l'ottima uscita del nostro prodotto dai negozi, con un sell-out pre saldi di oltre il 70%, ci ha consentito, anche in un momento difficile come quello attuale, di mantenere la fiducia dei retailer. Abbiamo sempre prestato grandissima attenzione al nostro canale distributivo non scendendo mai a compromessi riguardo la qualità del nostro network. In un momento in cui molti marchi tendono a vendere ovunque a tutti i prezzi la nostra scelta è stata, invece, quella di mantenere criteri chiari e rigidi". Criteri che puntano su una distribuzione qualitativa articolata su una rete composta, attualmente, da 850/900 punti vendita in Italia che consente al marchio transalpino di avere ancora un potenziale di crescita in alcune aree tra cui il Piemonte, il Veneto, la Campania e la Puglia. "Il nostro prodotto, fortunatamente, evoca qualcosa di positivo e se a ciò si aggiunge un punto prezzo che ne fa una scarpa accessibile che vale il prezzo che costa, è facile capire il motivo di un sell-out più che positivo". Altro elemento di forza è composto dalla forza vendita. "Buona parte dei nostri risultati sono sicuramente da attribuire alla nostra forza vendita che è solida e storica e vanta una grande esperienza e una conoscenza diretta della clientela elemento fondamentale, quest'ultimo, per avere successo all'interno di un tessuto distributivo come quello italiano". Ulteriore add on è l'elasticità della struttura. "La nostra è una struttura molto snella e veloce. Grazie ad un taglio piccolo e concentrato siamo in grado da un lato di essere molto rapidi nel prendere le decisioni e dall'altro siamo capaci, occupandoci di tutto in prima persona, di avere una straordinaria visione d'insieme". Grazie a tutto ciò il mercato italiano rappresenta il paese in maggior crescita per l'azienda transalpina tanto che si sta rapidamente avvicinando al fatturato del mercato madre francese avendo chiuso il 2009 a quota 22 milioni di euro (escludendo il fatturato generato nella catena Footlooker i cui acquisti sono fatti a livello europeo dall'Olanda che se sommato porterebbe il turnover vicino ai 30 milioni di euro). "Indiscutibilmente la nostra azienda deve il suo successo alle calzature che generano il 90% del nostro fatturato (i nostri tre modelli di punta da soli ne generano il 75%). Per quanto concerne l'Italia circa il 40% del fatturato delle calzature viene prodotto da modelli sviluppati appositamente dalla casa madre su nostra indicazione appositamente per il nostro mercato. La grande flessibilità che l'international ci consente di avere a livello produttivo rappresenta, quindi, per noi una grandissima opportunità". Forte di tutto ciò Le Coq Sportif Italia si appresta ad affrontare un 2010 all'insegna di un ulteriore sviluppo. "Amiamo le sfide e, proprio per questo il nostro prossimo obiettivo strategico è quello di far crescere in maniera significativa il comparto abbigliamento. Crediamo che la forza del sell-out delle nostre calzature possa essere un fantastico traino che ci potrà aiutare a rompere la ritrosia tipica di quando si decide di inserire qualcosa di nuovo". L'abbigliamento di Le Coq Sportif è attualmente concentrato su quattro categorie di prodotto: polo, t-shirt, felpe e tute. "Attualmente la nostra distribuzione è suddivisa per 1/3 nel retail calzaturiero puro e per 2/3 in negozi che trattano anche l'abbigliamento. Il nostro obiettivo è quello di far sì che almeno il 50% dei nostri attuali clienti di quest'ultimo tipo scelga di acquistare oltre alle calzature anche le nostre proposte di abbigliamento iniziando da quelle relative alla felperia". Ma i progetti di sviluppo per il 2010 guardano oltre al prodotto puntando anche sulla comunicazione e sullo sviluppo del retail diretto. "Dopo parecchi anni abbiamo scelto di rientrare a Pitti Uomo lo scorso luglio investendo importanti risorse in marketing e comunicazione. Un investimento che replichiamo in maniera ancor più significativa in questa edizione di gennaio e che va ad affiancarsi ad un altro significativo investimento relativo al trasferimento del nostro headquarter milanese in una showroom di grande immagine all'interno dell'area ex-Richard Ginori di via Morimondo". Ingenti risorse sono state canalizzate anche sul web realtà in cui Le Coq Sportif è presente con un sito che ha ricevuto svariati premi oltre che sui blog e sui social network. "Crediamo che ogni tipologia di comunicazione vada seguita. Ovviamente dato che il nostro target di clientela è concentrato in due fasce ben precise, ossia quella dei 15/25 anni e quella degli over 35 miriamo a canalizzare i nostri sforzi sui media più adatti ad esse". Ma il 2010 sarà anche l'anno dello sviluppo del retail diretto del brand. "Nell'arco dell'anno in corso il nostro obiettivo è quello di ampliare il nostro retail diretto aprendo un flagship store a Milano ed altri due o tre store in capoluoghi di provincia che andranno ad affiancare i due negozi pilota di Varese e Como che ci stanno fornendo ottimi successi. Per quanto concerne la location meneghina stiamo cercando di identificare una zona che da un lato sia in linea con l'immagine del marchio e dall'altro capace di fornire un buon ritorno commerciale".