Quella di Les Hommes è una storia che da anni attraversa l'Europa e, da tempi giovani, si affaccia oltre le colonne d'Ercole. La trama del marchio, che coincide con il percorso dei designer Tom Notte e Bart Vandebosch, ha origine nel 2004 dall'incontro dei due stilisti belgi. Dopo la laurea di entrambi alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa e l'esperienza di Tom presso Olivier Theyskens, i due creativi decidono di unire i loro percorsi creativi in un progetto prêt-à-porter adatto a conquistare il gusto degli addetti ai lavori e dei clienti finali. Alla base del loro lavoro stilistico risiede un'idea di bellezza basata sull'accordo di contrasti, sulla continua ricerca del perfetto connubio tra innovazione e classicità che ne rende le collezioni stilisticamente accattivanti. Les Hommes è uno di quei marchi sofisticati per i quali i tempi sono maturi per l'exploit internazionale. Il piano di business messo in atto dal brand si erge su solide basi di business che passano da un restyling societario, logistico e strategico. I presupposti per il successo erano stati intercettati già nel 2007 dal Mode Museum, il museo di Anversa dedicato alla moda disegnato dall'architetta belga Marie José Van Hee, che aveva inserito i due artisti tra i migliori fashion ambassador della città. La mostra, intitolata "6 + Antwerp Fashion" raccontava la storia del successo internazionale della moda nata ad Anversa. I sei protagonisti storici, Ann Demeulemesteer, Dreis Van Noten, Walter Van Beirendonck, Dirk Van Saene, Dirk Bikkembergs e Marina Yee, sono diventati celebri nel mondo della moda a partire dall'inizio degli Anni Ottanta. Accanto a questi 'big', il segno '+' dava il benvenuto a coloro i quali avrebbero rappresentato la successiva generazione di designer che avrebbero contribuito ad esportare ancor più la nomea positiva della città fiamminga. Oltre a Martin Margiela, in quella sezione erano esposte le creazioni di Bernhard Willhelm (ex ragazzo di bottega di Alexander Mc Quenn, che ha ora conquistato Parigi), Raf Simons, Kris Van Assche, Haider Ackermann, Bruno Pieters, Veronique Branquinho e A.F. Vandevorst e, appunto, del duo creativo di Les Hommes. Già allora, a soli 3 anni dal début, di loro si apprezzavano in primis le silhouette architettoniche, rigorose e disinvolte. Da li a tre anni, la griffe fa un ulteriore passo avanti che, pur prendendo le mosse dai progetti creativi, passa attraverso la mera realtà economico/finanziaria. Nel 2010 il marchio incontra il sostegno della società belga Palmyra Brands (nata nel 2009 ad opera dei fratelli Van den Brande, sotto il nome di Palminvest), una società indipendente i cui variegati investimenti, che spaziano dai beni di consumo alle compagnie di servizi, ammontano ad un valore complessivo di 400 milioni di euro all'anno. Les Hommes da allora è uscito dalla nicchia di mercato locale e si candida a diventare uno degli international luxury brand. "Questo non è stato il solito accordo commerciale basato su un progetto - spiegano Notte e Vandebosch -, ma la fiducia di un grande gruppo finanziario verso alcuni giovani che hanno un sogno, coerentemente con la filosofia di Pamyra Brands". Palmyra supporta nel lungo periodo le visioni di aziende piccole o medie, fornendo soluzioni finanziarie, d'esperienze e conoscenze che possano offrire benefit per gli imprenditori, investitori e shareholders. Grazie a tale partnership, nel 2010 il marchio, allora distribuito in oltre 100 stores di lusso di 16 paesi del mondo (tra i quali presso il Mercury Tsum a Moscow, Saks Fifth Avenue Dubai, The Swank a Pechino e Hong Kong, Harvey Nichols Hong Kong e Antonioli a Milano), apre una boutique monomarca nel prestigioso quartiere di Schuttershofstraat, ad Anversa, proprio accanto alle boutique di Hermès, Louis Vuitton e Gucci. Il negozio si sviluppa su una superficie di 150 mq distribuiti su due piani e riunisce gli elementi moderni e contrastanti di Les Hommes. Sul piano logistico, il marchio decide di italianizzarsi. Il bel Paese, oltre a fornire i tessuti della miglior qualità, ospita oggi il quartier generale del brand, esportato da Anversa a Milano, tra via Savona (uffici creativi) e via Bergamo (showroom). "Le ragioni di questa scelta sono sia logistiche che culturali - racconta a Modaonline Tom Notte -. Milano è la capitale della moda maschile. Intorno alla città c'è il miglior sistema manifatturiero al mondo per il reparto tessile e abbigliamento. Questo ambiente è un sistema che conosciamo molto bene perché da tempo produciamo qui e continueremo a farlo, con i produttori e i manager più qualificati. Nel capoluogo lombardo la moda è parte della vita quotidiana: anche l'occhio dell'uomo comune è allevato al concetto del 'ben vestire', non si accontenta". Nel suo sbarco in Italia, Les Hommes, oltre a diventare membro della Camera Nazionale della Moda Italiana, si avvale della consulenza qualificata di StraBranding, una società di consulenza creata nel 2005 specializzata nei settori del luxury e del fashion, come sedi a Milano, Hong Kong e Tokyo. La direzione scelta dai due stilisti di Anversa pare chiara. L'obiettivo è quello di consolidarsi anzitutto sul territorio italiano, al fine di inaugurare il primo flagship store milanese di Les Hommes nell'autunno 2013. Nei due anni successivi si guarderà all'Oriente, programmando nuove aperture di monomarca a Tokyo e Shangai. Sarà quindi la volta di tornare in patria e, sfruttando la brand awareness derivata dal successo internazionale, conquistare il domestic market di Bruxelles e Knokke (Belgio). La strategia di crescita prevede inoltre l'apertura di altri corner e shop-in-shop in department stores a Londra, Dubai, Mosca, Parigi e New York. La grande novità creativa, però, arriverà nella stagione autunno inverno 2013/2014 con il lancio della prima collezione donna. "La collezione femminile - continua Tom Notte - è pensata per una donna che, come noi due, ama conciliare gli opposti. I capi si svilupperanno intorno a forme architettoniche dal carattere poetico ma affilate e taglienti come rasoi. Abiti sottilmente nonchalant eppure eleganti, sartoriali. Linee, insomma, apparentemente divergenti, che giocano a contraddirsi solo per ritrovarsi in sintonia". Con queste premesse, il piano di crescita del marchio punta a cifre importanti. "L'obiettivo di vendita in cinque anni è 14 milioni di euro - conferma Notte -. Sono sicuro che la sinergia tra il management di Palmyra Brands e il team che abbiamo costruito a Milano consentirà al marchio Les Hommes Notte-Vandebosch di diventare un nome di riferimento nel lusso globale". Che sia l'aria di Anversa? Un nuovo palazzo di giustizia, a dir poco fantascientifico, progettato dall'architetto internazionale Richard Rogers, il museo per l'arte contemporanea "Muhka", il "MoMu", ovvero il Museo della Moda, uno spazio museale all'avanguardia come il FotoMuseum interamente dedicato alla fotografia e il Flanders Fashion Institute (FFI) una scuola di moda che contende il primato alla St. Martin di Londra. Tutti segnali inequivocabili di un'attenzione particolare nei confronti di una pangea creativa stimolante che si afferma nel fashion.