Litrico ritorna alle origini con un innovativo atelier-boutique nel cuore di Roma
Un ritorno d'autore, quello di Litrico, che ieri sera ha inaugurato in via Sicilia, a due passi da Via Veneto luogo nel quale negli Anni Cinquanta era iniziata una storia capace di portare in tutto il mondo i valori dell'artigianalità Made in Italy, un atelier-boutique progettato dall'architetto Cristiano Gemma, rivisitazione in chiave moderna della storica sartoria. "Crediamo che proprio nei momenti più difficili il compito di un imprenditore sia quello di rischiare - spiega Luca Litrico, figlio di Franco Litrico, che insieme al fratello Fabio gestisce l'azienda fondata dallo zio Angelo, a Modaonline -. Era da tempo che stavamo cercando una location all'interno della quale fosse possibile far convivere le due anime di una realtà come Litrico, ossia da un lato quella puramente sartoriale e dall'altro quella più commerciale rappresentata dalle nostre linee di prêt-à-porter. Trovare uno spazio in via Sicilia, dove negli Anni Cinquanta nostro zio ha iniziato il suo percorso nel mondo della moda, ha rappresentato, per noi, una sorta di segno del destino che speriamo sia di buon auspicio per il nostro futuro". Un futuro basato sul concetto di alta artigianalità, pilastro attorno al quale ruotano tanto i preziosi abiti creati all'interno della sartoria quanto le esclusive linee di prêt-à-porter. "Lo scorso novembre abbiamo creato la Litrico Japan Company Limited, società la cui maggioranza è detenuta dal nostro socio giapponese, ma all'interno della quale la nostra famiglia ha pieno potere decisionale per quanto concerne lo sviluppo ed il controllo delle collezioni. L'opening di Roma rappresenta il primo passo di una strategia di sviluppo che mira a replicare il format in Giappone, ad Hong Kong, a Mosca e in qualche altra capitale mondiale affiancando ad esso una presenza del marchio all'interno dei principali department store del lusso mondiali". Un progetto ambizioso capace di mixare passato presente e futuro in un loop di continuità che vede nell'archivio storico della Maison il suo fil rouge. "La nostra sartoria è, oggi, in grado di realizzare al massimo 200 capi all'anno perchè per creare un vero e proprio abito su misura, per costruire il quale è necessario cucire a mano circa 20.000 punti, sono necessarie circa 40 ore di lavorazione. Chiaramente questa tipologia di abito si rivolge ad un preciso target di clientela disposto a spendere tra i 3.500 ed i 5.000 euro che, per circa l'80/90% è italiana. Ad essa va sommata quella straniera, primariamente araba, russa e statunitense che ci chiede di realizzare capi speciali in tessuti con diamanti ed oro che possono arrivare a costare anche oltre 20.000 euro". Un business affianco al quale si sono sviluppate la linea di Alta Moda Pronta, prodotta artigianalmente nel laboratorio della Maison in Ciociaria e la Collezione Prêt-à-Porter di lusso prodotta a Nogara in Veneto. "Attualmente esportiamo circa il 70% della nostra produzione. Crediamo che l'apertura di una boutique su strada in un luogo strategico come via Sicilia contribuirà ad allargare la diffusione delle nostre collezioni sul mercato italiano. Dato che siamo convinti che il concetto di qualità non va d'accordo con quello di quantità produciamo volutamente solo circa 2.000/3.000 capi da destinare ala distribuzione. Il nostro obiettivo oggi è quello di essere presenti, oltre che nel nostro punto vendita romana in una boutique a Milano e in un'altra nel Sud Italia". Una strategia conservativa, quindi, che fa dell'esclusività la sua chiave di volta e che mira non solo ad allargare il business, ma soprattutto a far sì che la tradizione artigiana italiana possa essere non solo apprezzata, ma anche e soprattutto capita. Motivo per il quale nella boutique-atelier romana sarà esposto, a rotazione, l'archivio storico della Maison composto da immagini iconiche come quella di Krusciov, John F. Kennedy, Eisenhower, Nixon, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, Marcello Mastroianni, Richard Burton, Vittorio Gassman (nella foto con Angelo Litrico), dai bozzetti autografi di Angelo Litrico che raffigurano Papa Paolo VI, Christian Barnard, Filippo di Edimburgo e dagli abiti d'epoca che rappresentano una memoria storica ormai collettiva, patrimonio sia della città che del costume italiano. "Recentemente il nostro archivio storico è stato dichiarato dal Ministero per i Beni Culturali, un patrimonio di interesse culturale nazionale. Spinti da questo prezioso riconoscimento entro il prossimo biennio istituiremo una Fondazione attraverso la quale renderemo tutto il nostro archivio, ridigitalizzato e catalogato utilizzando i più moderni strumenti a disposizione, consultabile e fruibile da chiunque desideri effettuare ricerche".