MAC. Il make up visionario di Gareth Pugh
"Tutto quello che faccio parla di contraddizioni, è un gioco di luci e di ombre, esprime l'eterno dilemma degli opposti. Anche questa linea di makeup ha due anime, narrate da due parti ben distinte: una basata su viola e blu scuri, molto energica e intensa, l'altra dominata dall'iridescenza metallica dell'argento, che suscita una sensazione di maggiore fragilità". L'annunciata collaborazione tra M·A·C Cosmetics e Gareth Pugh ha dato vita ad una collezione limited edition sorprendente e intensa, futuristica e scultorea, di grande impatto visivo come lo stile del designer, sia negli effetti riprodotti da colori e texture che nelle linee del packaging. Una distribuzione molto limitata porterà i prodotti della linea, una ventina di referenze tra cui non mancano brush, beauty case e pigmenti, solo presso il MAC Pro Store Milano in via Fiori Chiari e il MAC Pro Store di Roma in via del Babuino 124, oltre che nei corner MAC presso La Rinascente Duomo a Milano e presso Coin a Firenze, in via Dei Calzaiuoli, dove saranno disponibili solo dalla metà di dicembre fino a fine gennaio. L'esclusiva partnership tra la marca cosmetica e lo stilista inglese corona una collaborazione di lungo termine, avviata già agli esordi del creativo. "M·A·C mi ha sostenuto fin dalla mia prima sfilata. E' un'azienda davvero straordinaria e quando mi è stato proposto di realizzare qualcosa insieme, non ci ho pensato due volte - spiega Gareth Pugh -. All'inizio, l'idea era quella di creare una collezione makeup che fosse legata ad una sfilata: M·A·C avrebbe preso spunto dai colori usati nel backstage e ne avrebbe fatto una nuova linea. Io però volevo qualcosa di diverso, qualcosa che fosse espressione della mia visione estetica in senso più ampio, non solo di una stagione specifica. E che parlasse di me, dentro e fuori". Frutto di un progetto suggestivo e pienamente coerente con il mondo stilistico d'appartenenza di Gareth Pugh, i finish, le nuance e il packaging della collezione ricreano il mood del giovane creativo inglese puntando principalmente sull'innovazione e sulla versatilità. "Mi sono concentrato molto sulle texture e volevo che i prodotti avessero una finitura molto versatile e sfaccettata. Ad esempio, la collezione comprende un gloss e uno smalto bicromatici davvero straordinari, che possono essere indossati da soli oppure stesi su rossetti o smalti più scuri. Da soli risultano molto leggeri e raffinati, ma quando vengono stesi su una base scura, la loro natura bicromatica si accentua, si manifesta con forza, dando vita a veri e propri ‘flash' luminosi che vanno dal verde smeraldo al viola più cupo. Non volevo che i prodotti fossero unidimensionali o troppo specifici. E non è male, credo, disporre di un certo grado di versatilità nelle consistenze per dare a ognuno la possibilità di aggiungere un tocco unico al proprio look". A inizio 2005, dopo essersi laureato nel 2003 presso la Central Saint Martins di Londra, Gareth Pugh debutta nella settimana della moda di Londra tra i giovani selezionati da Fashion East, e nel 2006 calca la passerella londinese come solista, mentre nell'estate dello stesso anno presenta le sue creazioni nelle giornate di Parigi dedicate all'Haute Couture. Pubblicato da testate come US Vogue e British Vogue, Self Service, i-D, Another Magazine e Dazed & Confused, Valli ha collaborato con personaggi come Kylie Minogue (tour Showgirl e Homecoming, nonché il video per il singolo In My Arms), Roisin Murphy (promozione dell'album Overpowered e video per il singolo Overpowered), Beyoncé (esibizione agli MTV Europe Awards 2008 e video per i brani Sweet Dreams, Diva e Girls Run The World), Lady Gaga (per l'esibizione Bad Romance ad X, premiato dall'ANDAM Fashion Award. "Da quando abbiamo iniziato a sostenerlo per le sue sfilate fino ad oggi, il lavoro di Gareth è in costante escalation. E' stupefacente vedere come con le sue nuove e raffinatissime creazioni metalliche siano un'evoluzione del nero e grigio degli inizi - commenta James Gager, Senior Vice President/Group Creative Director per i marchi M·A·C, La Mer, Jo Malone Worldwide -. È affascinante osservare questa sua incessante metamorfosi e in questo Gareth è del tutto simile a M·A·C. E' entusiasmante essere al fianco di una forza creativa come Gareth, anche lui in perpetuo divenire". Nel 2010 apre a Hong Kong la prima boutique a proprio nome e ad inizio anno è stato ospite d'onore della manifestazione Pitti Immagine, dove ha presentato una collezione speciale attraverso un video realizzato dalla regista Ruth Hogben. "Tra il marchio Gareth Pugh e il marchio M·A·C si crea istintivamente una sintesi perfetta. Ad esempio M·A·C adora il nero e Gareth adora il nero. A noi piace un tocco di gotico e a Gareth il gotico è sempre piaciuto, fin dagli inizi. Naturalmente questi sono motivi un po' superficiali, ma il succo della questione è che Gareth è semplicemente una forza creativa giovane, vitale, progressista. Penso che schierarci al fianco di una personalità come Gareth riveli chiaramente ai nostri makeup artist e ai nostri clienti il dinamismo di M·A·C come marchio e la nostra volontà di coltivare queste alleanze per sostenere il maggior numero possibile di giovani e straordinari talenti". Al posto di una tradizionale compagna di comunicazione, Gareth Pugh e M·A·C hanno ideato un fashion video in grado di tramettere con maggiore appeal e accuratezza le ispirazioni che hanno guidato lo sviluppo della linea. "Nei fashion film realizzati con la regista Ruth Hogben siamo riusciti a creare un'estetica molto forte, di grande impatto visivo e immediatezza - spiega ancora Gareth Pugh -. L'impatto è addirittura maggiore, credo, di quello suscitato dai miei capi in passerella. Del tutto logico, quindi, che volessi realizzare un video anche con M·A·C per questo progetto. Mostrare le cose in movimento, anziché ferme in un'immagine, è molto più eloquente, esprime molto di più di un ritratto unidimensionale. Tra l'altro ritengo che il video sia un modo molto interessante e nuovo di approcciare le tradizionali campagne bpubblicitarie: si inizia con una sequenza animata e da lì si ricavano in seguito le immagini utilizzando singoli fotogrammi. A mio avviso, questo metodo di lavoro contribuisce a unificare visivamente l'intero concetto che sta dietro alla collezione. Abbiamo realizzato prima un video di circa due minuti e mezzo e poi, da lì, abbiamo tratto le immagini, che esprimeranno così una visione molto più potente e omogenea".