MODAONLINE - La moda è arte. L'arte è moda. Seguendo questo concetto Mango ha dato vita, tramite il progetto Arttitude, ad una serie di happening estemporanei ideati in occasione dell'apertura del flagship store milanese di Corso Vittorio Emanuele II, inaugurato ieri giovedì 22 aprile. L'opera "Occhio!", creata dall'artista Alex Zaro, è apparsa prima, durante e dopo il MiArt stampata su delle shopper di carta posizionate in vari punti della città invadendo marciapiedi, alberi, scale mobili, un ballatoio e le fermate della metropolitana in un perfetto connubio tra guerrilla marketing e street art. "E' stato senz'altro un modo per sottolineare il legame del brand con il design - ha spiegato Daniel Lopez, Direttore della gestione immobiliare e Board member partner di Mango -, perfetto per celebrare un'apertura importante in una delle capitali della moda creando un collegamento tra la nostra impresa ed il design". Il progetto, dedicato espressamente a Milano, si è posto come scopo l'obiettivo di lanciare un messaggio, e di invitare a cercare anche in posti dove di solito non si è abituati ad osservare. "Questa iniziativa, rigorosamente unbranded - ha affermato Angelo Jelmini, Direttore creativo progetto Mango Arttitude - è stata sviluppata in maniera molto semplice, unendo elementi di facile comprensione ed utilizzando segni minimali, con dei sacchetti vuoti ma pieni di idee". Dalle strade, il progetto ha trovato spazio anche sul web, contaminando siti come Facebook e Flickr. Il 15 aprile inoltre, sono stati proiettati una serie di Flashmob in fiera, in Piazza San Carlo ed all'Università Statale. "Dietro questi happening c'è una grande progettualità, e nulla è stato affidato al caso - ha detto Denis Curti, Giornalista, curatore e critico di fotografia -: in questa performance è stata coinvolta la collettività, ed è stato prodotto qualcosa di non immediatamente finalizzato, che sfida il tempo rendendosi trasversale". (Nella foto, da sinistra: Angelo Jelmini, Maurizio Bortolotti, Mariuccia Casadio, Denis Curti, Daniel Lopez e Giorgio Tartaro)