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STRATEGIE
Marlboro Classics. Un'evoluzione che parte dal nuovo logo

Marlboro Classics diventa MCS. Parte dall'evoluzione del logo il nuovo corso del marchio che stima di chiudere il 2009 in linea con i 170 milioni di euro del 2008 preparando un piano di sviluppo che vede Valentino Fashion Group focalizzarsi sulla realizzazione di un prodotto sempre più di ricerca. Sviluppo del retail, della linea femminile e delle brand extension completano le guidelines del futuro

Prende il via a Pitti Uomo l'evoluzione di Marlboro Classics, marchio affidato in licenza dal 1987 a Valentino Fashion Group, che dopo aver chiuso il 2008 con un fatturato pari a 170 milioni di euro, punta ad una trasformazione a 360° il cui primo passo è segnato dal cambio del logo (foto) che racchiude nelle lettere MCS (che riprendono, smussandolo, il carattere calligrafico del vecchio logo) passato, presente e futuro per affrontare in maniera determinata la nuova ambiziosa sfida. "Il nostro obiettivo - spiega Paolo Vazzoler, Direttore della Divisione MCS Marlboro Classics, a Modaonline - è quello effettuare una trasformazione per gradi agendo trasversalmente sulle collezioni andando, così, a sfruttare meglio di come è stato fatto sino ad ora, la potenzialità del brand. La awarness del marchio, infatti, grazie ad un fantastico lavoro operato a livello di marketing, non ha relazione con i numeri da esso prodotti. Siamo convinti che MCS abbia un altissimo potenziale di sviluppo che andremo man mano a sfruttare agendo sia all'interno delle attuali collezioni che attivando su una serie di brand extension strategiche. Extension che diventeranno delle licenze per quanto concerne le macro merceologie relative a occhiali, orologi, fragranze, calzature, bambino e sviluppi interni per quanto riguarda la pelletteria". La presenza del prodotto in oltre 40 paesi del mondo attraverso un network distributivo di oltre 2.400 punti vendita (di cui oltre 600 in Italia) a cui vanno sommati i 200 negozi monomarca (che entro fine 2009 diventeranno 210) e i 422 shop in shop (che occupano superfici tra i 25 ed i 90 metri quadrati) non basta , quindi, a Valentino Fashion Group che crede, anche in un momento difficile come quello odierno, di poter far compiere al marchio un deciso salto in avanti sia dal punto di vista qualitativo che da quello economico. "Il consumatore tipo di MCS è molto consapevole e sa cosa sta andando ad acquistare. Più che al logo guarda al contenuto del prodotto e proprio su questo elemento basiamo il nostro piano di sviluppo futuro. Senza assolutamente tradire il Dna del marchio e, quindi, senza perdere i nostri consumatori più nostalgici, intendiamo calibrare le collezioni dividendo pariteticamente le componenti wild e urban andando a creare una vera e propria linea di demarcazione tra le due anime del brand". Una strategia che, attraverso la separazione dei due filoni, riuscirà a mettere in evidenza la ricerca e la sperimentazione che negli ultimi anni si era un po' confusa all'interno di collezioni ampie e poco definite. "MCS è una licenza molto atipica. Sino ad oggi il posizionamento del brand voluto dal suo proprietario è stato vincolante e limitante, d'altronde i numeri generati erano poco importanti per il nostro partner. Nel nostro nuovo corso sono cambiati i diritti di veto, siamo diventati licensor di noi stessi ed il prodotto sarà l'elemento attraverso il quale andremo a comunicare la nostra nuova strategia tanto alla nostra clientela (i negozianti) quanto ai nostri consumatori finali racchiusi, principalmente, nella forbice 25/45 anni. Intendiamo alzare sempre più il livello su qualità e lavaggi (ad oggi ne abbiamo già 35) in modo da riuscire ad emozionare sempre più pur restando, però, sempre assolutamente affidabili". Sempre meno cowboy che arriva in città, quindi, e sempre più focalizzazione sul retail ad insegna propria all'interno del quale è possibile raccontare al meglio il marchio. "Il nostro obiettivo a livello di distribuzione è quello di aprire qualche DOS aziendale in più di quelli attuali, ma anche quello di lavorare sempre meglio con i nostri partner nel franchising con i quali abbiamo una complicità di conto economico. Vediamo la leva del retail come una vera e propria opportunità. Attualmente siamo ben coperti in Europa (entro breve apriremo uno store a Copenaghen), molto attivi in Cina, paese in cui abbiamo 10 boutique monomarca di cui 3 su strada e 69 concession, siamo ben coperti in tutto il Far East e nei Paesi dell'Europa Orientale (Soprattutto in Repubblica Ceca e in Polonia), stiamo portando avanti un deciso piano di sviluppo in Middle East (con un forte focus sul Libano) area nella quale abbiamo recentemente cambiato il distributore e, a fine agosto, affronteremo in maniera decisa anche la Russia". Per il momento, invece, MCS non intende aggredire la difficile e complessa piazza statunitense. "Gli USA sono una realtà che è bene affrontare solo quando ci si sente realmente pronti e soprattutto quando si è più che sicuri di riuscire a garantire flussi e taglie. Il nostro vantaggio è quello di avere una filiale molto forte di Valentino alla quale potremo appoggiarci, ma non abbiamo in programma di approcciare il mercato prima di fine 2010". A completare il quadro del nuovo corso della etichetta MCS è l'intenzione di sviluppare in maniera determinata la collezione femminile. "La collezione donna di Marlboro Classics è stata introdotta sul mercato solo nel 2001 e, sino ad ora, è stata articolata su una unica collezione. Il nostro intento, anche in questo ambito, è quello di svilupparla esattamente come quella maschile definendo in maniera chiara le due anime che la compongono. Contiamo di ottimizzare il nostro progetto donna con la collezione A/I 2010/2011 alzando il livello dei tessuti e puntando sullo sviluppo di linee estremamente femminili".

Cristina Mello-Grand
lunedì 15 giugno 2009