E' un po' mod, un po' bohemien. Un po' outsider un po' dandy. Sempre però, è attentissimo al proprio look, consapevole di quanto esso sia espressione fondamentale di individualità. Ed è consapevole del valore della qualità, della sartorialità e della componente innovativa che connota i capi.
E' di casa a Covent Garden. Sogna la Carnaby Street dell'era swinging. Ma senza nostalgia. Il suo motto è moving and learning: ama ciò che e nuovo e insolito. Non può fare a meno della musica, della modern music, del cool jazz, del Rhythm & Blues, del Bluebeat.
Si sente a suo agio scegliendo capi superfitted ma anche destrutturati: il trench in nylon più che asciutto ed iperleggero, con dettagli eccentrici, come la fodera virata in verde ottanio e/o in azzurro carta da zucchero; il cappotto ridotto a ¾ e decostruito, perché realizzato in maglia-stoffa volutamente infeltrita, chic perché simile ad una maglia. Da portare sul pantalone extra slim che si ferma alla caviglia.