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STRATEGIE
Meltin'Pot alza il tiro con KLSH

MODAONLINE - Con una nuova etichetta, in vendita in anteprima assoluta a Firenze presso Gerard Loft a partire dal 9 gennaio, Meltin'Pot torna a Pitti Uomo forte di un piano di sviluppo che ruota intorno al riassetto delle linee produttive. "Dopo avere chiuso il 2011 con risultati in linea col 2010 e un giro d'affari stabile intorno ai 40 milioni di euro, affrontiamo il 2012 contando di arrivare verso i 45 milioni di euro attraverso una serie di progetti e iniziative nuove - spiega a Modaonline Augusto Romano, direttore generale di Meltin'Pot -. Innazitutto abbiamo rimesso ordine nelle collezioni, ristrutturato l'offerta in modo più rispondente e coerente all'aumento di mercato che stiamo vivendo, e allo stesso tempo stiamo lanciando un progetto nuovo che abbiamo battezzato 'KLSH' e che si rivolge ad un segmento nuovo di consumatori della jeanseria: più fashion, più trendy, meno legato al concetto di vintage". Ispirazione sartoriale e approccio innovativo al mondo del denim contraddistinguono la nuova collezione, sofisticata e minimalista, di alta qualità ma proposta al pubblico con un livello di prezzo concorrenziale. 'Icons' raccoglie invece la tradizione del marchio attraverso pacchetti prodotto che abbinano la continuità del capo Meltin'Pot a proposte più evolute e contemporanee. "In questo momento abbiamo due esigenze: una è quella di consolidare in maniera importante il mercato della jeanseria storica, dove siamo presenti tradizionalmente, e dall'altra quella di sviluppare il nuovo canale. Questa riorganizzazione ha come obiettivo la necessità di non sovrapporre e cannibalizzare i due segmenti". La parte denim continua a rappresentare  il segmento core dell'azienda pugliese, focalizzando una quota del 70% della produzione firmata Meltin'Pot "A livello di mercati, quello estero in questo momento è importante ma meno degli altri anni. Soprattutto l'Europa e gli Stati Uniti stanno vivendo una situazione di stallo, è difficile al momento attuale crescere e sviluppare progetti nuovi in questi mercati già consolidati. L'Asia è un mercato in crescita ma ancora molto in fase iniziale, per vedere risultati concreti dovremo aspettare ancora un poco". A fronte di un export che non supera il 40% della produzione, il mercato italiano resta comunque l'area di maggiore importanza, con una rete distributiva di circa 1500 punti vendita e un monomarca aperto a Riccione nel giugno scorso. "Un progetto pilota che abbiamo intenzione di replicare nel corso del 2012 trattando con diversi potenziali partner le prossime aperture. "In questo momento il mercato è nel suo punto più basso, ma allo stesso tempo mi sembra che possa e debba essere stimolato con prodotti nuovi e nuovi contenitori. E credo che sia all'inizio di un percorso di crescita, in questo momento ancora lentissimo ma che si svilupperà progressivamente, dopo 2/3 stagioni più lente, per tornare poi nel giro di 4/5 anni ai livelli passati".

giovedì 12 gennaio 2012