Expocts riformula il salone dedicato alle collezioni femminili annunciando un progetto espositivo totalmente nuovo. Inizialmente focalizzato sulla seconda metà di settembre e febbraio, il calendario della manifestazione lascia aperta l'ipotesi di una futura anticipazione. La prima sinergia con il fast fashion di N.O.W.
MilanoVendeModa compie quarant'anni e cambia pelle. Una rivoluzione strutturale e formale che per il salone dedicato alle collezioni femminili di abbigliamento ready-to-wear si realizza ufficialmente da oggi nel lancio di un progetto espositivo completamente nuovo. MilanoVendeModa vede la luce nel 1969, dall'iniziativa di sei marchi di abbigliamento e di un gruppo di agenti consociati in Assomoda, primi interpreti di un progetto fieristico focalizzato sulla moda europea. Nel 2009 dunque il marchio cambia, ed il nome lo segue, nel tentativo di realizzare compiutamente quella tensione all'innovazione che il salone aveva già espresso nel corso del tempo, e prseguito con maggiore impulso a partire dalla decisione di spostare la location del salone sul Portello di FieraMilanoCity. Con MI - Milano pret-à-porter si delinea quindi la nuova dimensione del salone, concepita per aprirsi alla città e focalizzare l'attenzione sulle eccellenze italiane accostando alla moda, il design, l'arte ed il cibo; la sua struttura espositiva, che sceglie di andare oltre la divisione per categorie, preferendo l'interazione tra le diverse tipologie di prodotto a favore di una più facile fruizione da parte di buyers e professionisti; il bacino potenziale di aziende alle quali il salone intende sempre più riferirsi, individuate in realtà italiane che realizzino in Italia la parte maggiore della loro produzione, ma anche in aziende internazionali capaci di concepire l'Italia come un terreno fertile, commercialmente quanto culturalmente. "Quarant'anni sono una soglia psicologica importante - spiega Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Fiera Milano Expocts (nella foto) -. Nel nostro caso, abbiamo percepito una obsolescenza di fondo che richiedeva un cambiamento radicale. Una trasformazione alla quale doveva per forza corrispondere anche un nuovo nome: da qui la scelta di un marchio essenziale, nel quale sia forte anche il richiamo alla centralità che vogliamo dare a Milano in qualità di capitale del pret-à-porter. Quello che ci aspettiamo è di confermare con la prima edizione le dimensioni raggiunte sinora da MilanoVendeModa. La nostra priorità non sarà, per il momento, realizzare una crescita quantitativa ma azzeccare il mix che ci permetterà di programmare lo sviluppo del salone a partire dalla terza o dalla quarta edizione". Concepito per realizzarsi compiutamente nell'arco di un triennio, con un investimento che raggiungerà complessivamente un milione e mezzo di euro, il nuovo progetto prevede di realizzare sin da subito sinergie con altri attori del sistema moda italiana. Partendo da N.O.W. Fashion Exhibition, il salone dedicato al segmento fast fashion e realizzato dalla M. Seventy, che debutterà in contemporanea a MI. "Proseguiamo nella direzione che ha caratterizzato anche questi miei dodici anni di presidenza - ha aggiunto Adalberto Corsi, presidente di Expocts -, quella dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, con un progetto che oltre a rinnovare profondamente la manifestazione intende ridare slancio e brillantezza alla città di Milano. Siamo certi che questo piano porterà grandi benefici anche a quanti a loro volta investiranno su di esso sapendo capire le nostre finalità". Il primo test del nuovo impianto fieristico è in programma dal 25 al 28 settembre, con l'edizione di debutto cui seguirà l'appuntamento invernale fissato alla fine di febbraio. "Sulla designazione delle date ci siamo confrontati con la controparte delle aziende, sia quelle già presenti che quelle potenzialmente interessanti per il nuovo indirizzo della manifestazione - spiega Emanuela Forlin, direttore MI -: le conclusioni sono che le aziende vorrebbero anticipare, ma attuare questa strategia oggi sarebbe anacronistico rispetto a competitor internazionali forti, di cui dobbiamo comunque tenere conto. Meglio quindi lasciare crescere la manifestazione, consentirle di affermarsi e poi collocarsi in una fascia più consona. Senza considerare che le ultime tendenze sono quelle di spostare nel tempo i volumi degli acquisti, riducendo quelli delle precollezioni, magari proprio a favore del segmento fast fashion".