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STRATEGIE
Adolfo Urso a Milano Unica promette: "Lavoreremo insieme"

"La crisi è difficile ma le aziende italiane possono farcela, come dimostra l'esperienza di questi anni, puntando su qualità e marchi, sui nuovi mercati e lavorando insieme". Con queste parole Adolfo Urso ha affrontato il mondo del tessile-abbigliamento schierato oggi alla conferenza stampa di apertura di Milano Unica. "Affronterò le questioni sollevate con il Ministro Scajola e vedrete che insieme usciremo vincenti anche da questa crisi".

Adolfo Urso, Sottosegretario  del Ministero per lo Sviluppo Economico, intervenuto oggi alla conferenza stampa di inaugurazione di Milano Unica (foto), si è impegnato ad affrontare le questioni sollevate dal comparto tessile-moda portandole all'attenzione del Ministro Scajola. "Il periodo che stiamo vivendo è veramente molto difficile - ha dichiarato Urso -. Ma il settore tessile-moda ha già affrontato e superato momenti altrettanto complessi come quello di inizio millennio quando la globalizzazione ha completamente cambiato le regole del gioco sottoponendo l'intera filiera ad aggressioni tanto agguerrite quanto sleali. Allora abbiamo affrontato insieme i problemi ed abbiamo vinto in un momento in cui nessuno scommetteva sulla sopravvivenza dell'industria italiana del tessile-abbigliamento. Ad inizio 2008 il rapporto sulla competitività mondiale ha definito l'industria del TA italiana la più competitiva del mondo. Purtroppo in un periodo in cui la situazione stava migliorando è intervenuta una crisi globale che non ha nulla a che vedere con la competitività. Se siamo riusciti a vincere otto anni fa non vedo perché non sia possibile rifarlo ora". Parole che fanno sperare, visto che Adolfo Urso ha finora dimostrato non solo di ascoltare ma anche di attivarsi per cercare di risolvere i problemi del settore, in un interessamento sinora negato dalle istituzioni ai problemi dell'intera filiera del tessile-moda che a metà dicembre ha lanciato un grido d'allarme al Governo senza ottenere sino ad oggi alcuna risposta. "Sicuramente la recessione mondiale sta impattando negativamente sul tessile-abbigliamento, anche se il nostro export tiene meglio rispetto ai nostri principali partner e clienti europei, come la Germania, la Gran Bretagna e la Francia. Il Governo si è impegnato ad attutire l'impatto sociale della crisi con interventi significativi sui consumi interni, contenuti nel decreto anti-crisi. Sicuramente si può e si deve fare di più. Ma bisogna tener conto che il nostro Paese si ritrova ad affrontare questo momento con il debito pubblico più alto d'Europa". Un debito pubblico che pesa come un macigno, ma che secondo Urso non ha impedito al Governo di adottare proprio in questi giorni una serie di misure prima fra tutte gli ammortizzatori sociali per i quali, in accordo con le Regioni, sono stati stanziati 8 miliardi di euro. "Gli ammortizzatori sociali sono un impegno del Governo atto a mantenere nel ciclo produttivo forza lavoro professionale. Sarebbe assai grave, infatti, che figure professionali di alta levatura come quelle che operano nei vostri distretti produttivi venissero espulse dal sistema produttivo". Urso auspica che si possa, a breve, lavorare anche sul credito al consumo e mette l'accento sulla necessità di continuare a spingere l'acceleratore verso una maggiore internazionalizzazione. "Il Ministero dello Sviluppo economico, assieme a Ice e Simest, ha rivisto e potenziato le proprie politiche rivolte al commercio internazionale, per meglio supportare le aziende che dall'export traggono la maggior parte del proprio fatturato. Sono personalmente impegnato in numerose missioni all'estero per cercare nuove opportunità di investimento che possano far ripartire l'export italiano del tessile abbigliamento. I momenti di crisi, se gestiti, possono diventare momenti di grandi opportunità. Proprio recentemente sono tornato da una missione in Arabia Saudita, un Paese che offre grosse opportunità. Lo dimostra il fatto che a dicembre il tessile abbigliamento nei Paesi Opec è cresciuto del 14% a 533 milioni di euro. Qui dobbiamo puntare per rilanciare il settore, in quelle aree dove la crisi economica ha colpito di meno e dove il Made in Italy non solo è molto richiesto, ma può anche fare la differenza. Ricordo poi che siamo cresciuti in Cina del 20 per cento, quindi è importante andare alla conquista di questo mercato che conta 180 milioni di cinesi ricchi, con un reddito pro capite di oltre 80 mila dollari annui. ". Un messaggio di fiducia che sprona le aziende a rivolgere l'attenzione a tutte quelle aree del pianeta meno toccate dalla crisi (Paesi Arabi, Cina, Brasile e tutta la sponda Sud del Mediterraneo) senza, però, abbandonare i mercati tradizionali che ora soffrono, ma che continuano a rappresentare realtà solide e consolidate. "So che la crisi è difficile e che nel 2008 il fatturato del settore tessile-abbigliamento è tornato ai livelli del 2005. Ma le aziende italiane possono farcela, come dimostra l'esperienza di questi anni, puntando su qualità e marchi, sui nuovi mercati e lavorando insieme come si è saputo fare con  Milano Unica. Dobbiamo anche rafforzare la nostra presenza nei paesi produttori di materie prime come Australia e Mongolia, in cui faremo missioni specifiche con le imprese. Per uscire dalla crisi bisogna essere creativi, adattabili, trovando nuove e innovative soluzioni a questa sfida inattesa e unica che stiamo affrontando. Sono convinto che un lavoro congiunto tra Governo, imprese e sindacati sia la strada giusta che ci permetterà di superare questa crisi. Affronterò queste questioni con il Ministro Sacajola e mi impegno a farvi avere al più presto una risposta. Sono sicuro che presto lavoreremo tutti insieme".

Cristina Mello-Grand
martedì 3 febbraio 2009