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SALONI
Mipel. Ai nastri di partenza l'edizione della speranza

Nonostante i primi cinque mesi dell'anno mettano in evidenza un netto calo dei livelli produttivi e delle esportazioni Mipel si presenta ai nastri di partenza forte dello stesso numero di espositori dello scorso settembre. Un segnale positivo per un comparto che chiede al Governo non aiuti finanziari, ma solo di far applicare le leggi per combattere in maniera decisa la piaga della contraffazione

"Ci apprestiamo ad aprire la 96ma edizione di Mipel, che prenderà il via nei padiglioni di fieramilano a Rho il prossimo 16 settembre, con lo stesso numero di espositori (420) dell'edizione dello scorso settembre. Questo dato - dichiara Giorgio Cannara (foto), Presidente di Mipel, è di per sé un primo segnale positivo e la conferma del fatto che la manifestazione continua ad essere la più importante a livello mondiale per il settore". Una reazione positiva, quindi, che attende riscontri dal mercato e dai buyer attesi a Milano nei prossimi giorni. "Solo a fine manifestazione potremo trarre delle conclusioni, ma possiamo già dire che abbiamo conferme da importanti delegazioni di buyer provenienti dal Giappone, paese di sbocco fondamentale per le nostre aziende che sta vivendo un'euforia dovuta al cambio di Governo e che speriamo possa tornare a fornirci buone soddisfazioni, dalla Thailandia, paese che invierà a Mipel un Vice Ministro del loro Governo, con il quale abbiamo iniziato ad attivare una serie di collaborazioni, dalla Cina e dalla Russia. A livello di espositori, inoltre, per la prima volta esporranno 10 aziende provenienti dall'Egitto fornendo alla rassegna una sempre più ampia internazionalità". Una voglia di reazione, quindi, anche se i numeri del settore dei primi cinque mesi dell'anno in corso mettono in evidenza un calo dei livelli produttivi dell'ordine del 15/20% e una contrazione dell'export del 20,4%. "Il dato che più ci preoccupa è quello relativo al calo delle esportazioni - dichiara Mauro Muzzolon, Direttore di Mipel e di Aimpes -, anche se bisogna tenere conto che il dato è relativo agli ordini effettuati nell'ultimo trimestre del 2008, periodo di maggior virulenza della crisi. Prima di fare bilanci definitivi, in momenti economici mondiali come quelli che stiamo vivendo è necessario attendere i dati dell'intero anno sperando che, con il procedere del tempo, mettano in evidenza i primi segnali di una seppur leggera ripresa, in cui confidiamo. A livello di mercato interno continua una fase riflessiva che, a fronte di quantitativi più o meno stabili, mostra un calo del prezzo medio delle borse vendute facendo inevitabilmente scendere i dati in valore. Nonostante ciò assistiamo ad una reazione forte e concreta da parte delle nostre aziende che se da un lato hanno scelto di continuare ad investire partecipando ad una fiera dalla forte connotazione internazionale come Mipel dall'altro hanno compiuto grandi sforzi razionalizzando i costi aziendali, mantenendo costanti i prezzi e impegnandosi a proporre al mercato prodotti sempre più ricchi di aspetti moda". Una reazione decisa, quindi, quella di un settore composto per circa l'80% da piccole e piccolissime imprese ancora fortemente legate al concetto e al valore della produzione Made in Italy. "Le nostre aziende - spiega Cannara - generano volumi troppo bassi per pensare a delocalizzazioni produttive che forniscono margini solo a chi produce grandi quantitativi. Le grandi griffe, fortunatamente, continuano a far produrre la fascia alta delle loro creazioni sul mercato italiano che garantisce non solo la qualità del prodotto, ma anche quell'appeal che solo il Made in Italy è capace di fornire. Quello che ci preoccupa è il calo dell'export verso la Francia (-9,96%) che potrebbe significare non tanto un calo degli acquisti dei consumatori finali, quanto un calo degli ordinativi delle griffe d'oltralpe, ma crediamo sia meglio attendere i risultati dell'intero 2009 prima di trarre affrettate conclusioni". Se l'etichettatura obbligatoria "che da otto anni stiamo chiedendo alla Comunità Europea di applicare quanto meno sui prodotti extra UE fornendo, così chiarezza e trasparenza ai consumatori finali" è uno dei temi chiave, ancor più importante per l'intero settore è attivare una decisa e concreta lotta al fenomeno della contraffazione. "La contraffazione è la vera piaga del nostro comparto. Ai 20 milioni di borse regolari vendute fanno da contraltare i 32 milioni di borse contraffatte. Non è più accettabile andare avanti così. Non chiediamo al Governo sovvenzioni o aiuti, per noi sarebbe più che sufficiente se il nostro Paese si impegnasse in maniera decisa e concreta a far applicare leggi già esistenti capace di eliminare il fenomeno dei falsi. Sinceramente non capiamo perché non sia possibile utilizzare la legge per punire duramente chi agisce in maniera scorretta, tanto più che smontare tale sistema criminoso significherebbe anche eliminare evasione di IVA e di tasse e, quindi, far entrare più soldi nelle casse dello Stato . Il Presidente del Consiglio Berlusconi si è impegnato in prima persona, in occasione dell'inaugurazione di Milano Unica ad occuparsi del problema, speriamo che l'intenzione diventi presto qualcosa di concreto e che alla prossima edizione di Mipel possa venire ad inaugurare anche le nostre manifestazioni mostrando ciò che concretamente si sarà fatto al riguardo".

Cristina Mello-Grand
lunedì 14 settembre 2009