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SALONI
Mipel si appresta ad aprire i battenti tra importanti rientri e qualche polemica

Prenderà il via domenica 6 marzo a fieramilano Rho la 99° edizione di Mipel che si conferma con i suoi 413 espositori, la fiera di riferimento internazionale nel settore della pelletteria e degli accessori. La contemporaneità con Mido, Micam e Mifur rende la manifestazione parte di un sistema capace di far convergere su Milano 100 mila visitatori che meriterebbero maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali e non solo

Aprirà i battenti domenica 6 marzo la 99° edizione di Mipel che si presenta al nastro di partenza forte di 413 espositori (di cui 281 italiani) e due importanti rientri di nomi prestigiosi ancora avvolti dal mistero che andranno ad occupare una superficie espositiva di circa 25.000 metri quadrati nei padiglioni 8-12 e 16 di fieramilano a Rho. La manifestazione, che conferma il suo ruolo di leadership mondiale nel settore della pelletteria e dell'accessorio, si svolge, come ormai di consueto, parzialmente in sovrapposizione con l'apripista Mido (occhialeria in calendario da 4 al 6 marzo) e in contemporanea con Micam (calzature) e Mifur (pellicceria) riaccendendo i riflettori su Milano che diventerà per una settimana il polo internazionale di attrazione per tutti gli operatori interessati al vasto e sempre più importante (anche a livello di fatturato) mondo degli accessori. "Ci apprestiamo ad affrontare la quattro giorni di manifestazione armati di ottimismo - dichiara Giorgio Cannara (foto), presidente di Aimpes/Mipel -. Dopo un 2009 terribile ed un 2010 chiuso con segni di ripresa le prime fiere di quest'anno mostrano un interesse crescente per il comparto di nostra competenza e ciò ci permette di guardare con ottimismo verso il futuro anche se siamo consci che la situazione è ancora difficile e che le recenti vicende che hanno coinvolto i paesi dì africani che si affacciano sul Mediterraneo causeranno defezioni dell'ultimo minuto". Una situazione, quella nord africana, area in cui soprattutto per quanto concerne Egitto e Marocco coinvolge paesi in cui si era spostata una parte della delocalizzazione produttiva un tempo italiana, che potrebbe, paradossalmente diventare una nuova opportunità per il sistema produttivo del nostro paese. "In questo ultimo periodo, dopo un decennio in cui le aziende italiane di pelletteria hanno optato per una delocalizzazione produttiva spesso orientata verso l'area del Nord Africa e della Cina, stiamo assistendo ad un'inversione di tendenza dettata non solo dalla recente difficile situazione politico/sociale dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo ma anche da una non più così conveniente produzione in Far East. In Cina, infatti, è aumentato il consumo interno che ha portato i produttori locali ad essere meno focalizzati sull'esportazione elemento a cui vanno aggiunte la non rivalutazione dello Yuan e tempi di consegna della merce passati da 30/60 a 90/120 giorni". Una situazione, quindi, di cui potrebbe beneficiare il sistema produttivo del nostro paese che, però, per attuare una decisa ripresa necessita di interventi forti e chiari a livello Sistema Paese. "In questi ultimi anni di profonda crisi moltissime aziende, per sopravvivere, hanno operato una scelta virata verso il contoterzismo. Oggi, con una ripresa dei consumi, in parte dovuta all'esaurimento delle scorte, l'area toscana, ad esempio, manca di mano d'opera. Ma per far sì che le aziende decidano di rimettere in piedi leloro attività produttive interne serve un intervento diretto da parte da un lato dello Stato che deve proteggere di più i creditori che i debitori e non viceversa e dall'altro degli istituti di credito che devono riaprire i rubinetti per far sì che ciò che è possibile sulla carta lo diventi anche nella realtà". Affermazioni chiare, quindi, che si riflettono anche, nel più piccolo e localizzato, nella settimana ALL-ACCESSories che Milano si presta ad affrontare. "Fatti i debiti conti è facile capire che la settimana in cui noi, insieme ai calzaturieri, al comparto dell'occhialeria e a quello della pellicceria, con le nostre 4 fiere, faremo convergere su Milano 100.000 visitatori. Ma non solo. Se si analizzano i dati delle aziende del lusso ci si rende conto immediatamente che negli ultimi anni gli aumenti dei fatturati delle griffe sono stati spinti non certo dall'abbigliamento, che se è andata bene è rimasto stabile, bensì dalla crescita del comparto accessori che rappresentano un modo semplice, più redditizio per le aziende (che nel caso delle borse ricaricano tra le 6 e le 8 volte il costo di produzione) e meno costing perla clientela per cambiare il proprio look. Nonostante ciò per il nostro comparto aggregato, che anche a livello di fatturato globale ha un peso più che rilevante,si fa molto meno che per quello della moda". Una considerazione amara che mette in luce lo scarso impegno delle istituzioni locali nel sostenere gli attori della scena della prossima settimana. "Vorremmo che il Comune di Milano si rendesse conto di ciò che noi rappresentiamo e che, invece di concentrare tutte le sue risorse sulle fashion week prendesse atto che la moda è fatta anche di tante altre realtà altrettanto degne di essere messe sotto ai riflettori. Le nostre 4 fiere rappresentano un patrimonio che chiunque valorizzerebbe. Sappiamo che Parigi rappresenta la poesia ed è una realtà capace di mettere sotto al miglior luce tutto ciò che fa, ma Milano rappresenta la concretezza che non può e non deve essere lasciata da sola a cercare di promuoversi. Milano Fashion City (progetto è stato avviato nel 2010 da Promos, l'Azienda Speciale per l'Internazionalizzazione della Camera di Commercio di Milano) potrebbe, ad esempio, fare molto di più, se adeguatamente sponsorizzata". Ma, tornando alla manifestazione che si appresta al prendere il va tra qualche giorno, suddivisa come di consueto in macro aree (Galleria, Glamour, Fashion Trend e Accessories Trend, Startup e Overseas a cui si aggiunge, da questa edizione, un'area dedicata ai bijoux all'interno della quale esporranno le loro creazioni 24 aziende) capaci di fornire ai visitatori percorsi chiari e precisi, oltre all'offerta espositiva metterà in scena una serie di iniziative collaterali. Una mostra dedicata al cappello, curata dal famoso vintagista Franco Jacassi, ospiterà, al padiglione 8, 100 cappelli dagli Anni '20 agli Anni '60 esposti in teche e su manichini che, accoppiati in alcuni casi a capi firmati da grandi nomi tra cui Givenchy, Balenciaga, Shiapparelli e Dior, consentiranno di rivivere le diverse epoche storiche. Trentuno immagini, formato 50x70, su cui si stagliano i progetti interpretativi ed i massaggi comunicativo densi di valore degli studenti dell'Istituto Italiano di Fotografia che hanno partecipato al concorso "E'...cento volte Mipel" saranno esposte in una originale mostra al padiglione 8 e saranno giudicate sia da una giuria autonoma che dai partecipanti espositori della manifestazione, che avranno la possibilità di votare le tre immagini finaliste che concorreranno alla vincita finale oltre a un premio in denaro. In scaletta, ad animare le giornate, anche i tradizionali concorsi dedicati agli espositori che spaziano da Mipel...issima (premio alla qualità, allo stile, all'innovazione di prodotto e all'immagine & comunicazione) a Accessories (destinato ai produttori di piccola pelletteria ed accessori). Dalla Miglior vetrina (che premia la creatività dei migliori stand da parte del visual merchandising) a Fantasy (dove l'interpretazione creativa degli stilisti ed espositori prende forma sulle sacche in tela personalizzata). Il tutto raccolto all'interno di una fiera ricca, densa e, in più, bella da vedere grazie all'intervento del designer Fausto Caletti che, anche per questa edizione, ha curato le welcome square, all'ingresso dei padiglioni. Al 12 si respira classicità, fra statue neoclassiche che catapultano indietro nel tempo, mentre l'ingresso del 16 è di freschissima attualità, tutto dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia con una enorme bandiera tricolore a sostenere le creazioni del concorso Fantasy. La vetrina dell'8, invece, è abbellita a suon di bijoux, e direttamente curata dal consorzio MIBI Fabbriche Italiane mentre l'area sintesi MIPEL a Micam, quest'anno è ispirata ad un romantico paesaggio autunnale tipico della provincia italiana, dove non mancano alberi e panchina, e dove stormi di uccelli trasportano, dal becco, le borse italiane verso tutto il mondo.

Cristina Mello-Grand
Wednesday, March 02, 2011