“E' giunto il momento di pensare fuori dal coro, di immaginare qualcosa di nuovo...". E se qualcosa non mancava a Wicky Hassan, fondatore, azionista di riferimento e anima creativa di Gruppo Sixty, scomparso oggi a Roma a 56 anni dopo una lunga e coraggiosa lotta contro un tumore, era l'immaginazione. Nato in Libia a Tripoli nel 1955, figlio di commercianti ebrei di stoffe, nel 1967 fu costretto con tutta la famiglia a trasferirsi a Roma a causa della rivoluzione di Gheddafi. Esempio assoluto del self made man Hassan ha iniziato a muovere i suoi passi nel fashion system all'inizio degli Anni Ottanta quando, dopo aver aperto un piccolo negozio in via Due Macelli a Roma, ha trasferito (nel 1983) la sua attività di via Del Corso aprendo il negozio Energie. Un luogo magico dove un giovane Hassan alle prime armi sperimentava non solo andando costantemente alla ricerca di nuovi brand, introvabili altrove (fu il primo a portare in Italia brand del calibro di Timberland,Converse All Star, Levis 501), ma anche gestendo lo store, famoso per le sue vetrine piene di effetti speciali, come un crocevia tra arte e moda, le due grandi passioni della sua vita. Ma la vera svolta è datata 1989 quando, in partnership con l'ingegnere/imprenditore Renato Rossi, ha creato Gruppo Sixty realtà che oggi opera sul mercato attraverso i marchi Fashion (Miss Sixty, Energie e Killah) e i marchi Authentic (Murphy&Nye, Refrigiwear) distribuiti attraverso 7000 punti vendita presenti oltre 100 paesi del mondo. “E’ scomparso oggi uno dei grandi creatori di moda a livello internazionale - ha dichiarato Piero Bongiovanni, Amministratore Delegato del Gruppo Sixty. Un uomo che ha saputo coniugare un grande amore per lo stile e per la sua azienda con una lotta esemplare contro qualsiasi forma di discriminazione”. Parole a cui fanno eco quelle di Renato Rossi, cofondatore del Gruppo Sixty, che ha dichiarato: “Wicky, un amico, un uomo di visione e di grandi valori, socio con il quale ho avuto l’onore di lavorare in questi anni, resterà per sempre nei nostri cuori”. E anche in quelli di un'azienda che, conscio della sua malattia, ha voluto traghettare verso il domani proseguendo ininterrottamente il suo lavoro creando da un lato un ufficio stile forte e capace di dare seguito alla sua visione e dall'altro conferendo a Piero Bongiovanni, attuale Amministratore Delegato del Gruppo e al suo management, tutte le leve necessarie per il governo dell’azienda. Coraggioso, all'avanguardia, intuitivo, visionario il creativo/imprenditore ha sempre saputo guardare avanti e, in un mondo rumoroso come quello della moda, è riuscito a mantenere un tono di voce basso. La sua voce “educata”, il suo sguardo sempre proiettato oltre e la sua capacità di ascoltare e comprendere lo hanno reso una figura diversa dagli altri ruler del settore. Un uomo per cui la moda significava giocare con la propria immagine, esprimere se stessi, inventare sempre nuovi look, ma più di ogni altra cosa divertirsi. In jeans e sneakers, ovviamente.