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STRATEGIE
M Missoni apre a Milano e prosegue nei suoi piani di sviluppo

I piani di sviluppo di M Missoni non si fermano nemmeno davanti ad una stima di chiusura 2009 in calo rispetto all'esercizio 2008. Attenzione ai prezzi, sinergie di Gruppo e sviluppo del prodotto sono le guidelines per il futuro. Obiettivo primario è far crescere il brand su nuove piazze prime fra tutte quelle asiatiche

M Missoni, bridge line affidata dalla maison in licenza a Valentino Fashion Group, ha inaugurato ieri il suo primo flagship store in corso Venezia a Milano. "Non appena abbiamo rinnovato, all'inizio di quest'anno, la licenza di MMissoni ci siamo subito focalizzati sullo sviluppo del canale retail del brand - spiega Luca Vianello, Direttore Generale Valentino Fashion Group (nella foto con Angela Missoni, Teresa Missoni, Stefano Sassi e Margherita Missoni), a Modaonline -. Aprire uno flagship a Milano è molto importante non solo per la valenza della piazza a livello internazionale, ma anche perché sia la Maison che il nostro headquarter sono proprio in questa città e, in qualche modo, ci sembrava doveroso rendere omaggio al luogo in cui tutti noi operiamo e lavoriamo". Il network retail a gestione diretta del marchio arriva, con il nuovo opening, a quota 8 (gli altri store sono in Usa, in Asia e a Londra) ai quali vanno ad aggiungersi i negozi monomarca in franchising presenti in Usa, Asia e Middle East, i corner nei più prestigiosi department store (tra cui Saks Fifth Avenue, Neiman MArcus, Nordstrom, Begdorf Goodman, Harrods, Selfridges, Galeries Lafayette, Printemps, La Rinascente ed Attika) ed i circa 1.000 punti vendita multibrand che hanno scelto di distribuire la linea in 40 diversi Paesi. "Il wholesale è e rimane il nostro canale distributivo primario all'interno del quale generiamo circa il 90% del nostro fatturato che nel 2008 che ci ha visto crescere del 25% sul 2007 arrivando a sfiorare i 60 milioni di euro. Per quanto riguarda i risultati 2009 a fine agosto segnavamo una flessione contenuta a un -7%, risultato che riteniamo positivo visto l'anno in cui stiamo operando. Per le stime di fine anno tutto dipenderà dall'andamento degli ultimi mesi soprattutto per quanto riguarda il business sul mercato Usa che genera circa il 35% del nostro turnover, che ad oggi è una grande incognita. Indicativamente ipotizzerei un calo nell'ordine del 10/15%". Un risultato fisiologico, visto il perdurare della crisi economica mondiale, che non inciderà sui piani di sviluppo futuri del marchio. "Nelle ultime due stagioni (A/I 2009/2010 e P/E 2010) abbiamo lavorato moltissimo tanto sulla struttura del prodotto quanto sui sourcing riuscendo a diminuire il prezzo di vendita medio del prodotto poiché crediamo che, in una fase come quella attuale, sia doveroso ed essenziale prestare grandissima attenzione ai prezzi. Ovviamente non abbiamo assolutamente toccato il livello qualitativo della collezione che rimane realizzata prevalentemente in Italia tranne una piccola parte (di jersey e maglieria) che produciamo nel bacino del Mediterraneo. Far parte di una struttura del calibro di Valentino Fashion Group, capace di generare sinergie produttive ci ha, ovviamente, facilitato tale operazione". Le stesse sinergie vengono rimesse in gioco a livello distributivo per portare avanti un piano di espansione che si articolerà, oltre che sul mercato interno sulle sue macro aree rappresentate dall'Asia e dall'EMEA. "Il mercato italiano, che genera circa il 18% del nostro turnover, è molto importante. Attualmente operiamo su di esso attraverso una rete di circa 300 punti vendita spalmati sull'intero territorio nazionale. In questa fase non intendiamo allargare il numero dei punti vendita, ma, grazie ad una gamma prodotto sempre più ampia ed articolata che oggi oltre alle collezioni di abbigliamento (che rappresentano il 75% del fatturato) comprende anche una proposta denim ed un vasto range di accessori che intendiamo implementare ulteriormente, ci concentreremo nel cercare di ottenere una maggior penetrazione nei punti vendita che ci forniscono i risultati migliori. Contemporaneamente stiamo attivando un progetto di retail in franchising, simile a quello che abbiamo già sviluppato in Medio Oriente, capace di coinvolgere clienti partner con i quali andare a costruire un network di negozi monomarca in tutta la penisola". Per quanto concerne l'estero il mirino di M Missoni punta verso est. "Riteniamo che l'Asia sia attualmente il mercato di sbocco numero uno. Per questo motivo stiamo lavorando per gestire in maniera diretta la gestione di alcuni nostri store già attivi in Cina. Affianco a ciò stiamo facendo leva sulla struttura distributiva di VFG per allargare il nostro range di azione nell'intera area del Far East. In contemporanea crediamo che ci siano ottime possibilità di sviluppo anche nell'Est Europa dove nell'arco del 2010 andremo ad operare in maniera decisa".

Cristina Mello-Grand
mercoledì 23 settembre 2009