Mos Milano. Un sogno di eccellenza
Con Mos Milano Aldo Lopez e Paola Maganzini hanno dato vita ad un progetto di eccellenza oggi focalizzato su occhiali, gioielli, borse e piccola pelletteria. Ma pronto a crescere ulteriormente puntando sulle peculiarità di un prodotto unico, personalizzato ed esclusivo
Accessori di lusso, ideati e creati come preziosi. E, nonostante il riferimento latino nel marchio al termine moda, concepiti per superare la tendenza stagionale. Con questi presupposti nel 2008 è nato il marchio Mos Milano: un lusso non appariscente, fatto di produzioni di alta qualità affidate a laboratori artigianali. "Il nostro sogno era quello di creare qualcosa di unico, di nuovo nel panorama del Made in Italy - spiega a Modaonline Aldo Lopez, ideatore del progetto Mos Milano insieme a Paola Maganzini, sua moglie -. Siamo partiti da uno studio attento del segmento occhiali, cercando partner di alto livello, ma con l'idea di non limitarci ad una sola tipologia produttiva. Quello che volevamo era creare un progetto che potesse crescere nel tempo, e così è stato con il passaggio al gioiello, cui ha fatto seguito l'elemento della pelletteria, strategico per una successiva apertura verso il comparto maschile". Per i gioielli il marchio ha fatto riferimento ai maestri orafi del distretto di Valenza, gli occhiali sono invece prodotti nel bellunese, mentre per le borse pelli preziose, dall'alligatore del Mississippi allo struzzo, lavorate per essere estremamente soffici e tutte foderate in camoscio, sono affidate ai migliori conciatori tra Varese, Milano e Bergamo. Ogni creazione è contraddistinta da un diamante incastonato discretamente nel simbolo dell'infinito che loga tutte le collezioni, e all'acquisto viene confezionata in un packaging particolarmente curato, nel blu e grigio della maison, da conservare come portagioie. "Il nostro obiettivo è fare bene. Per prima cosa, avere un controllo diretto sulla produzione, e quindi cercando di operare in zone di prossimità geografica. In secondo luogo, non perseguire un mero sviluppo commerciale, perché la crescita non deve andare a discapito della qualità. Il punto di partenza è il prodotto e su quello lavoriamo fino a quando non raggiunge il livello giusto". Un livello che ha subito proiettato il marchio Mos Milano, nella capitale lombarda, all'interno di realtà come Pisa (gioielli), Mega Fashion (borse), Ottica Cavour e Ottica Bergomi (occhiali). "A livello distributivo la strategia è quella di essere in contatto diretto con i clienti, andando noi a cercarli senza imporre loro alcun minimo. Il primo riferimento di una distribuzione che è partita da pochissimo è certamente l'Italia, ma crediamo che questo tipo di prodotto sia più adatto ai mercati esteri, dove il nostro obiettivo è quello dei migliori department store, oltre a negozi di occhialeria e gioielleria di nicchia. Abbiamo cominciato a lavorare sull'ingresso negli States e in Inghilterra, e stiamo progettando anche un eventuale sviluppo di corner e monomarca. Ma solo in seguito, non abbiamo programmi numerici quanto qualitativi: nei prossimi due anni vorremmo essere negli store più importanti di quattro o cinque città". I prezzi, per quanto riguarda ad esempio gli occhiali, vanno da una media di 400 euro ai 1600 euro delle produzioni più preziose, in una collezione di venti modelli da sole e da vista. Le borse, che entrano nella gamma Mos Milano proprio dalla stagione P/E 2009 (nella foto) con un prezzo medio intorno ai mille euro, comprendono anche modelli prodotti in serie limitata e numerata, possono essere impreziosite da catenine d'oro, da indossare poi anche separatamente come braccialetti o collane, o ancora avere chiusure in oro e diamanti. Infine i preziosi, distinti in tre collezioni caratterizzate da oro e diamanti, oro, onice ed ebano con argento e diamanti. "Nel nostro sogno c'è sicuramente un piano di sviluppo in nuovi ambiti. Ma non a breve, nessuna diversificazione deve giungere a discapito delle categorie già esistenti. La strada giusta passa attraverso il consolidamento della nostra identità e l'affinamento del prodotto".