COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY
ECONOMIA
Convegno Pambianco, prospettive migliori per il 2010

Secondo quanto è emerso durante il Convegno Pambianco "La moda oltre la crisi", il 2010 sarà un anno più positivo del 2009. In un clima di generale cautela, le aziende si preparano ad affrontare i prossimi mesi adottando strategie aggressive e mettendo il cliente sempre in primo piano

La crisi economica che ha colpito il mercato oltre un anno fa sta svelando nuovi scenari; le situazioni più critiche sono state superate, ed il 2010 si prospetta più favorevole rispetto all'anno che si sta chiudendo. Sono questi i dati rilevati dal Convegno Moda oltre la crisi di Pambianco, appuntamento che si ripete ogni anno dal 1996 e sponsorizzato da Intesa Sanpaolo dal 2001. Ad aprire i lavori Gaetano Miccichè, Responsabile Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo: "Il leit motiv di tutti gli incontri di questi anni è stato la fiducia, dalla necessità di averne di più al bisogno di far sistema. Ad un anno di distanza dal periodo più critico si è creato un clima generale più cauto, ed ogni paese ha reagito in maniera differente agli effetti della recessione. Per riuscire a tornare ai risultati registrati precedentemente alla crisi è indispensabile per le aziende abituarsi al rispetto delle regole e adottare delle attitudini più attente, in particolar modo nel nostro paese: l'Italia soffre infatti di un gap di 10 punti di PIL in meno rispetto agli altri stati. A questo fattore si aggiunge quello del calo dell'export, con un crollo degli ordinativi abbinato ad un'eccessiva produzione; ciò che le imprese possono fare è capire che tagliare i costi fissi e cercare di avere un giusto livello di scorte evitando di non speculare. Questa scelta saggia è stata già attuata in alcuni casi, e anche se adesso comporta dei sacrifici come i tagli nell'occupazione, più avanti pagherà. Le aziende devono investire maggiormente sull'innovazione, sulla ricerca, sull'internazionalizzazione e sulla valorizzazione dei marchi, in modo da poter resistere al periodo negativo e continuare nel proprio processo di crescita e sviluppo". Nel corso delle tavole rotonde (nella foto) moderate dal giornalista Enrico Mentana sono intervenuti alcuni personaggi di importanti aziende della moda italiane: dalla discussione sono emersi dati ancora non del tutto positivi ma l'andamento fa prospettare un 2010 meno avverso, anche grazie alle strategie applicate dalle varie società. "La tattica migliore è aggredire la crisi, piuttosto che subirla - ha affermato Enrico Brancalente, Amministratore Unico di Nero Giardini -. Per quanto riguarda la nostra realtà, abbiamo dato vita ad un riassetto già nel 2008, riorganizzando i punti vendita per promuoverli in maniera più convincente oltre che migliorando la rete commerciale adottando la tattica dei capi-area. Anche le risorse umane sono fondamentali, e se nel 2008 avevamo 1.800 dipendenti adesso superano quota 2.000, compresi i neolaureati che entrano in azienda. Questa strategia ci ha permesso di chiudere lo scorso anno con una crescita del 21%, e anche il 2009 sarà sostanzialmente positivo". Credere nel mantenimento dei dipendenti è stato uno dei punti fermi anche per Brunello Cucinelli, Presidente dell'omonima azienda: "Nel settembre del 2008 ci siamo riuniti per vagliare tutte le ipotesi possibili, cercando però di mantenere i 1.500 posti di lavoro. Ho chiesto quindi ai miei dipendenti di lavorare prevalentemente sulla creatività, cercando fare collezioni ancora migliori di prima, e di valorizzare ancora di più i rapporti, perché anche se un prodotto è bello sono i rapporti a fare la differenza". A puntare invece su strategie di rinnovo è Valentino Fashion Group, come spiegato dall'Amministratore Delegato Stefano Sassi: "Abbiamo sovrapposto alla crisi un cambiamento di pelle: il marchio, ormai iconico, si sta trasformando per potersi presentare ad un pubblico più ampio, offrendo anche gamme di prezzo più varie. Nonostante oggettivamente sia il momento peggiore, abbiamo voluto affrontare la situazione con determinazione e tornare a livelli interessanti per il settore del lusso, in quanto anche un mercato tradizionale come il Giappone non si identifica più con questo aspetto, e per quanto la Cina offra grandi soddisfazioni a riguardo è comunque necessario un cambiamento. Il consumatore sta vivendo un'evoluzione, è sempre più price sensitive ed attento e vuole contenuti adeguati". Secondo quanto è stato rilevato dall'analisi sulle 33 aziende prese in esame, tra i vari settori l'e-commerce viene preso sempre più spesso in considerazione: "Su 33 società analizzate, in questi mesi 8 hanno aperto un sito web dove commercializzare i propri prodotti - ha spiegato Carlo Pambianco, Presidente Pambianco Strategie d'Impresa -. ancora si tratta di un numero modesto che però crescerà sicuramente, in quanto questa strategia viene adottata sempre più di frequente, ed in generale c'è un afflusso crescente per quello che riguarda i nuovi media". Le vendite virtuali sono un fenomeno in crescita anche per quello che riguarda Patrizia Pepe, marchio che "ha visto crescere il retail online che è comunque una nuova fonte, aiuta l'incremento del volume d'affari ma non va a sostituirsi al canale classico" come spiegato dal Presidente Claudio Orrea, e Furla: "L'e-commerce del nostro brand è al primo anno di vita - ha commentato Paolo Fontanelli, Amministratore Delegato di Furla - e sta già fatturando come un negozio fisico. Ad incuriosire sono soprattutto i dati riguardanti le clientele differenziate, perché se negli store e nei punti vendita sono principalmente le donne a comprare, gli acquisti sul web vengono effettuati da una buona fetta di pubblico maschile".

Chiara Zappacenere
mercoledì 4 novembre 2009