COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY - COVER STORY
STRATEGIE
Pinko aggredisce la crisi e prevede un 2009 in crescita

Forte di un fatturato 2008 di 148 milioni di euro Pinko si appresta ad affrontare l'anno in corso, che stima in crescita dell'11%, in maniera decisa e determinata. Sicura che la crisi possa essere, per i marchi "under the top", un'occasione per allargare il range della clientela l'azienda punta sulla forza del suo retail diretto che mira ad espandere anche oltre confine

 

Dopo aver archiviato un 2008 in crescita del 9% a quota 148 milioni di euro Pinko affronta il 2009 puntando ad un ulteriore avanzamento dell'11%. "La chiave del nostro successo sta nel fatto che sin dagli inizi abbiamo deciso di posizionare il nostro prodotto under the top, ossia in quella fascia che sta subito al di sotto delle griffe. Tale strategia, in una fase come quella odierna che vede il mercato più alto soffrire a causa della crisi economica, ci sta premiando perché una parte della fascia di clientela che orientava i suoi acquisti esclusivamente sulle griffe ora valuta con attenzione anche le altre proposte. Soprattutto quelle emotivamente appaganti perché nei momenti di crisi la donna taglia i consumi razionali, ma non quelli emotivi. Per acquisire questo tipo di clientela è, quindi, necessario garantire da un lato un forte appeal stilistico e dall'altro un prodotto qualitativamente di livello. Elementi che da sempre stanno alla base del prodotto firmato Pinko". Se a queste considerazioni si somma il fatto che il brand, da un paio di stagioni, ha adottato una strategia volta ad innalzare il target sia a livello di posizionamento che a livello di prezzo è facile intuire che in una fase come quella attuale si posiziona tra le realtà capaci di acquisire nuove quote di mercato. "La nostra politica di innalzamento dei prezzi è iniziata nella stagione A/I 2008/2009 durante la quale abbiamo rivisto i listini aumentandoli di circa il 20%. E' proseguita, quindi nella P/E 2009 che ha visto i prezzi crescere di un ulteriore 30%. Il tutto legato al fatto che abbiamo deciso di puntare su un prodotto più pregiato alzando in maniera determinante il nostro livello di gamma". Operazione portata avanti tenendo monitorato in maniera costante il retail che in Italia vanta 60 punti vendita monomarca (di cui 50 diretti) ai quali vanno sommati circa 400 negozi multibrand . "Oggi avere negozi diretti è un male necessario perché garantisce all'azienda un vantaggio strategico insostituibile, ossia quello di aver sempre accesi dei fanali capaci di monitorare le esigenze del mercato". Mercato che bisogna seguire e stimolare continuando a proporre qualcosa di nuovo e anche in questo senso Pinko, già da tempo, ha scelto di operare suddividendo il suo marchio in tre diverse collezioni, la Grey (che rappresenta la parte più quotidiana), la Black (main collection) e la White (un flash 70 capi di estrema tendenza) che entrano nei negozi in tempi differenziati. Forte, quindi di una situazione che le consente di affrontare a testa alta un anno molto difficile l'azienda di Fidenza intende vivere un 2009 all'attacco. "La crisi ci preoccupa, ma non ci spaventa. Anzi. Contiamo di chiudere l'anno in corso a quota 165 milioni di euro dato che si basa su una campagna vendita della P/E 2009 chiusa con incrementi del 20% per la collezione White (foto) e del 5/6% per la Black che ci fanno guardare al futuro con ottimismo. Intendiamo, inoltre aumentare la nostra quota di export che attualmente genera il 34% del nostro fatturato iniziando ad aprire store nelle piazze che riteniamo strategiche". Pinko è attualmente presente sui mercati internazionali in un network di 355 punti vendita ed ha già attive una filiale in Francia e una in UK. "Il nostro è un prodotto molto Mediterraneo amato da chi desidera indossare abiti ad alto tasso di seduzione. E proprio per questo motivo i nostri mercati esteri di maggior sbocco sono la Russia, la Cina e tutte le nazioni che si affacciano sul mediterraneo. Ed è proprio in questi luoghi che intendiamo crescere. Non ci interessa, per il momento affrontare nuovi mercati preferiamo concentrarci su quelli in siamo gia presenti aumentando, in maniera significativa, il nostro tasso di penetrazione".

 

Cristina Mello-Grand
venerdì 6 febbraio 2009