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ECONOMIA
L'abbigliamento bambino tiene anche nel 2008

MODAONLINE - Nonostante un rallentamento complessivo, il comparto dell'abbigliamento Junior (accezione che comprende l'abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) ha chiuso il 2008 con un fatturato superiore a 2,6 miliardi di euro, che corrispondono a poco meno del 5% del fatturato totale della filiera, incidenza che sale all'8% considerando i soli comparti a valle, e registrando un calo dello 0,1% rispetto ai risultati del 2007. Tuttavia, i primi mesi del 2009 si sono rivelati critici anche per questo comparto: per quanto riguarda il consumatore, si prevede una maggiore attenzione al rapporto qualità prezzo ed una più alta cautela nell'acquisto, sia a livello nazionale che per i principali mercati di sbocco, tradizionali ed emergenti. Lo scorso anno si è inoltre verificata una contrazione del valore della produzione realizzata in Italia, scesa a 1.260 milioni di euro. Nel 2008 il calo nel settore dell'abbigliamento per neonati ammontava al 13%, a causa della forte diminuzione dell'export sul fronte russo (-21,7%); in positivo invece l'export verso Hong Kong (+15,4%), ed un generale +2,3% per le trattative extra-europee. Sul fronte dell'importazione, la Cina risulta il partner principale sia per quel che riguarda la filiera tessile-moda nel suo complesso che per l'abbigliamento neonato, con un'incidenza del 44,9% ed un calo su base annua del 3,2%. In seconda posizione la Francia, paese che, con un import pari al 17,9%, ha mostrato una variazione del +8,2%: tuttavia, anche in questo caso, l'anno appena trascorso ha registrato una complessiva flessione dell'import pari all'1,4%. Grazie alle rilevazioni svolte da SitaRicerca per SMI, risulta un'incremento della popolazione d'interesse per l'intero comparto bambino (0-14 anni), che il 1° gennaio 2008 corrispondeva al +0,5% rispetto all'anno precedente, mantenendo perciò la situazione interna positiva e segnalando un +0,7%. I canali d'acquisto privilegiati dalle famiglie italiane risultano essere le catene, che, cresciute dello 0,7%, attualmente ricoprono una porzione di mercato pari al 40,6%, mentre il dettaglio indipendente si attesta sul 25,9%. Un margine di crescita del 12% per il sell-out intermediato dagli "altri canali", mentre, con riferimento ai prodotti di fascia medio-bassa e bassa, al calo sperimentato dalla GDO (-2,6%) si contrappone un incremento del segmento ambulanti (+6,8%). Per quanto concerne l'anno in corso, nei mesi di gennaio e febbraio, grazie ai saldi e alle promozioni del periodo, il consumo delle famiglie italiane ha assistito a una flessione lieve della spesa corrente (-0,2%), meno negativa rispetto a quella registrata dal totale Tessile-Moda (-0,8%), e ad un aumento a quantità (+0,4%), contrapposto al -0,5% sperimentato contestualmente dal totale Tessile-Moda. Nonostante l'allontanamento dai valori dell'anno precedente (+4,1% la variazione della spesa corrente e +4,3% quella delle quantità nel primo bimestre), l'abbigliamento Junior risulta essere un settore nel quale i margini per una pronta inversione di tendenza risultano più ampi rispetto ad altri comparti.

giovedì 25 giugno 2009