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SALONI
Pitti Bimbo chiude con buyer in crescita

MODAONLINE - L'edizione 72 di Pitti Immagine Bimbo, la tre giorni che ha trasformato Firenze nella capitale della moda bimbo appena conclusasi lo scorso 22 gennaio, ha chiuso all'insegna dell 'internazionalità mettendo a segno un +4,5% di buyer esteri, dato in crescita. A poche ore dalla chiusura infatti, i primi bilanci del salone parlano di una edizione di grande energia e vivacità: si sono viste collezioni creative e un prodotto di altissima qualità, allestimenti e presentazioni originali e divertenti, e una serie di sfilate ed eventi speciali che non hanno nulla da invidiare alle fashion week della moda adulta. Le prime previsioni sull'affluenza finale dicono che il numero complessivo delle presenze dovrebbe raggiungere quota 8300 compratori intervenuti, per un totale di oltre 10000 visitatori complessivi. Il dato più significativo è la crescita delle presenze estere, che sottolinea ancora una volta il ruolo di Pitti Bimbo come punto di riferimento internazionale della moda bimbo: aumentano del 4,5% i numeri dei compratori internazionali, per un totale di più di 2816 buyer esteri. Tra le migliori performance il +43,5% dei compratori russi, facendo balzare così la Russia in testa alla classifica dei paesi esteri a Pitti Bimbo, la Cina a +52%, Corea del Sud +40%, Turchia +16%, Spagna +10%; crescite a doppia cifra anche per Inghilterra +13,5%, Svizzera, e Portogallo, e si sono registrati aumenti consistenti anche per i compratori da mercati emergenti come il Brasile che raddoppia i suoi numeri, l'area Mediorientale e i paesi dell'ex-Unione Sovietica. Nella classifica quindi dei primi 10 paesi esteri è in testa dunque la Russia con 300 buyer, seguita da Spagna (275) Germania (216), Francia (173), Gran Bretagna (151), Turchia (131), Olanda (129), Belgio (121), Grecia (114) e Svizzera (78). Anche la presenza dei compratori italiani, che in totale dovrebbero raggiungere quota 5500 è stata valutata molto positivamente dalle aziende espositrici, nonostante il lieve calo che influisce a sua volta sul numero complessivo dei compratori: erano infatti stati 8750 i buyer totali all'ultima edizione invernale. Questo dato è un riflesso dell'andamento della distribuzione italiana e dei consumi interni: anche per la moda bimbo, così come già registrato a Pitti Uomo, occorre considerare che il commercio italiano, soprattutto il piccolo dettaglio, che nel corso del 2010 ha visto ridursi notevolmente il numero dei punti vendita, e al tempo stesso i consumi interni sono ancora piuttosto deboli.

lunedì 24 gennaio 2011