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SALONI
Pitti Uomo. Gaetano Marzotto: “A Pitti Uomo si vende la cultura dello stile italiano”

"Abbiamo vissuto un anno particolare e molto difficile, la cosa bella è che è finito". Con queste parole Gaetano Marzotto ha aperto oggi la conferenza stampa che ha dato il via alla 77ma edizione di Pitti Uomo. "Fortunatamente il 2010 pare sia partito meglio. I mesi di novembre e dicembre hanno mostrato più effervescenza. Il cliente è tornato a comprare anche perché è iniziato il periodo di sconti e saldi. Ciò deve portare tutti noi a riflettere poiché l'attitudine del post crisi spinge il cliente finale a comprare buoni prodotti di marca ma a pagarli meno". Per quanto concerne il salone che apre la stagione dedicata alla moda maschile per l'Autunno/Inverno 2010/2011 la parola d'ordine sembra essere ottimismo. "A Pitti si respira un'aria ricca di energia, qualità, grandissima ricerca nell'innovazione del prodotto. Affianco a ciò dobbiamo aggiungere una grandissima efficienza, arma fondamentale per battere i nostri competitor in una competizione mondiale". Marzotto ha, quindi, sottolineato il rapporto sempre più stretto tra il Salone e la città. "In questa edizione assistiamo ad una osmosi straordinaria tra Pitti e la città, che ha aperto le sue porte e le sue piazze ad iniziative di altissimo rilievo. Siamo convinti che anche la commistione tra il bello delle nostre collezioni e il bello di questa città possa essere per noi un'ulteriore arma vincente capace di differenziarci da qualsiasi altra realtà al mondo". Per quanto concerne i mercati di sbocco i paesi emergenti sono e restano le primarie aree in grado di garantire alle aziende le maggiori potenzialità di crescita. "Grazie al valido e fattivo contributo dell'Istituto per il Commercio Estero, con il quale ci apprestiamo ad aprire strategici Pitti Desk nel mondo, siamo riusciti a far convergere su Pitti Uomo buyer da tutto il mondo. Oltre alla delegazione di retailers indipendenti statunitensi abbiamo puntato l'attenzione sui nuovi mercati verso i quali dobbiamo imparare a spostare dinamicamente le nostre vendite. Facendo leva sul fatto che a Pitti Uomo non si vende solo prodotto, ma la cultura dello stile italiano".

Cristina Mello-Grand

martedì 12 gennaio 2010