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STRATEGIE
Principe d'Italia. La tradizione dei Savoia punta all'estero

Giunto alla sua terza stagione, il marchio voluto da Emanuele Filiberto di Savoia allarga la sua produzione aggiungendo alle proposte uomo una serie di capi femminili. Principe d'Italia, forte di un fatturato in costante crescita, si prepara al proprio debutto all'estero esportando la sua storia in Oriente e negli Stati Uniti

Secoli di tradizione rivivono nelle collezioni di abbigliamento Principe d'Italia. La griffe ideata dal reale Emanuele Filiberto di Savoia e prodotta da U.emme P., azienda che si occupa anche della realizzazione dei capi Swish Jeans, è giunta con l'estivo 2010 alla sua terza collezione: stemmi ed immagini che testimoniano la storia del casato continuano a costituire il fil rouge che lega i vari capi tra di loro. "La collezione Principe d'Italia - ha spiegato Emanuele Filiberto di Savoia (nella foto) - unisce idealmente l'Italia poiché sono stati utilizzati gli stemmi della Regia Marina, lo scudo della cavalleria di Pinerolo, i gagliardetti dei club canottieri di Roma e Venezia e gli storici stemmi dei circoli sportivi coloniali. Una linea moda prodotta e realizzata esclusivamente in Italia che siamo felici di poter esportare, dalla prossima stagione, anche negli Stati Uniti d'America, Cina, Russia e Giappone". E con le proposte per la prossima Primavera/Estate il brand aggiunge nuovi elementi, presentando per la prima volta anche una Woman Limited Edition, collezione dedicata all'abbigliamento femminile dalla distribuzione attenta e mirata e costituita come la gamma maschile da polo, t-shirt e capi in maglieria; completamente Made in Italy, i prodotti sono realizzati prevalentemente con fibre naturali e si propongono al pubblico con una fascia di prezzi accessibile. "Il progetto è quello di arrivare ad offrire un total look - ha spiegato a Modaonline Filippo Bruno di Tornaforte, Direttore Creativo di Principe d'Italia -. Già a gennaio presenteremo, a Milano, una serie di capi comprensivi di capispalla, giubbotti e pantaloni per l'uomo, e anche l'offerta femminile sarà decisamente più consistente: investire maggiormente sulla donna sarà uno dei nostri prossimi passi, in quanto è innegabile che sia quello il comparto più proficuo. Attualmente siamo presenti solo in Italia, dove contiamo circa 300 clienti, il doppio rispetto alla stagione precedente, ma forti di una produzione più consistente ora possiamo puntare all'estero: si terrà la prossima settimana una presentazione negli Stati Uniti per approdare con dei corner presso Neiman Marcus e Sacks, mentre a metà novembre sarà la volta della Russia. Inoltre stiamo entrando in contatto con Medio Oriente, Cina e Giappone, paesi dove è molto apprezzato tutto il discorso legato alle case reali ed alla corona: e la storia dei Savoia ha un'immenso patrimonio da offrire, andando ad attingere in un archivio araldico che conta più di 600 stemmi legati allo sport, alla marina, alla guerra ed a tanti altri aspetti della nostra storia. Avendo così tanti emblemi a disposizione, è anche possibile legare ogni volta il blasone ad un particolare della stagione o della collezione come ad esempio con l'invernale per cui sono stati utilizzati stemmi di club sciistici e di hockey. L'intenzione è creare un legame tra località ed heritage". Una crescita costante caratterizza lo sviluppo di Principe d'Italia, che punta a farsi conoscere ulteriormente utilizzando il canale pubblicitario: "Con un fatturato di 1,2 milioni di euro a stagione ed un complessivo attuale di 2,4 milioni di euro possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti dell'andamento: per la Primavera/Estate 2010 infatti, abbiamo registrato un incremento che si aggira sul 30/35%. Un'ottima crescita, considerando il particolare frangente - ha continuato Filippo Bruno di Tornaforte -. Inoltre stiamo pianificando un ampliamento della comunicazione: attualmente, l'advertising del brand si struttura su immagini storiche legate alla tradizione e presenti su alcune riviste selezionate, però pur continuando su questo filone vorremmo essere presenti su un numero maggiore di media".

Chiara Zappacenere
venerdì 23 ottobre 2009