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STRATEGIE
Pringle of Scotland. "La crisi gioca a nostro favore"

Il rinnovamento del team manageriale proietta il marchio inglese di luxury knitwear verso un nuovo sviluppo. La ristrutturazione interna segue l'ingresso del primo direttore creativo,  che a Milano ha presentato la nuova collezione maschile

"Pringle of Scotland è oggi un marchio storico, ma la nostra fama è sempre stata quella di innovatori - spiega a Modaonline Mary Adair McCair, CEO di Pringle of Scotland -. Siamo stati i primi a usare il cachemire, dal 1870; i primi a creare il motivo Argyle, reso celebre dal Duca di Windsor; i primi a trasformare la maglieria in abbigliamento esterno, all'inizio del 1900; i primi a proporre il twin-set, che negli Anni Trenta è poi diventato icona del classico stile british". Fondato nel 1815 da Robert Pringle, con l'ingresso nel nuovo millennio il marchio inglese di luxury knitwear ha avviato una strategia di rinnovamento focalizzata a traghettare l'eredità del marchio in una nuova era di innovazione e glamour. Dal 2005 la trentaquattrenne inglese Clare Waight Keller, già senior designer in Ralph Lauren e Gucci, è stata nominata primo direttore creativo della maison, e dallo scorso settembre l'ingresso del nuovo CEO Mary Adair McCair ha avvito il processo di riorganizzazione della struttura manageriale, con la nomina del nuovo capo della comunicazione, Benoit Duverger, e del nuovo responsabile delle vendite, Andrew Wrights. "Ritengo che fosse cruciale partire dal settore della comunicazione, stabilendo nuove strategie sul "cosa" e sul "come", creando due posizioni nuove per l'azienda e affidando per la prima volta ad una persona sola la comunicazione interna e quella esterna. Il compito del nuovo team è quello di valorizzare l'eredità del brand e ricollocarlo nel solco delle tendenze attuali grazie all'intervento della nuova stilista, autrice del nostro rilancio verso il futuro". Per la Primavera/Estate 2010 Clare Waight Keller ha realizzato una collezione maschile che traccia il rilassato ritratto di un gentleman inglese mixando sartorialità e spirito casual in un guardaroba che passa con facilità dal gionro alla sera (nella foto). "I recenti cambiamenti dell'economia mondiale non hanno mutato le nostre strategie. Ma hanno ovviamente influenzato il processo di sviluppo, rallentandolo. Oggi la nostra priorità è quella di consolidare le posizioni, operando una grande pulizia nei processi interni e pensando ad indirizzare i budget in modo rigoroso. La crisi, in un certo senso, gioca a nostro favore perché la gente non cerca più i must have di stagione, ma qualità e solidità. E si tratta di un momento chiave anche per gli investitori, che dimostrano di apprezzare il valore delle realtà manifatturiere". Con un giro d'affari globale intorno ai 50 milioni di sterline e cinque boutique monomarca al mondo, 2 a Londra e 3 tra Giappone e Hong Kong, Pringle mira a potenziare la distribuzione occidentale attraverso Usa ed Europa.

Silvia Sammarro
mercoledì 24 giugno 2009