MODAONLINE - Prometeia spa, azienda che svolge dal 1947 ricerche macroeconomiche, economiche e finanziarie, effettua per il Club degli Orafi un'indagine specifica sul settore dei preziosi. La gioielleria e la bigiotteria hanno un peso cruciale nel settore moda, ma ancor più grande se inserite nel contesto dei beni per la persona. Nel 2011, a fronte di una quota del 7% sul fatturato complessivo del sistema moda, il settore contribuisce per il 21% alla formazione del saldo commerciale; calcolate invece sul made in Italy per la persona, le quote si amplificano diventando un 9% sul fatturato e un 26% sul saldo commerciale. D'altro canto, i consumi di gioielleria e bigiotteria sono molto sensibili ai cicli economici. Le variazioni dei redditi e dei prezzi, che si sono verificate nel periodo di crisi, hanno amplificato il rallentamento sugli acquisti non indispensabili nel mercato interno. A causa di questi fattori, in Italia il peso del segmento dei preziosi (argenteria, gioielleria e orologi) è diminuito all’interno dell’aggregato, a fronte di una maggiore incidenza dei bijoux, comparto che ha intercettato clienti prima orientati a prodotti in materiali preziosi di fascia più alta. Per quanto riguarda il mercato estero invece, sebbene l’attivo commerciale settoriale sia inferiore di circa il 25% ai livelli del 2000, la situazione è migliore rispetto al comparto moda, che registra perdite prossime al 40% per lo stesso periodo. I gioiellieri sono stati infatti più abili nel diversificare gli sbocchi commerciali ed esportare su mercati lontani. La distanza media coperta dall'export italiano di preziosi è stata di 4100km, mentre per i brand moda di 'solo' 3000. Ad eccezione dell'Europa, i primi battono i secondi in nord Africa, medio oriente, area NAFTA, America Latina, Asia e Oceania. Le prospettive? Per il mercato interno, a fronte di una limitazione delle risorse destinate ai consumi desiderabili, le scelte d'acquisto si rivolgeranno verso quei prodotti che detengono il rapporto qualità prezzo percepito come più favorevole e che soddisferanno i cosiddetti consumi consolatori. Occorre intercettare i nuovi bisogni, quindi. Migliori prospettive provengono tuttavia dall'estero. I paesi asiatici e del medio oriente e nord Africa sono risultati i principali importatori mondiali di gioielleria e bigiotteria nel quinquennio 2005-2010 e, se i dazi rimarranno stabili, si confermeranno quelli a migliori prospettive per il futuro prossimo. Prometeia analizza inoltre i nuovi consumatori dei paesi emergenti. Nel 2016 il 75% dei nuovi ricchi verrà da tali paesi (il 40% da Cina e India) e, pur ipotizzando che gli stili di consumo si omogeneizzeranno a quelli dei paesi maturi, i nuovi customer saranno più giovani e, in molti casi, donne.