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STRATEGIE
Replay dedica al suo bimbo una divisione ed un management dedicato

Per supportare lo sviluppo della divisione bambino Repaly sceglie di dedicare ad essa una struttura ad hoc a testa della quale è stato arruolato un manager del calibro di Michele Profeti. Lo sviluppo guarda con attenzione alle piazze asiatiche senza, però dimenticare l'Italia, paese all'interno del quale viene generato circa il 40% del turnover del segmento, ove il marchio è presente in 400 punti vendita

Tempo di cambiamenti di percorso, di management e di direzione creativa (affidata a Gigi Vezzola che supervisionerà anche la collezione dedicata i più piccoli) per Replay. "Crediamo moltissimo nelle possibilità di sviluppo e di crescita delle nostre collezioni bambino - spiega Gaetano Sallorenzo, CEO di Replay, a Modaonline -, tanto che abbiamo scelto di far entrare nella nostra squadra un manager del calibro di Michele Profeti al quale abbiamo affidato l'intero settore, creando una divisione ad hoc all'interno dell'azienda. Profeti, dapprima direttore commerciale e marketing di Simonetta e quindi export manager di D&G Junior, affianca alle sue competenze nel mondo dell'abbigliamento Junior un'esperienza commerciale solida su tutti i principali mercati mondiali". Una scelta che prelude, quindi, ad uno sviluppo di Replay&Son proiettato verso le piazze estere. "Attualmente il business relativo al nostro mondo Junior (comprensivo di abbigliamento e calzature) rappresenta circa il 12% del nostro fatturato globale che, a fine 2008 ha toccato quota 305 milioni di euro, dato che stimiamo possa essere in leggera diminuzione nell'anno in corso a causa della crisi che continua a persistere su tutti i principali mercati mondiali. Proprio per questo motivo stiamo cercando di identificare le piazze capaci di fornire buone performance prime fra tutte quelle asiatiche dove, a breve, chiuderemo una nuova partnership. Siamo partiti molto bene con la distribuzione in Corea, paese trainata proprio dal successo delle collezioni bambino". Un piano che prevede, quindi, di modificare, aumentando in maniera significativa le quote di export verso i mercati extra europei con una forte focalizzazione verso Est, le attuali percentuali assestate, ad oggi, su un 90% di fatturato generato in Europa (percentuale che diventa il 55% nel comparto bambino) di cui il 20% in Italia (con le collezioni bimbo che, invece, generano all'interno del nostro paese il 40% del fatturato). "L'Italia rappresenta, per il nostro bambino, una piazza di primaria importanza che ci vede presenti con le nostre collezioni in circa 400 punti vendita. Ma, al tempo stesso, è anche un grande punto di domanda poiché si tratta di un business che lavora su un sistema distributivo molto frammentato. La domanda esiste, perché il genitore italiano cerca per i suoi figli un prodotto di qualità, ma quello che ci chiediamo è quante realtà saranno in grado di superare le difficoltà a livello di retail. E, proprio per cercare di andare incontro alle nuove esigenze che il mercato sofferente ci impone, abbiamo lavorato moltissimo nello sviluppo di collezioni ampie capaci di spaziare da un entry price concorrenziale siano alla parte più alta di gamma (segmento che nel nostro paese per ora rappresenta la quota principale del mercato in cui operiamo) che, in questa stagione replica le scelte delle collezioni adulto orientate verso un prodotto ecosostenibile". Strategia che è diventata una vera e propria scelta aziendale capace di coinvolgere l'intero ciclo produttivo e distributivo e che da questa stagione diventa uno degli elementi distintivi delle collezioni dedicate ai più piccoli. "I concetti di rigenerazione e di eco sostenibilità sono fortemente capiti ed apprezzati anche dai più piccoli e siamo convinti che iniziare a sensibilizzare sin dalla più tenera età sia un dovere capace di rendere più consapevoli le persone verso i temi legati alla conservazione dell'ambiente. Le collezioni ecosostenibili, che sono consegnate al nostro cliente in un packaging speciale, hanno un prezzo superiore solo del 5% rispetto a quelle tradizionali, mark up assolutamente capito e giustificato dal cliente consapevole di ciò che sta acquistando". A livello di prodotto, affianco allo sviluppo delle collezioni eco, le novità riguardano il lancio della collezione neonato, anch'essa totalmente ecologica, affidata, come quella intimo e mare, in licenza a Steber e l'attivazione di partnership di co-branding strategiche. "Crediamo moltissimo nelle partnership di marketing come quella che abbiamo recentemente annunciato con Mini che ci consentono di lavorare sullo stesso target di clientela con progetti comuni. Crediamo che questo sia un nuovo modo per dialogare in maniera costruttiva e moderna con il nostro consumatore affiancando il nostro marchio a realtà che spaziano all'interno del nostro stesso raggio d'azione filosofico anche se fanno parte di differenti settori".

Cristina Mello-Grand
lunedì 6 luglio 2009