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STRATEGIE
Ring. "Contro la crisi puntiamo sul prodotto"

Ring, brand made in Italy ideato nel 2004 dalla designer Selene Busatta, conta nella propria rete di distribuzione 137 punti vendita, e realizza il 70% del proprio fatturato in Italia. Ora desidera allargare la propria distribuzione, e punta al mercato estero in modo da poter diventare una realtà sempre più consolidata

Un brand giovane e grintoso, tutto italiano, pensato per dar vita ad un nuovo look. Ring, marchio di abbigliamento di fascia medio-alta creato nel 2004 dalla designer Selene Busatta (nella foto), si propone di creare un mood innovativo, capace di bilanciare in maniera soddisfacente due mondi differenti come i tagli classici e le forme contemporanee. Un'identità ben precisa ed un concetto definito, che fanno dell'assenza del logo un punto di forza. "Il nome Ring nasce dal desiderio di utilizzare, volutamente, una parola breve, e dai molteplici significati - ha raccontato a Modaonline Selene Busatta -. E l'etichetta è rappresentata da un anello, infilato ad esempio nei passanti dei jeans, in modo che possa essere tolto o utilizzato come gadget dall'acquirente. Vogliamo proporci in maniera differente ed innovativa ponendo la massima attenzione su ogni singolo dettaglio. In questo momento stiamo puntando molto sulla comunicazione cercando di utilizzare i nuovi media ed andando oltre la carta stampata: attraverso l'utilizzo dei social network come FaceBook o A Small World così come sfruttando il web per progetti come l'e-commerce, sia progettando eventi particolari per presentare le nostre collezioni". Gli altri elementi sui quali il marchio basa la propria strategia sono la qualità e la ricercatezza dei materiali utilizzati. I capi vengono fabbricati in Italia ed Europa, affidando la realizzazione a personale esperto in quel determinato settore e utilizzando tessuti sempre nuovi e particolari, che possano donare un determinato fit agli abiti. "Per affrontare la crisi è necessario puntare il più possibile sul prodotto, e piuttosto che attuare una politica di attesa preferiamo metterci in gioco in prima persona, investendo tutte le nostre risorse per poterci affermare; aspettare non serve, deve esserci un continuo stimolo di crescita per riuscire ad emergere rispetto a chi attende. Al momento Ring sta vivendo una fase positiva: la linea donna continua a mantenersi stabile, mentre la parte della collezione dedicata all'abbigliamento maschile continua a crescere. E' comunque sempre il jeans il caposaldo delle nostre proposte, anche se l'introduzione dei capispalla ha ricevuto una buona accoglienza, tanto da indurci ad ampliare gli investimenti dedicati a questa tipologia. Desideriamo infatti ingrandirci ed allargare la nostra produzione, in modo da diventare, in un secondo momento, appetibili per gli altri marchi in modo da dar vita a delle brand connection. Abbiamo istituito un nostro ufficio stampa anche all'estero per far sì che la diffusione di Ring diventi una realtà ben consolidata: al momento la nostra presenza si concentra su 137 punti vendita, posizionati principalmente in Italia, paese da cui deriva la maggior parte del nostro retail e nel quale fatturiamo il 70% del ricavato complessivo, ed Europa. Perciò abbiamo deciso di dare un ulteriore slancio al brand sul mercato estero, in cui siamo approdati un anno e mezzo fa, presentando le proposte per l'Autunno/Inverno 2009/2010 a buyer e stampa con un cocktail a Parigi, organizzato presso l'Espace Hérold di l'Eclaireur. Il riscontro che abbiamo ricevuto è stato ottimo, soprattutto da parte dei paesi del nord Europa, dove il modo di vestire è molto affine alle nostre corde, e dai nuovi contatti che sono arrivati appunto da Parigi. Anche la Germania sembra ben recepire i nostri capi, che invece non hanno ottenuto consensi altrettanto positivi in zone più mediterranee come la Spagna. Consolidati i nostri punti di riferimento attuali, ci piacerebbe allargare la nostra presenza europea puntando all'Inghilterra. Per quanto concerne i paesi extra-europei invece, il Giappone si è confermato un mercato particolarmente proficuo per Ring, con un incremento del 20% rispetto allo scorso anno. Inoltre, ci piacerebbe puntare il mirino sull'America per rendere la nostra presenza lì ben capillarizzata. Infatti, adesso è necessario concentrarsi su una distribuzione attraverso punti vendita che copra molti paesi, per poter poi pensare, in futuro, al progetto monomarca, che ci auguriamo possa arrivare il prima possibile".

Chiara Zappacenere
giovedì 14 maggio 2009