Roberto Cavalli. La crisi si combatte con creatività e Made in Italy
Lo stilista fiorentino identifica in creatività, qualità e Made in Italy, gli asset su cui puntare per combattere il difficile momento di mercato. Per avere successo è necessario "fornire vibrazioni capace di rimettere in moto i consumi". E' necessario, inoltre decidere in maniera chiara e decisa in quale parte del mercato, ormai diviso tra low cost e lusso, si vuole operare
"Una crisi pesante come quella che stiamo vivendo spaventa tutti, ma io credo che sia un grandissimo errore, per chi fa un mestiere basato sulla creatività come il nostro, lasciarsi soggiogare da essa mettendosi a fare cose al risparmio". E' questa, in sintesi la tesi di Roberto Cavalli che ieri ha mandato in passerella a Milano un uomo forte e determinato tanto nelle sue scelte stilistiche quanto in quelle materiche (che inevitabilmente incidono in maniera determinante sul prezzo dei singoli capi). "Oggi bisogna essere capaci di dividere nettamente il mercato in due parti, quello del low cost e quello dell'esclusività, scegliendo chiaramente in quale dei due si vuole stare - spiega Cavalli (nella foto con la moglie Eva). La mia scelta è ovvia e devo dire anche pagante perché proprio in questi giorni stiamo facendo una approfondita analisi delle nostre vendite sul mercato americano (il più in crisi del mondo) e quello che emerge è che i capi più venduti sono proprio quelli più speciali e, quindi, più cari". Ragion per cui la ricetta dello stilista fiorentino per superare le difficoltà del momento è sicuramente quella di puntare il tutto per tutto sulla creatività. "Noi italiani dobbiamo avere coraggio e riacquistare credibilità tornando a proporre al mercato prodotti basati sui concetti di qualità, artigianalità e fantasia Made in Italy, asset attorno ai quali abbiamo costruito il successo della moda italiana nel mondo da 1960 sino al 2000. Peccato che poi abbiamo scelto di permettere ad una moda inesistente come quella americana di sovrastarci dettando le sue regole. Non dobbiamo aver paura di puntare su ciò che solo noi sappiamo fare, ma anzi dobbiamo difendere a spada tratta il Made in Italy che sono convinto sarà la nostra carta vincente al momento della ripresa dei mercati". Una dichiarazione chiara e precisa che la passerella, sulla quale ha sfilato un uomo che non vuole certo passare inosservato e che pretende di indossare il meglio di ciò che il mercato offre in fatto di qualità e ricerca di nuove interpretazioni stilistiche, ha tramutato in realtà. "Credo che la moda debba lasciare qualcosa, fornire vibrazioni ed emozioni capaci di spingere, anche in momenti difficili come quelli attuali, le persone a desiderare di acquistare qualcosa di nuovo. Fare stile significa puntare ad entrare, nei prossimi decenni, nei libri di costume nei quali si entra solo ed esclusivamente se si è capaci di proporre qualcosa di unico e spesso di fuori dalle righe".