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STRATEGIE
Rosato. Il nuovo corso punta sull'espansione oltre confine

Una nuova società sta alla base del nuovo corso di Rosato che mira ad allargare la sua presenza sui mercati esteri, primo fra tutti quello statunitense. Riduzione del prezzo di cartellino, revisione del canale wholesale e trattative per acquisire marchi in licenza sono le guidelines per il futuro da affrontare con una grande dose di ottimismo

Il nuovo corso di Rosato, brand di oreficeria aretino tornato, dopo l'acquisizione da parte di MBFG, al 100% nelle mani della famiglia Rosato, prende il via con la costituzione di una nuova società, la Rosato Srl all'interno della quale confluiscono la fabbrica, il marchio Rosato e il brand 7AR. "La creazione della nuova società ha significato, per noi un voltare pagina e ripartire - ha spiegato Simona Rosato (foto), fondatrice e designer di Rosato, a Modaonline -. In un momento economicamente difficile come quello attuale la nostra priorità è stata quella di garantire una continuità all'azienda che è ripartita con 96 dipendenti contro i 130 precedenti tutelando chi è uscito attraverso patti con i sindacati". Una ristrutturazione radicale, quindi, che consente di guardare con serenità al futuro e di gettare le basi di un nuovo corso, fortemente spinto verso la crescita dei mercati oltre confine, il cui primo passo tangibile è stato quello dell'apertura, lo scorso settembre, della filiale americana a Santa Monica in California. "Attualmente l'Italia genera circa il 40% del nostro turnover globale la cui stima per il 2009 è quella di 40 milioni di euro (contro i 50 milioni di fine 2008) ed il 70% di quello di Rosato che a fine 2008 aveva generato un fatturato di 20 milioni di euro. Il nostro obiettivo a breve termine è quello di far crescere in maniera significativa le nostre principali piazze estere di riferimento rappresentate da Spagna, Medio Oriente ed India e di affrontare in maniera decisa nuovi mercati strategici come quello di UK, Usa, aree caraibiche e Svizzera. In questo senso l'apertura della filiale californiana ci ha già portato l'ottimo risultato dell'ingresso del nostro brand da Neiman Marcus". Un posizionamento che fa ben capire la strategia di Rosato il cui obiettivo è quello di puntare su un livello di distribuzione molto alto e soprattutto profilato. "Rosato è un prodotto realizzato al 100% in Italia e basato su un assoluto concetto di artigianalità e, proprio per questo motivo la nostra strategia mira a stringere accordi con partner distributivi capaci di garantire una piena espressione al nostro prodotto. La nostra politica al riguardo è, infatti, finalizzata alla qualità distributiva anche a costo di ridurre il numero di punti vendita in cui il brand è presente". Una scelta precisa, quindi, che affianco ai tre monomarca diretti di Milano, Firenze e Roma vede attualmente il brand presente all'interno di circa 1.600 gioiellerie (di cui circa 500 in Italia). "I nostri tre flagship store ci consentono di presidiare bene il territorio italiano anche se non nascondo che nell'arco del prossimo anno ci piacerebbe approdare in una città del Sud come Napoli o Bari. Per quanto concerne il wholesale, invece, credo che nell'arco del 2010 ridurremo man mano il numero di punti vendita in Italia. Credo, infatti, che il numero giusto per un prodotto come il nostro sia, orientativamente, quello di 350 punti vendita". Conscia del difficile momento economico l'azienda è pronta a supportare il suo retail sia offrendo condizioni particolari a chi sceglie di dare fiducia al brand allargando la visibilità all'interno del punto vendita che rivedendo in maniera sostanziale il prezzo di vendita al pubblico. "In un momento come quello attuale riteniamo sia fondamentale fornire un messaggio forte e chiaro sia ai dettaglianti che ai consumatori finali. Abbiamo scelto, quindi, di ridurre in maniera decisa i nostri margini arrivando, così a diminuire di circa il 25% il prezzo di cartellino dei nostri prodotti. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di consentire ad un numero sempre crescente di persone di potersi avvicinare al nostro brand poiché pensiamo che oggi sia fondamentale far parte di quei marchi che godono dell'interesse reale delle persone. Rosato è nato per essere un gioiello da indossare quotidianamente tanto che gran parte della nostra clientela, il cui core è rappresentato da una donna sofisticata ed attenta alla moda compresa tra i 35 ed i 55 anni, è composta da donne che acquistano il gioiello per se stesse come un complemento al loro look". E proprio per andare incontro alle esigenze di una clientela in perenne movimento molta attenzione è stata riservata anche alla versatilità del prodotto. "Quasi tutti i nostri gioielli giocano sul concetto di componibilità. Un concetto vincente che consente da un lato di programmare una sorta di acquisto a rate andando a comporre man mano oggetti sempre più preziosi aggiungendo nuovi elementi e dall'altro di costruire il gioiello capace di raccontare una storia da costruire a proprio piacimento. Personalmente sono una persona molto positiva e nel mio lavoro ho cercato di trasporre in Rosato questa filosofia creando quelli che amo definire gioielli felici. Credo, infatti, che un gioiello acquistato per il proprio piacere personale debba farci sentire bene". Un messaggio di positività, quindi, che consente all'azienda di guardare al futuro con ottimismo. "La ristrutturazione aziendale ci ha reso sicuramente più forti. Abbiamo lavorato moltissimo sull'efficienza tanto che oggi abbiamo in mano il controllo completo del ciclo. Ciò ci consente di essere pronti per affrontare nuove avventure, prima fra tutte quella di poter iniziare a pensare all'acquisizione di marchi in licenza. Proprio in questi giorni stiamo trattando con un marchio importante e siamo aperti a nuove valutazioni".

Cristina Mello-Grand
martedì 3 novembre 2009