MODAONLINE - Crescita del 4% sul 2010 per i compratori accreditati a Sì Sposaitalia Collezioni, il salone internazionale del bridal fashion focalizzato sul trade che ha portato negli spazi di fieramilanocity 6.430 buyer. Percentuale che sale al 27% se si considera il segmento internazionale, con ottimi risultati da parte del Nord Europa e nello specifico da Austria, Germania, Finlandia, Norvegia e Svezia. Anche i paesi dell'Est hanno dato la loro conferma al salone, con incrementi significativi per quello che riguarda Serbia, Moldavia, Ucraina e Russia. In calo, seppure moderato, Francia e Spagna, tengono invece gli Usa, mentre la Cina e soprattutto il Giappone hanno mostrato la loro dinamicità e anche nuovi mercati come Brasile e Australia si sono messi in luce. Dati che combaciano con i riscontri dell'ultimo rapporto SMI sul 2010, con un incremento del comparto che ha toccato il +7,1%, dopo il rovinoso -19% del 2009, e un fatturato complessivo del settore in crescita del 2%. In Italia il budget destinato al matrimonio è mediamente di 40 mila euro, con una voce "abito da sposa" che oscilla tra i 2400 e i 6000 euro; investimenti superiori alla spesa affrontata dagli americani, che per l'evento sborsano complessivamente, in media, 35 mila euro, e tendenzialmente prendono a noleggio l'abito dello sposo; maggiore invece la disponibilità degli inglesi, che per il giorno del sì arrivano a investire 43 mila euro e per l'abito oscillano tra 3200 e 8000 euro. Per il 2012 la tendenza raccolta nelle giornate di Sì Sposaitalia dagli oltre 6 mila abiti esposti disegna la silhouette con spalle scoperte e punto vita sottolineato, corpetti strutturati su maxi gonne ampie e leggere che mandano in pensione il taglio impero. In particolare linee scivolate e stile minimal conquistano spose occidentali e giapponesi, mentre negli Stati Uniti vince l'abito ricco e strutturato.