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ECONOMIA
Crescita nelle certificazioni ed incremento dei fatturati per la cosmesi eco-bio

La presenza di 165 aziende e oltre duemila cosmetici eco-bio al salone bolognese Sana 2010 chiuso lo scorso 12 settembre evidenzia un segmento del comparto beauty sempre più dinamico nelle certificazioni Icea, l'Istituto di certificazione etica e ambientale, e premiato da consistenti incrementi di fatturato che per quanto riguarda gli espositori del salone internazionale del naturale rappresentano 8 milioni di euro (+5%). "Le aziende che noi certifichiamo - spiega Alessandro Spadoni, responsabile Icea per la Bio-eco-cosmesi - vengono controllate direttamente con ispezioni svolte periodicamente da personale esperto. A queste si aggiungono i controlli analitici effettuati presso laboratori qualificati sui prodotti immessi sul mercato. Questi controlli sono molto più frequenti di quelli cui sono sottoposti i normali prodotti cosmetici e offrono reali garanzie sulla qualità ed il rispetto degli standard bio certificati in etichetta dal marchio Icea". La certificazione eco-bio attesta una produzione priva di sostanze vietate e OGM, non testata sugli animali, senza l'uso di radiazioni ionizzanti e co ingredienti provenienti da agricoltura biologica certificata. Articoli di make up, saponi e creme, prodotti per l'igiene orale e detersivi certificati ICEA, oggi 2.331 sono inseriti nella Guida al non testato della LAV. La suddivisione per tipologia attesta al segmento skincare la fetta maggiore di prodotti certificati (420), cui fanno seguito le creme corpo (388), prodotti per i capelli (189), saponi (150) e bagnodoccia (122). Molte le materie prime certificate (828), i prodotti per il make up (65), per i bambini (41), per uomo (16), per l'igiene intima (31), i solari (27), per l'igiene orale (22), deodoranti e profumi (12) e i prodotti per gli animali (20). "I bio-ecocosmetici offrono un'opportunità in più al crescente numero di consumatori interessati ai prodotti bio-ecologici - sottolinea Spadoni - Questi prodotti di bellezza fanno bene a chi li usa e all'ambiente perché vengono realizzati con processi il più possibile ecologici". A livello europeo il supporto all'eco-bio vengono dal nuovo standard unico Cosmos, Cosmetics Organic Standard, che definisce e regolamenta il cosmetico biologico con l'approvazione dei principali certificatori europei: Ecocert (Francia), Bdih (Germania), Soil Association (UK), Bioforum (Belgio) e Icea, tra i primi promotori del progetto. Presentato a sana 2010 il nuovo standard europeo distingue due livelli di certificazione, una per il prodotto biologico e una per il prodotto naturale. Per il primo impone che sia bio almeno il 95% degli ingredienti agricoli ottenibili con semplici metodologie fisiche di estrazione, e almeno il 20% sul totale del prodotto finito, considerando anche l'acqua. Anche il prodotto naturale non dovrà avere più del 2% di materie prime di sintesi. Essenziale anche l'aspetto di un linguaggio condiviso, dalla definizione delle diverse categorie di ingredienti cosmetici ai calcoli per quantificare le diverse percentuali di bio, di naturale e di petrolchimica residua, mai superiore al 2 %.

Silvia Sammarro

lunedì 20 settembre 2010