Attenzione ai costi ed efficienza aziendale permettono a Simonetta di passare indenne, anzi rafforzata in termini di redditività ed indicatori finanziari, attraverso un anno difficile come il 2009. Una rinnovata immagine che mixa in un loop di continuità le due linee, ripresa degli investimenti sulle piazze estere, crescita del comparto calzature, nuove licenze e la nascita di una collezione maschile sono gli asset attorno ai quali ruota la crescita futura
Nonostante le difficoltà della congiuntura economica generale Simonetta, azienda di Jesi leader nel segmento bambino, stima di chiudere il 2009 (dopo un 2008 durante il quale ha messo a segno un incremento del 15%) in crescita del 3/5% archiviando un anno complicato con redditività ed indicatori finanziari in miglioramento. "Siamo più che soddisfatti dei risultati ottenuti - spiega Enrico Senerchia, Direttore Generale di Simonetta, a Modaonline -. Possiamo dire di aver affrontato a testa alta un anno tra i più difficili degli ultimi decenni. Anche se all'interno della filiera del tessile abbigliamento il comparto bambino ha continuato a mantenere le sue posizioni questo ultimo anno ha messo le aziende a dura prova. Fortunatamente, per quanto ci concerne, prima dell'inizio della crisi mondiale avevamo operato una profonda ristrutturazione dell'azienda, lavorando a 360 gradi agendo soprattutto sui costi di produzione e sull'efficienza aziendale, che ci ha permesso di superare in maniera non solo indenne, ma addirittura positiva questo complesso periodo". Una strategia, quella adottata da Simonetta, che ha puntato su una produzione completamente Made in Italy della prima linea (Simonetta) e di alcune categorie merceologiche delle altre collezioni che oltre alle housebrand Simonetta Jeans, Simonetta Mini e Tiny vedono l'azienda operare sul mercato anche attraverso le licenze Roberto Cavalli Angels, Devils e Newborn e Fay, e su una delocalizzazione produttiva per la rimanente la parte più basica della gamma merceologica. "Produrre all'estero non significa proporre al mercato un prodotto di bassa qualità - spiega Roberto Stronati (foto), Presidente di Simonetta -. Il concetto di qualità assoluta rimane il fulcro attorno al quale opera la nostra azienda, ma oggi un alto standard qualitativo non è fornito solo dal luogo di produzione, ma anche e soprattutto dai partner che si scelgono e dal livello dei controlli operati nelle varie fasi di lavorazione del prodotto". Una grande attenzione ai costi ha, infatti, portato l'azienda di Jesi a raggiungere un fatturato di 38 milioni di euro, generarti al 55% dalle housebrand e per la rimanente parte dalle licenze. "Nell'arco dell'ultimo biennio abbiamo rivisto in maniera determinata anche la nostra distribuzione - prosegue Senerchia -. La Simonetta Jeans ha raggiunto i 250 punti vendita in Italia (350 nel mondo) e Simonetta 230 doors in Italia (410 nel mondo), numeri assolutamente inferiori a quelli dei negozi all'interno dei quali sono distribuite le griffe dell'abbigliamento bambino. Crediamo, infatti, che pur mantenendo assolutamente alto il livello dei negozi in cui inserire le nostre linee sia possibile allargare ulteriormente la presenza soprattutto puntando sui negozi di provincia che molto spesso sono altamente qualificati e molto ben gestiti". Esistono, quindi notevoli margini di sviluppo capaci di garantire a Simonetta ulteriori crescite. "La nostra è un'azienda che ha dimostrato di aver superato bene la situazione di crisi sia a livello di fatturato che a livello di costi aziendali - spiega Stronati -. Abbiamo ridotto, in una fase di mercato difficilissima, in maniera drastica il nostro indebitamento e siamo, quindi, pronti a tornare ad investire in maniera decisa non appena il mercato fornirà i primi veri segnali di ripresa. Nel frattempo abbiamo anche messo a regime un sistema aziendale che ci permette di arrivare ad una manifestazione come Pitti Bimbo non solo preparati (con l'intero campionario e listini già pronti) ma anche già attivi in una campagna vendita iniziata da più di 10 giorni che, fortunatamente ci sta già fornendo risultati molto positivi". Risultati che arrivano anche grazie ad un nuovo modo di interpretare il marchio frutto del mix delle due generazioni rappresentate da Simonetta e da sua figlia Cristiana. "La sfilata ha messo chiaramente in luce la nostra nuova strategia - prosegue Stronati -. Oggi il mercato non richiede più total look fini a loro stessi, ma proposte in grado di consentire mix di prodotti assolutamente eterogenei. E proprio per questo abbiamo scelto di mandare in passerella le nostre collezione mixate tra loro lanciando alla nostra clientela (negozianti) un segnale forte e preciso. La nuova Simonetta non è qualcosa di impositivo, di chiuso in gabbie predefinite, ma un grande contenitore di diverse tipologie di prodotti al quale attingere secondo il proprio gusto. D'altronde oggi i bambini hanno una personalità forte e decisa e amano costruire il proprio look giocando con i diversi capi del loro guardaroba". Un look elegante, raffinato, divertente e ricercato, all'interno del quale c'è spazio tanto per la cerimonia quanto per il vivere quotidiano grazie a un prodotto di assoluta trasversalità. Completato da una ricchissima proposta di accessori e soprattutto di calzature che con il passaggio della licenza alla Andrea Montelpare seguono con entusiasmo e propositività l'evoluzione del marchio. "Siamo più che soddisfatti del nostro nuovo rapporto con Andrea Montelpare che oltre che essere un ottimo produttore di scarpe è anche un grande uomo di marketing capace di garantire al nostro brand un posizionamento ed una distribuzione mondiale di grandissimo livello". Distribuzione che vede Europa, Russia , Medio Oriente e Giappone giocare il ruolo dei mercati di riferimento esteri primari. "Per quanto concerne i mercati esteri - prosegue Senerchia - continuiamo a raffrontarci con quelle che oggi sono piazze attraversate da un momento di congelamento, ma che, comunque, continuano a seguirci. Crediamo che non appena passerà l'onda peggiore le due realtà capaci di fornire le performance ed i tassi di crescita migliori saranno Cina e Russia". A livello distributivo le aperture di negozi monomarca non sono state tra le priorità aziendali degli ultimi due anni. "Fortunatamente negli ultimi anni abbiamo scelto di lavorare privilegiando la fidelizzazione dei clienti, ma nel 2010 riprenderemo i nostri investimenti sul retail partendo da Mosca dove abbiamo in previsione di aprire uno store in partnership con Il Bosco dei Ciliegi. Abbiamo in scaletta anche l'opening di una quindicina di shop in shop e corner sia con Simonetta che con Cavalli e Fay per innescare i quali, attendiamo, però, i primi segnali di ripresa del mercato". Nel frattempo continua a crescere il progetto maschile dell'azienda. "Il nostro maschio è, ormai in fase di gestazione - conclude Stronati -. Nella collezione P/E 2010 abbiamo ampliato il raggio di azione anagrafica della collezione Simonetta Mini che "cresce" sino ai 12 anni. Una sorta di test per vedere come risponde il mercato. In questa fase non vogliamo commettere errori e preferiamo aspettare un po' per capire esattamente che strada intraprendere e soprattutto che nome dare la fratello di Simonetta". Nel frattempo, però, pare si affaccino all'orizzonte ipotesi di nuovi marchi in licenza. "Abbiamo ormai superato la fase di riorganizzazione aziendale e siamo, quindi, in grado di aumentare il nostro portafoglio licenze. In questo momento siamo in fase di trattativa avanzata don due marchi italiani che non sono ancora presenti in maniera articolata nel segmento bambino. Sono realtà importanti che richiedono un po'di tempo per riuscire a fare analisi approfondite e per ideare eventuali strategie future".