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STRATEGIE
Simonetta tocca quota 40 milioni di euro

Simonetta chiude il 2011 toccando quota 40 milioni di euro spinta da una crescita determinata dell'estero che per la prima volta ha superato il mercato interno. Approdi in nuovi mercati, consolidamento di quelli storici e un'ottimizzazione della produzione consentono al brand di Jesi di guardare con ottimismo al futuro

Simonetta centra l'obiettivo 2011 che si era prefissata, ossia quello si portare il suo fatturato a quota 40 milioni di euro mettendo a segno un incremento del giro d'affari del 25% su quello del 2010. Un successo che arriva in un anno che se era iniziato sotto il segno della ripresa da luglio ha iniziato un'inversione di tendenza che non ha, però, impedito all'azienda di Jesi, leader nel mondo del bambino, di raggiungere il suo obiettivo. “La vera spinta arriva dai mercati esteri – spiega Roberto Stronati, Presidente di Simonetta, a Modaonline – che nella campagna vendita P/E 2012, che abbiamo chiuso con un incremento del 7/8% hanno compiuto un balzo in avanti del 20% mettendo, però in evidenza una netta crisi del mercato interno dove c'è poco turnover e dove, soprattutto, stiamo assistendo ad una continua progressione di chiusure di negozi”. Visti i risultati che per la prima volta nella storia del brand vedono le quote di fatturato estero (55%) superare quelle di fatturato interno (45%) le strategie di sviluppo di Simonetta puntano, per il 2012, sempre più oltre confine. “Stiamo portando avanti lo sviluppo del nostro business in Cina mercato in cui lavoriamo, attualmente, con 12 clienti multibrand di altissima gamma e abbiamo mosso i nostri primi passi in India inserendo le nostre collezioni all'interno dell'Emporio Mall di New Delhi, uno dei templi dello shopping di lusso allestendo un corner di alta immagine. La Ex Unione Sovietica è, fortunatamente, ritornata ai ritmi pre crisi e continua a fornirci ottime performance così come il Middle East dove prosegue la nostra crescita organica”. L'insediamento in nuovi mercati porta, inevitabilmente, ad ipotizzare anche nuove aperture di negozi monomarca. “A inizio 2012 attueremo un restyling della nostra boutique milanese di via Manzoni che sarà il primo negozio con il nuovo concept che declineremo anche su corner e personalizzazioni per negozi multibrand rendendo, così, la nostra immagine sempre più riconoscibile e significativa. A livello di espansione retail abbiamo molte richieste che stiamo vagliando proprio in questi giorni tra cui la possibilità di aprire store all'interno dei quali inserire le nostre housebrand insieme ai marchi che produciamo su licenza (Fay, Fendi, Roberto Cavalli Angels e Roberto Cavalli Devils, ndr). Prosegue, inoltre, con ottimi risultati, l'ampliamento da parte della famiglia Della Valle dei DEV Junior store, all'interno dei quali viene proposta la linea di abbigliamento Fay Junior da noi prodotta, che dopo la recente apertura a Bologna proseguirà con una decina di nuovi opening”. Vento in poppa, quindi e tanti progetti per un 2012 che vede Simonetta puntare in maniera determinata sulla crescita delle linee di proprietà che, ad oggi, generano il 45% del turnover globale. “L'unificazione delle collezioni Simonetta sotto un'unica etichetta e in un unico ufficio stile in cui lavorano, in perfetta sinergia stilistica, le mie sorella Simonetta e mia nipote Cristiana Paesani, ha avuto un grande successo ed ha reso tutto più facile, più ottimizzato e molto più trasversale. A completare il panorama delle nostre housebrand le linee dedicate ai più piccoli la Simonetta Mini, seguita stilisticamente da mia sorella Valeria e la Simonetta Tiny dedicata al mondo del neonato”. Unico neo in un panorama roseo di un'azienda che continua a proporre al mercato un prodotto Made in Italy è la crescete difficoltà a reperire fornitori e maestranze. “Nell'ultimo anno sono spariti dal mercato moltissimi fornitori di materie prime, soprattutto di tessuti, con i quali abbiamo sempre lavorato. La crisi ha colpito duramente il comparto a monte della filiera e ciò ci sta creando seri problemi. Oggi il mercato è sempre più nelle mani di converter che non sempre riescono a garantire la qualità che noi pretendiamo dai fornitori. A tutto ciò si somma anche una seria difficoltà nel reperire mano d'opera specializzata in maniera continuativa. I laboratori, sempre più spesso, aprono solo per la realizzazione dei campionari e, per aziende come la nostra che alle classiche collezioni stagionali, aggiunge capsule durante l'anno ciò crea un serio problema”. 

Cristina Mello-Grand
mercoledì 9 novembre 2011