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ECONOMIA
Con la Reguzzoni-Versace-Calearo il Made in Italy diventa legge

MODAONLINE - E' stata approvata oggi in maniera definitiva dalla Camera dei Deputati la legge Reguzzoni-Versace-Calearo, altresì conosciuta come la legge del Made in Italy. Le nuove disposizioni avranno vigore a partire dal prossimo 1° ottobre, previa notifica della Ue per il necessario esame di compatibilità. "Si tratta dell'inizio di un percorso che porterà i consumatori finalmente a sapere quello che comprano - ha dichiarato Reguzzoni - e sarà importante anche per la tutela dei lavoratori in questo periodo di crisi». Parole a cui fanno eco quelle di Massimo Calearo che dichiara: "La legge rappresenta una pietra miliare del piano di tutela del Made in Italy ma dovrà, però, essere integrata da provvedimenti a sostegno dei marchi. Siamo solo all'inizio, al primo step di un percorso che difende la struttura portante dell'economia italiana, la piccola e media impresa". Per Santo Versace (foto) l'approvazione definitiva rappresenta un risultato importante ed indispensabile: "E' un primo passo per un'Europa della cultura e dello sviluppo dei popoli contro l'Europa dei mercanti e dei burocrati che invece abbiamo ora". Immediato è stato anche il plauso di Michele Tronconi, Presidente di Sistema Moda Italia, che ha dichiarato: "L'approvazione definitiva delle legge che istituisce un sistema di etichettatura obbligatoria nell'abbigliamento, nella pelletteria e nel calzaturiero da parte della Camera dei Deputati, rappresenta, come ho avuto più volte modo di sostenere, un importante pronunciamento politico a favore della trasparenza, come via da percorrere per uscire dalla crisi. Il nostro mercato di riferimento rimane, però, tutta  l'Europa ed è a quel livello che dobbiamo ottenere i provvedimenti necessari a garantire i consumatori italiani, come quelli francesi, tedeschi, inglesi e via dicendo. Qualsiasi strumento mirante a ottenere tale trasparenza deve essere pienamente compatibile con l'ordinamento comunitario. Questo, affinché le stesse regole valgano per tutti, senza discriminazioni. Il periodo di sospensiva fino al 1° Ottobre 2010, previsto dall'ultimo articolo della legge proprio per ricercare un accordo ed impedire conflitti con le norme e le competenze dell'Unione Europea, va utilizzato per trasformare una vittoria politica in un vantaggio  chiaro e certo  per tutte le imprese del nostro settore". La nuova legge, che consente di apporre l'etichetta made in Italy, esclusivamente sui prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione hanno avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale e, in particolare, se almeno due delle fasi di lavorazione per ciascun settore sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità, è stata approvata all'unanimità, ha raccolto i consensi di tutti gli schieramenti e porta la firma di tutti i Gruppi parlamentari.

Wednesday, March 17, 2010