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ECONOMIA
L’impennata del costo delle materie prime preoccupa Tronconi (SMI)

MODAONLINE - "Il forte rincaro del cotone, passato in dodici mesi da circa 60 cent (US$) alla libbra, fino all'odierno livello di 140, è spiegato da diverse cause concomitanti - ha dichiarato Michele Tronconi, Presidente di Sistema Moda Italia, in occasione della Giunta di SMI-. Sicuramente dalla riduzione delle aree coltivate e dalla scarsità dei raccolti. Inoltre, dalla forte domanda dell'area asiatica, con Cina e India in testa, che sta assorbendo il 71% della produzione mondiale di cotone. Ma anche dagli accaparramenti, sia in una logica di concorrenza tra sistemi paese, che in quella di speculazione: le commodities sono utilizzate come bene rifugio, uscendo da altre attività finanziarie denominate in Dollari. Se si considera che quello che sta avvenendo per il cotone, sta accadendo anche per tutte le altre fibre tessili, si comprende che non potrà non esserci un forte impatto su tutta la filiera tessile e abbigliamento italiana". Una considerazione che ha animato la giunta di SMI riunitasi per fare una valutazione sull'approvazione del regolamento sull'obbligatorietà dell'etichettatura per le merci provenienti dai Paesi Extra UE da parte della stragrande maggioranza del Parlamento europeo, ma anche le resistenze che continuano a manifestarsi da parte dei Governi di alcuni Paesi membri UE. In occasione dell'incontro Marco Fortis, attento studioso dell'economia italiana e in particolare dei punti di forza dell'industria manifatturiera, ha analizzato, nel suo intervento, la situazione del settore del Tessile-Abbigliamento-Moda evidenziando che l'Italia risulta essere il primo Paese esportatore mondiale di 89 tipologie di prodotto, secondo per 99 prodotti e terzo per 111 prodotti e che i 10 più importanti primi posti dell'Italia nell'export di prodotti del comparto valevano oltre 5 miliardi di euro. "L'export dell'Italia in valore sta al passo di quello della Germania. Il problema che ci accomuna è la bassa crescita della domanda interna dei Paesi cosiddetti avanzati - ha dichiarato Fortis -, che non può purtroppo essere compensata, in termini assoluti e nel breve periodo, dalla forte crescita dei Paesi un tempo definiti emergenti, come la Cina. Degli 822 prodotti del Tessile-Abbigliamento in cui è suddiviso il commercio internazionale (in base alla classificazione HS 1996), l'Italia nel 2008 figura, primo, secondo o terzo principale esportatore mondiale in ben 299 prodotti del comparto, per un valore complessivo di 22,6 miliardi di euro".

venerdì 19 novembre 2010