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ECONOMIA
Michele Tronconi (SMI) soddisfatto per le decisioni del Parlamento Europeo sul "Made in"

MODAONLINE - E' stata approvata oggi dal Parlamento Europeo, con 528 voti a favore, la revisione del sistema di etichettatura comunitaria. La Commissione, in seguito alla relazione esposta dalla liberale olandese Tine Manders, ha chiesto di proporre un nuovo schema armonizzato e obbligatorio mettendo, così, a segno un passo fondamentale per la lunga lotta intrapresa per ottenere un regolamento relativo al "Made in" per il settore tessile. La decisione del Parlamento Europeo è stata accolta con grande soddisfazione da Michele Tronconi, Presidente di Sistema Moda Italia, che la ha così commentata: "Siamo molto soddisfatti per l'approvazione in prima lettura del regolamento sul ‘Made in' da parte del Parlamento europeo. Il provvedimento deve ora passare al vaglio del Consiglio dei Ministri UE, e della Commissione Europea per gli ulteriori affinamenti tecnici, per poi tornare al Parlamento per il via libero definitivo. L'importante riconoscimento dell'obbligatorietà dell'indicazione dell'origine per i prodotti provenienti dai Paesi extra UE è frutto del gioco di squadra dei rappresentanti italiani nelle diverse istituzioni europee. Esso rappresenta un importante primo passo per garantire a tutti i cittadini europei una corretta informazione su ciò che comprano. Nello stesso tempo, l'approvazione odierna rappresenta un importante sostegno al più ampio progetto di regolamento su cui stanno lavorando l'on. Muscardini e l'on. Susta, che prende spunto dalla proposta presentata dalla Commissione UE nel dicembre 2005". La nuova regolamentazione votata a Strasbugo prevede l'istituzione di due sistemi di indicazione dell'origine: uno obbligatorio per i prodotti provenienti dai Paesi terzi e uno facoltativo per quelli realizzati all'interno della UE. Per poter porre un'etichetta con un "Made in" di uno stato comunitario almeno due delle 4 fasi di lavorazione (filatura, tessitura, nobilitazione e confezionamento) ossia almeno il 50% della produzione, dovrà, quindi essere realizzata nel Paese stesso.

martedì 18 maggio 2010