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SMI. Multicanalità nella moda, un convegno dedicato alle opportunità nella filiera

MODAONLINE - Si è tenuto ieri 8 giugno a Milano il convegno "Partecipazione e multicanalità nel tessile moda - Opportunità di successo e sfide per filiera, brand e retail": introdotto dal presidente di Sistema Moda Italia Michele Tronconi e organizzato in collaborazione da SMI, Ispira e Biblioteca della Moda, l'incontro ha visto Tronconi ricordare sinteticamente l'importanza dell'avere sempre ben presente i bisogni e le propensioni del cliente nel scegliere le modalità organizzative con cui costruire e mantenere il rapporto, portando ad esempio le profonde diversità nelle modalità di acquisto tra l'Europa e gli Usa da un lato e la Cina dall'altro. "Da una parte - ha detto il Presidente di SMI - c'è un cliente, uomo o donna che sia, che quasi sempre, tende a comperare un solo capo nel singolo atto di acquisto, rivolgendosi nel tempo a brand diversi, in Cina invece si assiste spesso all'acquisto di un intero guardaroba durante un unico atto di acquisto. Nell'utilizzare le nuove opportunità offerte da internet occorre perciò tener conto di diversi fattori ed abitudini". Giuliano Noci, Pro Rettore del Politecnico di Milano, ricordando che il consumatore italiano è sempre più multicanale e si aspetta nuove forme di relazione con le marche attraverso le tecnologie digitali, ha illustrato alcuni numeri: i consumatori multicanale sono 23 milioni in Italia e rappresentano il 44% della popolazione (fonte: Osservatorio Multicanalità 2010); gli utenti Internet in Italia sono in crescita: 26,6 milioni gli utenti attivi nel mese di aprile 2011, che segnano un +12,4% rispetto ad aprile 2010 (fonte: Audiweb by Nielsen Online); infine, sono stati 11 milioni gli utenti di mobile Internet nel terzo trimestre 2010 (fonte: Nielsen Online). "Tutti i comparti - ha ricordato Noci - anche il tessile-moda ed il lusso sono toccati da questa rivoluzione e non possono ignorare il fenomeno, fonte di opportunità di marketing e di business, ma anche di minacce se non gestito oculatamente ad esempio in termini di gestione del passaparola negativo e delle critiche e commenti sui social network, come il recente caso di Patrizia Pepe. Poiché gli utenti vogliono essere parte attiva nella narrativa del brand, confrontarsi sempre più con gli altri e ricercare informazioni, servizi a valore aggiunto in quanto ne riconoscono un premio di prezzo, le imprese del tessile moda devono comportarsi di conseguenza cambiando il paradigma di marketing mettendo al centro l'individuo, co-creando un'esperienza di marca differenziante da declinare lungo tutti i punti di contatto, in cui gli strumenti digitali giocano un ruolo chiave per le loro peculiarità di relazione diretta con il consumatore, interazione e co-creazione". "La sfida non è facile - ha concluso inoltre - servono nuove competenze: i canali devono essere valorizzati non tanto come una leva operativa, ma come un asset strategico nella value pro position".

giovedì 9 giugno 2011