MODAONLINE - Una nuova missione, stavolta destinata ad esplorare il mercato brasiliano, per Sistema Moda Italia. Alcune aziende italiane rappresentative di diverse tipologie merceologiche (abbigliamento uomo, abbigliamento donna, camiceria, tessile per la legatoria, la cartotecnica ed il packaging di lusso e servizi per le aziende) hanno partecipato alla prima edizione di San Paolo Pret-à-Porter, manifestazione svoltasi dal 18 al 21 gennaio 2011 che ha aperto il calendario degli eventi della moda brasiliana. La missione, organizzata da SMI in collaborazione con l'Istituto del Commercio Italiano, ha consentito alle realtà presenti di ottenere alcuni incontri business to business ed avviare rapporti con alcuni potenziali partner locali in grado di sviluppare e seguire la presenza delle collezioni italiane nell'area del Mercosur. "Gli incontri - ha commentato Gianfranco Di Natale, Direttore Generale di Sistema Moda Italia - hanno riconfermato le potenzialità del grande mercato latino-americano. Secondo le elaborazioni di Prometeia, ad esempio, nel 2015 in Brasile ci saranno 6,6 milioni di ricchi in più. Tali potenzialità però, al momento, rimangono frenate dai dazi all'ingresso che mediamente gravano per circa il 35% sui capi di abbigliamento. La trattativa in atto tra il Brasile e l'Unione Europea per liberalizzare gli scambi dovrebbe portare a forti, significative riduzioni e noi non vogliamo arrivare impreparati all'appuntamento. Il test è, dunque, risultato più che positivo e ha confermato la giustezza di una linea di lavoro, ormai consolidata, avviata da Sistema Moda italia a sostegno dell'internazionalizzazione dell'industria del tessile-abbigliamento-moda Made in Italy ed, in particolare, dell'ingresso su nuovi mercati". Nel corso del 2010 l'export di Tessile-Moda Made in Italy (pari a 52 milioni di euro circa nei primi 10 mesi del 2010) ha vissuto una crescita del 31,3%, favorita per i ¾ dal comparto tessile sul quale gravano dazi all'importazione relativamente più bassi (tra il 10/15%), mentre i dazi posti sui prodotti di abbigliamento equivalgono mediamente al 35%, creando una vera e propria barriera di ingresso. Al riguardo sono stati quindi organizzati alcuni incontri informali, che hanno coinvolto dei rappresentanti istituzionali focalizzati soprattutto sugli alti dazi doganali brasiliani che impediscono anche a numerosi imprenditori locali di cogliere le opportunità di business legate al Made in Italy. "Abbiamo potuto verificare direttamente le buone opportunità che possono essere colte sul mercato brasiliano - ha affermato Giorgio Xoccato, Amministratore delegato di Xacus, azienda specializzata nella camiceria uomo/donna di tendenza, sartoriale e su misura di fascia alta - e, contemporaneamente, avviare alcune azioni per cominciare a presidiarle. Le difficoltà di ingresso ci sono, ma sono problemi che ostacolano anche i nostri competitor".