SMI. Crollano gli ordini. Senza interventi si rischia il collasso
I primi dati 2009 del settore Tessile-Abbigliamento mettono in evidenza un calo dei volumi delle attività tra il 30% ed il 60% mentre la Filatura italiana si avvia verso un inevitabile deficit commerciale. Michele Tronconi, presidente di SMI lancia un grido d'allarme dichiarando che "l'intero sistema è entrato in apnea; sa nuotare, ma non può farlo se non gli si consente un minimo di respiro". Senza un intervento immediato del Governo si rischia di veder uscire dal mercato un numero significativo di aziende ed addetti
Se fino a ieri la situazione del settore Tessile-Abbigliamento appariva difficile da oggi, dopo l'analisi dei primissimi dati del 2009 e la presentazione dei numeri del comparto della Filatura, diventa improvvisamente drammatica. Michele Tronconi (foto) ha presieduto oggi la sua prima giunta di Sistema Moda Italia (SMI) dopo l'elezione a Presidente dello scorso dicembre, durante la quale oltre ad esaminare i dati preconsuntivi del 2008 che mettono in evidenza una flessione annua del fatturato del 3,1% a 52,5 miliardi di euro (con il tessile che cala del 6,5% e l'abbigliamento sostanzialmente stabile con un -0,7%), sono stati presi in considerazione i primissimi dati del 2009 che segnalano un pesante e fortemente preoccupante crollo degli ordinativi. "Nonostante i dati a consuntivo confermino la reattività del sistema, stanno arrivando segnali di una fortissima riduzione dei volumi di attività - ha sostenuto Michele Tronconi - . Si va dal 30% al 60%, in meno, a parità di periodo, ed è la prima volta che il calo colpisce, contemporaneamente, tutti i sottocomparti del Tessile-Moda. In altre parole, l'intero sistema è entrato in apnea; sa nuotare, ma non può farlo se non gli si consente un minimo di respiro. Il Governo preferisce dare ossigeno alle quattro ruote, così come si è preoccupato di far volare gli aerei col tricolore. Forse ci si dovrebbe preoccupare di avere ancora qualcosa da far viaggiare per il mondo, targato Made in Italy". Davanti a tale situazione il Governo ed i vari Ministri interessati mantengono una posizione di silenzio assoluto anche se sollecitati dall'invio di un Documento di politica industriale redatto da SMI e sostanzialmente condiviso da altre associazioni imprenditoriali e dai sindacati dei lavoratori del settore. Dinnanzi a questo nuovo, seppur in qualche modo prevedibile, cambio in negativo dei dati del settore Tronconi che solo due giorni fa sosteneva una politica di non belligeranza in attesa di risolvere i problemi attraverso un diretto dialogo con le istituzioni nazionali oggi, su mandato della sua Giunta ha preso la decisione di attivarsi per coinvolgere e rendere partecipi di tale situazione i Presidenti delle principali Regioni italiane. Una scelta volta a poter studiare insieme alle realtà locali misure capaci in primo luogo di salvaguardare l'occupazione impedendo fratture insanabili all'interno della filiera del tessile-abbigliamento-moda, che rappresenta il vero valore aggiunto del Made in Italy. In una fase critica come quella che emerge dai primi dati dell'anno in corso ci si trova, infatti, davanti alla seria possibilità di veder uscire dal mercato un numero significativo di aziende e, di conseguenza di addetti altamente specializzati ritrovandosi, nella fase dell'auspicabile ripresa incapaci di affrontarla con forza e determinazione.