Nonostante la crisi Spazio Sei, seppur preoccupata dai consistenti cali degli ordinativi provenienti soprattutto dall'Est Europa, porta avanti il suo piano di sviluppo. Dopo essersi concentrata, nel 2008, sull'acquisizione di asset industriali volge ora l'attenzione allo sviluppo del retail puntando il mirino sull'asse che parte dai paesi Arabi ed arriva in Far East. E non disdegna l'ipotesi di una nuova licenza preferibilmente al maschile
Dopo aver archiviato un 2008 in crescita del 5% per Spazio Sei, che oltre alle etichette di proprietà Parrot, Ki6? e Lu-Mà! produce e distribuisce in licenza la linea Ice Ice Iceberg, e dell'8% per Spazio Blu, che raggruppa tutte le linee affidate in licenza da Blufin, il Gruppo di Carpi (MO) fondato nel 1992 da Franco Ferrari (foto) e Manuela Lugli e leader nella produzione e distribuzione di abbigliamento per bambini, si appresta ad affrontare un 2009 che se da un lato prospetta una situazione di mercato molto difficile dall'altro non ferma, ma rallenta soltanto i piani di sviluppo programmati dall'azienda. "Quello che stiamo vivendo è un momento di grande riflessione - spiega Franco Ferrari, amministratore unico di Spazio Sei, a Modaonline -. Seppur armati di grandissimo ottimismo dobbiamo fare i conti con un mercato che sta facendo segnare riduzioni di budget che vanno dal 10% a picchi massimi che sfiorano anche il 35%. I problemi maggiori vengono dai mercati dell'Ex Unione Sovietica, in particolare da quello Ucraino, aree che sino alla scorsa stagione erano assolutamente trainanti, con performance in costante crescita che oggi si sono fermate di colpo. E' molto difficile, quindi, fare previsioni sul 2009 perché, stando ai risultati di questi ultimi giorni la situazione è realmente dicotomica. Se da un lato nello stesso paese alcuni clienti riducono drasticamente i budget dall'altro c'è chi, soprattutto tra i nostri top client, li aumenta. Il tutto a livello assolutamente random dal punto di vista geografico". Ma tale situazione non ferma i piani di espansione dell'azienda che durante lo scorso anno ha gettato le basi di un piano di sviluppo articolato sul prossimo triennio. "Nell'arco del 2008 abbiamo fatto un'importante serie di investimenti, che andranno ad incidere sul nostro bilancio del 2008, propedeutici ad un forte sviluppo futuro. Abbiamo puntato sull'acquisizione di asset industriali acquistando gli immobili dei nostri due showroom, uno di 400 metri quadrati in pieno quadrilatero della moda milanese ed uno di 450 mq a Padova. Abbiamo, inoltre acquistato un capannone di 3.600 mq su un'area di oltre 6.000 mq confinante con la nostra sede produttiva andando, così, a creare un'unica struttura di 18.000 mq di cui oltre 9.000 di capannoni industriali". Investimenti decisi e pianificati ben prima dell'arrivo della crisi finanziaria di settembre che ha cambiato in maniera repentina lo scenario dei consumi a livello mondiale, che consentono all'azienda di essere preparata a ripartire in maniera forte e determinata dopo il passaggio dell'onda anomale che sta colpendo il nostro pianeta. "Nel 2008 abbiamo iniziato anche a sviluppare un importante piano di aperture di negozi monomarca mettendo a segno gli opening di tre Kid Space a Londra, grazie al quale sono aumentare in maniera determinante le vendite dei marchi di Spazio Sei anche sul canale multibrand e all'interno dei Department Store, Kiev ed Odessa e di due boutique Miss Blumarine a Kiev ed Odessa. I monomarca rappresentano, per noi, delle vere e proprie operazioni di comunicazione capaci di mettere in evidenza ed amplificare tutto il lavoro che svolgiamo sul prodotto. Siamo convinti che aperture strategiche come quella di Londra o come quella che ci apprestiamo a fare a Milano, dove tra pochi giorni, inaugureremo, in collaborazione con Blufin, un negozio Miss Blumarine in Via Spiga, siano assolutamente paganti e capaci di attrarre l'attenzione di investitori stranieri di paesi per noi strategicamente interessanti. Ovviamente in un momento come quello attuale abbiamo rivisto il nostro piano che prevedeva altre 10 aperture per l'anno in corso che faremo slittare di qualche mese concentrando i nostri investimenti sull'area medio orientale compresa tra il Libano e il Quatar e spostando a data da definire i piani di sviluppo nell'Europa dell?Est". Attualmente la quota di fatturato generata oltre confine è del 35% percentuale che l'azienda mira a far aumentare in maniera decisa. "Per quanto concerne il mercato interno tutti i nostri brand sono presenti sull'intero territorio nazionale. Siamo presenti, almeno con una linea, in 450/500 punti vendita. Miss Blumarine è l'etichetta che raggiunge il maggior numero di punti vendita (circa 280). Non crediamo che questo sia il momento migliore per allargare il range di azione. Preferiamo concentrarci sull'esistente e soprattutto su quelle realtà capaci di fornirci immagine e visibilità, mirando eventualmente ad allargare la nostra presenza all'interno dei singoli punti vendita. Tutti i nostri sforzi a livello di espansione saranno, invece, concentrati sui mercati esteri lungo un asse che dai Paesi Arabi proseguirà verso il Far East". Perché, nonostante la crisi il piano di sviluppo di Spazio Sei continua a procedere concentrando gli investimenti sui marchi a maggior ritorno in termini di ricavi. e anche guardando con attenzione alle opportunità che il mercato potrebbe offrire. "Non siamo alla ricerca di nuovi marchi da prendere in licenza, ma siamo aperti a valutare le opportunità che il mercato potrebbe offrire. La nostra azienda è sbilanciata verso l'universo femminile, quindi un marchio dell'high luxury fortemente concentrato sull'universo maschile non andrebbe a sovrapporsi al nostro attuale portfolio e, anzi, potrebbe completare l'offerta che proponiamo al mercato".