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STRATEGIE
Suitex. Come cambia la distribuzione internazionale

L'evoluzione del sistema distributivo italiano e le nuove opportunità di business nei mercati della moda. L'incontro formativo organizzato ieri a Milano da Suitex International mette a confronto le aziende sulle nuove strategie distributive 

"Questa giornata è nata dall'esigenza di confrontarci con le nostre aziende clienti, di trovare un momento dialettico fra titolari e manager del fashion system con l'obiettivo di fare esperienza rispetto ad argomenti specifici attraverso esempi pratici e casi reali ed un approccio partecipativo" spiega Luigi Castellani, (nella foto), partner di Suitex International che ha coordinato il workshop Opportunità di business nel fashion system organizzato ieri nella sede milanese di Suitex International, società specializzata nella ricerca e selezione di personale nel fashion & design system. L'analisi di Castellani è partita dai canali distributivi tradizionali e dalle nuove forme commerciali introdotte negli ultimi anni, per poi mettere l'accento sul'andamento dei mercati e infine passare alle figure professionali attualmente più ricercate. Per quanto riguarda il canale indiretto, la struttura distributiva affianca tradizionalmente dettaglio specializzato (che rappresenta secondo Federdistribuzione il 48% della vendita di prodotti moda in Italia), grossisti (54.611 unità secondo Unioncamere), grandi superfici e catene specializzate (che nei dati di Federdistribuzione rappresentano il 27% del mercato), seguiti dal blocco di ipermercati, supertore e mini-iper, supermercati, libero servizio e discount (cui Federdistribuzione attribuisce una quota di mercato del 10%), e infine gli ambulanti, stimati in oltre 100 mila imprese con tendenza all'aumento. I canali che si sono aggiunti negli ultimi anni alla struttura tradizionale sono outlet e web retail: il primo, per definizione finalizzato allo smaltimento delle rimanenze di stagioni passate, riscuote grande successo soprattutto per le griffe; al secondo, stando ad una ricerca del Politecnico di Milano, sono da attribuire 335 milioni di fatturato abbigliamento all'interno di un giro d'affari globale stimato a livello nazionale sui 5,8 miliardi di euro. Tra i leader del settore, Yoox.com con 100 milioni di fatturato 2008 in crescita del 48% sul 2007 e progetti di quotazione nel 2010; luisaviaroma.com, che totalizza 15 milioni di vendite web superando nel 2009 il fatturato del negozio reale; venteprivee.com, retailer francese con un giro d'affari di 650 milioni di euro; privalia.com con 435.000 iscritti e un fatturato Italia 2009 di 10 milioni di euro, +500% sull'anno precedente. Per quanto riguarda invece il canale diretto, ai tradizionali monomarca, flagship, franchising, corner e shop in shop, si aggiungono oggi i più innovativi temporary store, retail su ruote, e-commerce, m-commerce (il nuovo commercio elettronico tramite cellulare, partito nel 2008, a cui proprio dal 25 novembre ha aderito anche il gruppo Armani) e vendita a domicilio, nuova evoluzione del sarto personale. "Il temporary store rappresenta un negozio-paradosso, perché programmato per chiudere - spiega Francesca Zorzetto, consulente Suitex specializzata in formazione moda -. Si caratterizza per spazi di basso investimento, sia nelle location (che alle strade del lusso preferiscono zone di tendenza) sia nell'allestimento, volutamente spoglio, basico. La sua valenza è soprattutto comunicativa e offre ampie possibilità di ricaduta sulla rete tradizionale, come è stato per il caso di Benetton che ha testato in questo modo il nuovo layout degli spazi 0/12". Un discorso a parte merita anche il negozio online, che solo negli ultimi due anni ha cominciato a riscuotere anche in Italia l'attenzione di marchi e case di moda. "Un anno fa abbiamo cominciato ad approcciare il mercato dell'e-commerce in collaborazione con Yoox - spiega Marco Dell'Era, direttore marketing DSquared2 -. Successivamente abbiamo individuato un'agenzia specializzata nel viral marketing e all'apertura ufficiale del nostro store online raccogliamo oltre centomila utenti tra facebook, myspace, twitter: un target altamente specializzato e fortemente in crescita. Ora il problema diventerà piuttosto la gestione del canale tradizionale rispetto a questa nuova posizione: quali condizioni porre, quali garanzie chiedere a chi, distribuendo sia in negozio che via web, è di fatto nostro concorrente? Il mercato sta diventando sempre più complesso: in cinque minuti posso decidere se comprare lo stesso capo nei cinque diversi store online o nel negozio tradizionale. Proprio per questo però, se gestito in maniera intelligente, questo canale non va a scapito del negozio reale ma serve piuttosto a moltiplicare la brand experience del marchio". Secondo i dati Eurostat riportati da Suitex, gli europei spendono mediamente per la moda il 6% sul totale spesa: una quota che sale all'8% in Italia e si arresta invece al 6,3% in Spagna, al 6,1% in Gran Bretagna, al 5,4% in Germania, al 5% in Francia. Se la torta del settore moda perde globalmente il 10% in Giappone, il 6% in Russia, il 3% in Usa e Medio Oriente, i classici mercati tradizionali, la crescita caratterizza invece Argentina (+9%), Cina e Cile(+8%), India (+7%), ex-Urss e Brasile (+5%), Polonia e Ungheria (+6%), Slovacchia e Repubblica Ceca (+5%). Bacini sui quali puntare, aggiungono da Suitex, capendo che è prioritario adattarsi a culture e tradizioni locali, non considerarli mercati elementari perché evolvono invece molto rapidamente, approcciarli col supporto di  partner locali. Ed ecco, in base alle ultime mutazioni del mercato e delle strutture aziendali, le professioni più richieste. "Le aree professionali in cui le aziende sono più impegnate ad aumentare la propria competitività sono quella del prodotto, riguardo quindi a giovani designers e posizioni di direttore creativo e uomo prodotto - prosegue Luigi Castellani -; quella della produzione, col rispettivo direttore di produzione; e infine il settore vendite & marketing, dove si cercano agenti plurimandatari, venditori diretti e k-account manager, direttori di vendita ed export manager". Dal 1984 Suitex si propone come società internazionale di consulenza aziendale specializzata nella ricerca e selezione del personale esclusivamente nel fashionsystem. Orientata ad aziende nazionali ed internazionali produttrici e distributrici di abbigliamento, calzature e pelletterie, forniture industriali, gioielli ed orificeria, per i suoi 422 clienti attuali Suitex fornisce ricerca e selezione di manager e specialisti in tutte le funzioni aziendali, ricerca e selezione di agenti e venditori in Italia e di agenti e distributori per tutte le aree dell'Europa, degli Usa e degli altri principali Paesi, corsi di formazione alle imprese. "Il 2009 è stato per Suitex un anno di crescita - conclude Luigi Castellani -, sia nel giro d'affari, che ha registrato un incremento del 20%, sia nell'espansione internazionale, con le nuove filiali di Nuova Delhi e Shanghai che si aggiungono alle sedi nazionali di Mestre e Milano".

Silvia Sammarro
venerdì 27 novembre 2009