Twin DDM e Longhi. Un accordo sinergico ai vertici del lusso
E' stato annunciato oggi il conferimento di Twin DPL Srl in ART Srl, nuova struttura che curerà lo sviluppo dei marchi Twin e Longhi che, in perfetta sinergia e complementarietà, lanciano una nuova sfida all'interno di una nicchia posizionata ai vertici del lusso. Obiettivo dell'operazione, che nei prossimi 5 anni conta di raggiungere i 15/20 milioni di euro di fatturato e un'EBITDA del 18/20%, è la quotazione in Borsa nel 2013
Punto di partenza la creazione di un piccolo polo del lusso di nicchia. Punto di arrivo la quotazione in Borsa entro il 2013. Sono questi la base e l'obiettivo dell'accordo annunciato oggi, sotto la regia di Maurizio Romiti, AD e Vice Presidente Pentar, che vede Twin DPL Srl, coferire in ART Srl, società a cui faranno capo i marchi Twin DDM, creata da Daniele Cordero di Montezemolo nel 1999 e Longhi, storico marchio di pelletteria di lusso fondato nel 1932 di proprietà di Roberto Tassi (foto). "Con questa operazione abbiamo voluto gettare le basi di un business diverso dal solito - spiega Roberto Tassi neo amministratore delegato di ART srl -. Il nostro modello è quello francese e le nostre basi sono i concetti di internet e di famiglia. Abbiamo, infatti, scelto di unire le forze di due realtà assolutamente complementari fra loro il cui comune denominatore è il concetto di qualità per offrire ad un mercato ancora in forte crisi qualcosa di diverso e di innovativo. Siamo una squadra ben coesa, fatta di una quindicina di persone (tutte teste) coinvolte in maniera attiva nell'operazione che andremo a costruire con la tecnica del mosaico". L'azionariato del nuovo Gruppo sarà composto da Roberto Tassi, con una quota del 60%, da Pentar e Daniele Cordero di Montezemolo con il 30% e dalla famiglia fiorentina Morelli con il 10%. "Mi trovo benissimo all'interno di questo nuovo progetto - dichiara Daniele Cordero di Montezemolo, consigliere di amministrazione di ART Srl -. Il mondo cambia e in tempi difficili come quelli odierni è assolutamente necessario adattarsi alle circostanze. La crisi non è finita e la competizione diventa sempre più spietata. Credo che l'unica ripresa possibile oggi sia quella di andare ad occupare lo spazio di chi non riesce a mantenerlo. L'unione di realtà che condividono gli stessi valori fa sicuramente la forza e la sicurezza di potersi avvalere di una struttura operativa del calibro di quella della famiglia Morelli garantisce all'intero progetto non solo la capacità produttiva, ma anche un meccanismo di hardware (magazzino, consegne, etc...) di primissimo livello che ci consentirà di evitare di chiuderci a riccio e di poter competere a testa alta sul mercato". Una competizione, quella del nuovo Gruppo che si gioca nella fascia più alta del mercato, in quella nicchia in cui la qualità, la ricerca e l'esclusività sono le chiavi vincenti. "Il nostro obiettivo - spiega Tassi - è quello di attuare una crescita solida e non espansionistica puntando su un concetto di sviluppo calibrato e duraturo". Uno sviluppo che, come spiega Alessandro Santini, direttore generale di Pentar e Consigliere delegato di ART Srl: "si pone come obiettivo il raggiungimento di un fatturato di 15/20 milioni di euro nell'arco del prossimo quinquennio anche se il nostro progetto più che sul fatturato si basa sull'EBITDA che nei prossimi tre anni contiamo raggiunga una quota del 18/20%". Obiettivi chiari ed ambiziosi da raggiungere attraverso una ottimizzazione dei costi operativi perché nello sviluppo dell'operazione nessun risparmio verrà mai ribaltato sulla qualità del prodotto. "La nostra produzione attualmente è interamente realizzata in Italia - spiega Tassi -, anche se è sempre più difficile reperire nel nostro paese realtà produttive capaci di garantire gli standard a cui noi puntiamo, ma in realtà il nostro è un progetto che non si basa su un concetto territoriale. La logica di internet, network senza fissa dimora, è quella a cui ci siamo ispirati e che ci consente di ridurre in maniera drastica i costi operativi tanto che il costo dell'intera nuova struttura (che gestisce i due marchi) è solo del 5% superiore a quello della realtà che gestiva il solo marchio Longhi. Oggi riuscire ad ottimizzare i costi senza perdere nulla in fatto di qualità e visibilità è assolutamente necessario per avere successo". Anello fondamentale del processo di evoluzione del progetto è lo sviluppo del canale retail a doppia insegna che, dopo il recente opening di Parigi, ha già fissato in calendario nuove aperture a Roma e Pechino. "Essere presenti con negozi monomarca nelle migliori vie del lusso delle principali capitali mondiali è sicuramente un biglietto da visita importante. Noi non nasciamo commercianti e, quindi, abbiamo scelto di sviluppare, per il nostro retail, un nuovo concetto di franchising che ci vede operare in partnership con preparatissimi e storici operatori del settore. In questo modo da un lato evitiamo che i costi di uno sviluppo retail pesino in maniera eccessiva sulla struttura e dall'altro coinvolgiamo direttamente i nostri partner nell'evoluzione del progetto. Attualmente all'interno dei nostri store saranno presenti le collezioni Longhi e Twin DDM, ma in seguito contiamo di allargare il range con altri marchi complementari". Piccoli oasi di nicchia, quindi, assolutamente curate nei minimi dettagli e progettate nell'assoluto rispetto, anzi puntando alla valorizzazione delle architetture dei singoli punti vendita, propedeutiche ad uno sviluppo che vede nel wholesale il suo punto di forza. "Attualmente Longhi, marchio connotato da una forte internazionalizzazione conta circa 240 doors nel mondo e Twin circa un centinaio più concentrate sul territorio italiano - prosegue Tassi -. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere a regime circa 300 doors totali mantenendo, così, una distribuzione altamente selettiva che, grazie allo sviluppo che contiamo il progetto possa avere in un mercato fondamentale come quello cinese, dovrebbe estere articolata per un 65/70% all'estero e per un 30/35% in Italia. A livello di prodotto anche se oggi il nostro mondo è fortemente sbilanciato verso l'universo maschile (circa l'85% del totale) crediamo che nei prossimi cinque anni possa essere equamente suddiviso tra uomo e donna".